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La convivenza sociale si regge sul rispetto
degli altri e vede nel comportamento educato un modo collettivo di rispettare la qualità
della vita. Bon ton,
galateo, buone maniere sono parole che rievocano anziane dame vittoriane, salotti e vecchi
merletti, conversazioni affettate.
Eppure il galateo è un codice di comportamento assolutamente necessario alla vita
quotidiana di tutte le classi sociali. Anche loperaio, il tranviere, il piccolo
impiegato considerano normale che il loro abito sia in buono stato. Ma perché, allora, il
galateo sembra essere in via di estinzione? Lattacco forse più pesante lo ha dato
il Sessantotto. Furono, infatti, molti gli equivoci sorti in nome della contestazione.
Così il galateo fu considerato come lopposto della libertà, appannaggio delle
classi elevate, una specie di codice di comportamento per pochi iniziati, sostanzialmente
per laristocrazia e la grande borghesia. Però la causa principale della crisi delle
buone maniere è da ricercarsi nella demoralizzazione della società.
Bon ton non significa semplicemente saper mangiare un uovo alla coque o
non portare il deprecabile calzino corto. Il galateo va oltre, è un complesso sistema di
valori, di accorgimenti che regolano la vita di tutti i giorni e che mirano soprattutto a
non offendere gli altri e noi stessi.
Le buone maniere, infatti, possono costruire un sistema più alto di libertà dentro il
quale noi tutti potremmo vivere meglio. Come spiegano i filosofi del diritto, la norma è
la forma più autentica di libertà dellindividuo. La buona educazione si regge su
un sistema di norme, semplici ma altrettanto importanti per la vita quotidiana, prive di
qualunque condanna sociale che non sia il ridicolo e la disapprovazione dei più. Il
galateo ha solamente il compito di codificare questa rete di piccole norme,
questordine naturale. Esso, tuttavia, da solo non basta. È la società che detta le
regole del comportamento e dei costumi. Una società che rispetta le buone maniere sarà
portatrice di valori, non cambierà certo le grandi questioni sociali ma renderà la
convivenza umana più facile per chiunque.
Sgombrando il campo dai molti equivoci si scoprirà che "galateo" non è
galanteria e, soprattutto, che esso non è pensato per i ricchi e per gli aristocratici.
Galateo è il controllo di se stessi, è il saper interagire tra appartenenti a gruppi
sociali quanto mai variegati sulla base di una griglia di valori comuni. È rispetto del
prossimo e riduzione della conflittualità. È la capacità di vivere meglio.
Ecco il vero significato del sapersi comportare in "società". Per arrivarci,
però, è necessario che le diverse agenzie educative, dalla scuola alla parrocchia, dai
mass-media alla famiglia, rilancino la moralizzazione della vita civile che parte dal
rispetto del prossimo.
LA DIREZIONE |