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SOMMARIO

   

      

   Famiglia Oggi n. 1 gennaio 1998 - Home Page

REGOLE SENZA LIMITI DI ETÀ
di Duccio Demetrio

Il rispetto di certe regole nella relazione con gli altri è fatto risaputo. Ne parlano attraverso i secoli numerosissime testimonianze pedagogico-letterarie molto più vicine al nostro tempo di quanto non si creda. Soprattutto nel Cinquecento, nel Seicento e nel Settecento si ritrovano precetti utili all’adulto – un soggetto in potenziale, perpetua educazione e autoeducazione – che intenda migliorare i propri rapporti interpersonali senza rinunciare a stabilire modalità diverse di dialogo con se stessi. Si tratta di regole di convivenza, di ascolto reciproco e personale che vanno però riscoperte nell’esperienza quotidiana attraverso i più svariati momenti relazionali, in un continuo desiderio di conoscenza e apertura, così come in ogni ambito della vita familiare e professionale, anche nelle attività di aiuto alla persona.
   

LA FORZA DEI RITUALI COLLETTIVI
di Aristide Tronconi

Il galateo viene considerato non solo come espressione formale della cultura dominante, ma soprattutto come una necessità psicologica dell’individuo. Per chiunque è piacevole avere a che fare con persone educate che rendono l’incontro un’esperienza gradevole e rassicurante. Infatti le buone maniere ricordano gli antichi rituali che servivano a scacciare la paura del nemico. Un’antropologa americana condusse nel 1931 uno studio accurato su una popolazione selvaggia della Nuova Guinea. Dall’osservazione della vita che conducevano gli Arapesh, capì quanto il comportarsi bene o male fosse l’espressione di un bisogno collettivo.
   

IL GALATEO LINGUISTICO DEL DUEMILA
di Valeria Della Valle e Giuseppe Patota

Negli scambi interpersonali non conta soltanto il "come si fa", ma anche il "come si dice". Un galateo linguistico alle soglie del Duemila non è un’esortazione all’ipocrisia, ma un aiuto a vivere i rapporti legati alla parola – parlata e scritta – con maggiore buon gusto e minore aggressività, reagendo alla cattiva abitudine che porta a trascurare, nei contatti quotidiani, il rispetto che dobbiamo agli altri.
  

LA VITA È UNO STILE O UN ERRORE
di Mariapia Bonanate

L'abbigliamento delle nuove generazioni offre uno scenario tutt’altro che esteticamente godibile. Le scelte e gli accostamenti rivelano un vuoto di contenuti, una povertà di gusto estetico, una sorta di volgarità cercata. Complici le famiglie, incapaci di sottrarsi alle sirene della pubblicità e delle griffe. Dimenticando che l’educazione è armonia ed eleganza spirituale, si uccide il piacere di scoprire lo stretto legame che esiste fra il vestire e la personalità. I ragazzi sembrano quasi esclusivamente affidati alle abili mani dei persuasori occulti.
   

PER NON SUBIRE INGERENZE
di Corso Bovio e Claudia Balzarini

Dopo un breve excursus storico sui primi riconoscimenti normativi del diritto del cittadino a "non subire ingerenze", gli autori esaminano il difficile rapporto fra privacy e stampa. La repressione penale e il risarcimento del danno sono alcune delle diverse prospettive di tutela della riservatezza. Si profila, inoltre, un nuovo aspetto di tale diritto che riguarda il controllo sul trattamento dei dati personali.
  

IL CORPO STRANIERO DELL’ALTRO
di Gabriella Stanchina

Che cosa significa rispetto dell’altro in un mondo multietnico segnato da identità di confine e differenze corporee e culturali indomabili? Una rilettura del pensiero kantiano intorno alla dignità della persona e il suo confronto con gli stereotipi massmediatici dello straniero, e con ciò che gli stranieri proferiscono a partire da sé, illuminano di un senso nuovo e trasformante parole antiche. Il rispetto del confine sensibile, la seduzione e la minaccia del corpo straniero, la trascendenza dell’altro rispetto al meccanismo sociale, l’intervallo e il mistero in cui l’altro si fa luogo di possibilità impreviste, la giustizia come accoglienza dell’altro mio maestro si disegnano come tracciati possibili di un’etica interculturale.
         

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