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POLITICHE FAMILIARI - RICONOSCIMENTO DELLE COPPIE GAY IN EUROPA E IN USA

Rispettare la diversità

di Valérie Berset
    

   Famiglia Oggi n. 11 novembre 2000 - Home Page La panoramica sull’esistente e su ciò che è in progetto sintetizza la situazione di alcuni Paesi, attenti ai diritti degli omosessuali.. Conoscere le soluzioni adottate può essere utile anche all’attuale dibattito italiano.

Il primo Stato europeo ad adottare una legge sulle convivenze registrate delle coppie omosessuali è stato, nel 1989, la Danimarca. La legislazione non è applicabile alle coppie eterosessuali. Le condizioni per la registrazione sono simili a quelle del matrimonio, con l’eccezione del fatto che almeno uno dei due partner deve essere danese e avere il suo domicilio in Danimarca. Gli effetti delle unioni civili registrate sono simili a quelli del matrimonio, salvo ciò che concerne il diritto all’adozione e all’inseminazione artificiale. Dal 1° luglio 1989, esiste per le coppie omosessuali registrate la possibilità di adottare i figli del coniuge. Gli effetti di tali unioni si estendono oltre il diritto della famiglia (mutua assistenza, comunione dei beni), e si applicano ugualmente, ad esempio, alla legislazione sociale. La fine dell’unione è sottoposta alle stesse regole del divorzio.

In Norvegia, la legge sulle unioni delle coppie omosessuali è entrata in vigore nel 1993. Essa non riguarda le coppie eterosessuali, che sono sottoposte alla legge sulla convivenza del 1991. Le condizioni sono essenzialmente simili a quelle della legge danese. Anche qui, l’adozione e l’inseminazione artificiale non sono comunque possibili per le coppie che abbiano registrato il loro legame.

La Svezia, dal 1995, dispone di una legge sulle unioni registrate, rivolta esclusivamente alle coppie omosessuali. Dal 1987 esiste comunque una legge sulla convivenza al di fuori del matrimonio (legge Sambo), che all’epoca era applicata anche alle coppie omosessuali. In questo senso, la Svezia può essere considerata come il primo Paese ad aver preso in considerazione le coppie omosessuali nella propria legislazione. La legge sulle unioni civili approvata nel 1995 esige che almeno uno dei due partner sia svedese e abbia il suo domicilio in Svezia. Gli effetti sono simili a quelli del matrimonio, salvo in ciò che concerne il diritto all’adozione, all’inseminazione artificiale e all’esercizio congiunto della potestà genitoriale. Le regole riguardanti il divorzio sono applicabili per analogia.

L’Islanda ha adottato una legge sulla Confirmed cohabitation nel 1996, quale forma di unione legale destinata alle coppie omosessuali. Le condizioni sono in tutto e per tutto simili alla regolamentazione adottata dalla Norvegia.

L’Olanda ha adottato una legge sulla convivenza registrata nel 1998. Contrariamente alle legislazioni scandinave, questa forma di unione può essere adottata sia dalle coppie omosessuali che da quelle eterosessuali. Non è previsto che uno dei due partner debba possedere la nazionalità olandese. Il diritto all’adozione e all’esercizio congiunto della potestà genitoriale non è previsto. Le donne lesbiche hanno la possibilità di beneficiare dell’inseminazione artificiale eterologa. Appoggiandosi soprattutto su questo argomento, si sono levate numerose voci per rivendicare anche il diritto all’adozione. È in discussione un progetto di legge sull’apertura al matrimonio per le coppie omosessuali (ndr, il progetto è stato approvato da uno dei due rami del Parlamento).

Dopo un lungo dibattito al Senato e all’Assemblea nazionale, la Francia si è dotata del Pacs (Patto civile di solidarietà), entrato in vigore il 15 novembre 1999. Il Pacs è aperto alle coppie, omosessuali ed eterosessuali, ma non quando vi siano legami familiari tra i partner. Gli effetti del Pacs sono simili a quelli del matrimonio: dovere di mutuo sostegno, diritto all’alloggio, statuto fiscale, eredità, legislazione sociale, permesso di soggiorno. Il Pacs finisce sia per un comune accordo dei partner, sia per la volontà o il matrimonio o il decesso di uno dei due; non dà diritto all’adozione, all’esercizio congiunto della potestà genitoriale e all’inseminazione artificiale.

Benché la questione dei diritti delle coppie omosessuali sia accesa da parecchi anni, la Germania non ha ancora adottato una legge in tal senso. Il progetto attualmente in discussione propone una unione registrata, aperta esclusivamente alle coppie omosessuali, e sottomessa alle regole del matrimonio, a eccezione dell’adozione e della potestà genitoriale congiunta.

In Spagna, il Congresso dei deputati nel 1997 ha respinto con un ristretto margine due progetti di legge tendenti a parificare le coppie non sposate a quelle sposate in numerosi campi legislativi. Attualmente sono in corso d’esame due iniziative legislative: l’una propone la creazione di un contratto civile di unione tra due persone, dello stesso sesso o di sesso differente; l’altra introduce la nozione di comunità di vita senza relazioni sessuali (madre-figlia, fratello-sorella).

Il Parlamento del Portogallo nel 1997 ha respinto alcune proposte miranti a porre su un piano di eguaglianza le coppie – omosessuali ed eterosessuali – non sposate con quelle sposate, in numerosi campi legislativi (diritto di locazione, diritto delle previdenze sociali, diritto fiscale). È allo studio un altro progetto, secondo il quale le coppie omosessuali ed eterosessuali, formatesi da almeno due anni, dovrebbero ottenere la possibilità di una unione registrata che garantirebbe loro lo stesso statuto giuridico delle coppie sposate nei campi del diritto di locazione, di asilo e di immigrazione, della sicurezza sociale e del diritto del lavoro.

Il Belgio ha adottato nel 1998 una legge sulla coabitazione legale, la cui entrata in vigore è prevista entro la prossima legislatura. Tale coabitazione legale è possibile tra due persone: coppie omosessuali ed eterosessuali, ma anche tra fratelli o sorelle, madre e figlia. La legge prevede un obbligo di cura reciproca. A certe condizioni, la legge concede un permesso di soggiorno al partner straniero di un cittadino belga. Peraltro, la discussione sulla creazione di una unione civile per le coppie omosessuali prosegue.

Infine, un cenno agli Stati Uniti, dove parecchi Stati prevedono già degli «accordi sulle convivenze domestiche». Essi conferiscono dei diritti nei campi dell’alloggio, della salute o della fiscalità, senza peraltro garantire alle coppie omosessuali uno statuto uguale a quello delle coppie sposate (tratto da "Questioni Familiari", n. 2/2000, traduzione di Pietro Boffi).

Valérie Berset

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