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EDITORIALE

Le pagine "uniche" di una vita

La Direzione
   

   Famiglia Oggi n. 10 ottobre 2000 - Home Page Molte situazioni familiari provocano rapporti difficili e bisognosi di perdono. L’eredità, ad esempio, spezza anche i più solidi legami. Ma bisogna poi riconciliarsi.

Non è raro oggi abusare delle parole che fanno presa sulla pubblica opinione. Tanto che si rischia di creare confusione. Fra i termini "abusati", il perdono sembra di gran moda, mentre a nessuno sfugge la difficoltà che la sua attuazione comporta.

Il perdono è un dono che viene fatto alle persone riconosciute degne di rispetto, comprensione, relazione. Non semplice atto, ma processo che prende l’avvio dall’ascolto dell’altro, della sua voce, della sua diversità, delle sue peculiarità.

Vi sono situazioni all’interno della famiglia che più di altre esigono la disponibilità alla riconciliazione. Certi tradimenti, certe forme di incomprensione, di sottovalutazione, di violenza verbale e psicologica innalzano barriere che tardano a cadere ostacolando il dialogo, la mediazione, l’elaborazione dei vissuti dolorosi. Anche le questioni ereditarie sono spesso causa di dissapori, rancori, odio. Sorge, allora, la necessità di riconciliare gli animi fra i familiari.

Il denaro è quasi sempre fonte di divisione e rottura dei legami. Chi fa dell’humor ritiene che le proprietà logorino chi non le possiede: terreni, case, gioielli o quant’altro mettono a dura prova la benevolenza fra i parenti. Dio sa quanto bisogno c’è, in simili occasioni, di andare oltre la quantità degli averi per dare qualità alle relazioni. Dopo una dura battaglia legale resta l’amarezza di non aver fatto il possibile per evitarla.

Anche tra genitori e figli, fratelli e sorelle, marito e moglie si creano momenti di tensione, fatica, incomprensione che richiedono la capacità di riallacciare i legami che si sono allentati o inaspriti.

Il ritmo e la frenesia della vita quotidiana, fatta di lavoro e impegni sociali, riducono al minimo le possibilità di confronto e dialogo pacifici. Ben vengano, quindi, i luoghi di silenzio e raccoglimento, atteggiamenti indispensabili per riappropriarsi delle energie necessarie alla serenità dei rapporti.

Riconciliarsi con sé stessi, con la vita e con gli altri non è operazione indolore. Non lo è nemmeno perdonare le offese, i soprusi, le indelicatezze. Ma ogni persona, con il suo stesso esistere, è una bella e unica pagina della vita umana. Sfogliare questo volume è un tale privilegio che anche la fatica di vivere diventa più accettabile. Ciascuno è parte dell’altro, ma contemporaneamente è anche una irripetibilità. Bisognerebbe imparare a guardare l’altro con il rispetto che esige la creatura fatta a immagine del suo creatore.

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