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Dossier - 3 -

Il galateo nell'era telematica

di Chiara Macconi e Paola Parma
  

   Famiglia Oggi n. 1 gennaio 1998 - Home Page

Eleganza-abbigliamento

Siamo tutti d’accordo che vestirsi adeguatamente non è più solo una questione di comodità o senso estetico, ma assume un’importanza di carattere sociale che rappresenta un biglietto da visita nel rapporto con gli altri. Allo stesso tempo, bisogna ricordarsi che per essere eleganti non sono necessari molti soldi. Lo ripeteremo allo spasimo: quello che conta è la classe con cui si sceglie l’abito più adatto a chi lo indossa e all’occasione per cui serve. L’abito deve far risaltare le parti migliori del nostro corpo e minimizzare le peggiori, possibilmente. Inoltre ogni età richiede uno stile da seguire, evitando, se si riesce, l’effetto ridicolo di fare la giovincella a 50 anni e viceversa.

L’abito deve rispettare il proprio carattere, ricordandosi che la vera eleganza non si fa mai notare e che si basa sulla semplicità. Quello che conta è mettere in risalto il meglio di sé seguendo l’architettura naturale. In questo senso il viso è lo specchio della persona. Esiste una professione che si occupa appositamente della costruzione dell’immagine delle persone. I loro insegnamenti evitano interventi di grande cambiamento perché sarebbe come distruggere un equilibrio predefinito.

Se dovete acquistare dei capi, non fatelo freneticamente, ma cercate di valutare le necessità obiettive del vostro guardaroba e ricordatevi che per condurre una vita molto attiva non è obbligatorio comprare una montagna di vestiti, ma introdurre saggiamente dei capi "classici", che vi salveranno in occasioni diverse; un tailleur, un tailleur con pantaloni, un bel cappotto, un soprabito, un abito intero robe-manteau.

Si può ridurre il numero dei capi d’abbigliamento, ma non si può fare a meno della qualità, il che non significa necessariamente che il prezzo sia elevato. Fate attenzione agli accessori, che soprattutto negli abiti femminili giocano un ruolo fondamentale, riuscendo in molti casi a trasformare un abito da pomeriggio in uno da sera. Spille, borsette, gioielli, foulards, cappelli, scarpe, cinture, guanti, ombrelli, sciarpe possono realmente dare quel tocco in più a un abito già speciale.

  

Perché un galateo su Internet?

La rete è costituita da un insieme di risorse informative condivise quotidianamente da milioni di persone: è importante ricordare che le informazioni disponibili sono il frutto del lavoro e dell’impegno degli utenti connessi e che, quindi, è bene rispettare il lavoro degli altri così come si richiede il rispetto per il proprio. Non dovrebbe ritenersi escluso da tali considerazioni nemmeno chi non ha messo propri documenti nel web, in quanto un comportamento lesivo da parte di altri "navigatori" potrebbe comunque compromettere il corretto utilizzo di servizi quali, ad esempio, la posta elettronica (basti pensare a come ci sentiremmo se sapessimo che qualcuno ha violato volontariamente la riservatezza dei nostri messaggi). Non essendo Internet gestita da un ente supervisore, ogni utente deve conoscere le proprie responsabilità, riguardanti le regole da seguire per un comportamento corretto.

Anche se chi vigila sugli utenti abbonati a un determinato provider è il provider stesso, resta comunque un dovere di ogni utente, e non del provider, comprendere le implicazioni derivate dalla condivisione con altri di un "territorio" comune, seppure virtuale.

I dieci comandamenti per l’etica del computer

  • 1. Non fare uso di computer per danneggiare altre persone.
  • 2. Non interferire nel lavoro di altre persone.
  • 3. Non curiosare nei file di altre persone.
  • 4. Non usare il computer per rubare.
  • 5. Non usare il computer per recare falsa testimonianza.
  • 6. Non usare il software copiato se non si è pagato per averlo.
  • 7. Non usare le risorse di altre persone su altre macchine senza autorizzazione.
  • 8. Non appropriarsi del pensiero di altri.
  • 9. Pensare alle conseguenze dei programmi che verranno scritti.
  • 10. Usare un computer con rispetto e considerazione

Segue: Il come "sarebbe bello" dei trasporti        

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