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EDITORIALE

Rilanciare la moralizzazione civile

La Direzione
   

   Famiglia Oggi n. 1 gennaio 1998 - Home Page La convivenza sociale si regge sul rispetto degli altri e vede nel comportamento educato un modo collettivo di rispettare la qualità della vita.

Bon ton, galateo, buone maniere sono parole che rievocano anziane dame vittoriane, salotti e vecchi merletti, conversazioni affettate.

Eppure il galateo è un codice di comportamento assolutamente necessario alla vita quotidiana di tutte le classi sociali. Anche l’operaio, il tranviere, il piccolo impiegato considerano normale che il loro abito sia in buono stato. Ma perché, allora, il galateo sembra essere in via di estinzione? L’attacco forse più pesante lo ha dato il Sessantotto. Furono, infatti, molti gli equivoci sorti in nome della contestazione. Così il galateo fu considerato come l’opposto della libertà, appannaggio delle classi elevate, una specie di codice di comportamento per pochi iniziati, sostanzialmente per l’aristocrazia e la grande borghesia. Però la causa principale della crisi delle buone maniere è da ricercarsi nella demoralizzazione della società.

Bon ton non significa semplicemente saper mangiare un uovo alla coque o non portare il deprecabile calzino corto. Il galateo va oltre, è un complesso sistema di valori, di accorgimenti che regolano la vita di tutti i giorni e che mirano soprattutto a non offendere gli altri e noi stessi.

Le buone maniere, infatti, possono costruire un sistema più alto di libertà dentro il quale noi tutti potremmo vivere meglio. Come spiegano i filosofi del diritto, la norma è la forma più autentica di libertà dell’individuo. La buona educazione si regge su un sistema di norme, semplici ma altrettanto importanti per la vita quotidiana, prive di qualunque condanna sociale che non sia il ridicolo e la disapprovazione dei più. Il galateo ha solamente il compito di codificare questa rete di piccole norme, quest’ordine naturale. Esso, tuttavia, da solo non basta. È la società che detta le regole del comportamento e dei costumi. Una società che rispetta le buone maniere sarà portatrice di valori, non cambierà certo le grandi questioni sociali ma renderà la convivenza umana più facile per chiunque.

Sgombrando il campo dai molti equivoci si scoprirà che "galateo" non è galanteria e, soprattutto, che esso non è pensato per i ricchi e per gli aristocratici. Galateo è il controllo di se stessi, è il saper interagire tra appartenenti a gruppi sociali quanto mai variegati sulla base di una griglia di valori comuni. È rispetto del prossimo e riduzione della conflittualità. È la capacità di vivere meglio.

Ecco il vero significato del sapersi comportare in "società". Per arrivarci, però, è necessario che le diverse agenzie educative, dalla scuola alla parrocchia, dai mass-media alla famiglia, rilancino la moralizzazione della vita civile che parte dal rispetto del prossimo.

LA DIREZIONE

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