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SOMMARIO

      

   Famiglia Oggi n. 1 gennaio 1999 - Home Page

CELLULA MAI UGUALE A SE STESSA
di Cecilia Dau Novelli

In Italia il passaggio dalla famiglia allargata a quella ristretta ha avuto origine nello sviluppo industriale e ha avuto effetti profondi nella vita privata e comportamentale dei singoli. Il lento e progressivo restringimento del gruppo familiare è stato uno dei fenomeni determinanti della società liberal-borghese. Nel periodo tra le due guerre i cambiamenti iniziati alla fine del secolo scorso sono divenuti più evidenti a causa della forte accelerazione al cambiamento impressa dalla prima guerra mondiale. Ma sono stati vorticosi nel dopoguerra, quando tutta la società italiana è divenuta un Paese industrializzato.

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QUALE FAMIGLIA OGGI?
di Alfredo Carlo Moro

La famiglia, anche per il diritto, si modella sulle concezioni, ambivalenze e ambiguità esistenti nella cultura e nel costume. Oggi "famiglia" non è soltanto quella tradizionale. Il principio della dissolubilità del matrimonio e quello dell’adozione legittimante hanno profondamente modificato le caratteristiche della famiglia, mentre impropriamente si unificano nell’unico termine di "famiglia di fatto" situazioni profondamente diverse fra loro. La tutela della famiglia basata sul matrimonio si realizzerà più proficuamente non tanto irrigidendosi nell’imporre veti al parziale riconoscimento di diritti anche a forme di convivenza quanto operando perché alla convivenza, che può essere definita famiglia, sia assicurato un riconoscimento della sua fondamentale funzione sociale e una tutela sempre più adeguata.

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LA FORZA DELL’AMORE
di Giovanni Nervo

Se i bambini e i giovani dimostrano un grande bisogno della famiglia e la vogliono, si può guardare con speranza al futuro se si aiutano i giovani a formarsi una famiglia basata su valori forti ed essenziali, che resista ai sacrifici e alle burrasche della vita. L’amore può contenere un equivoco: chi si ama? Se stessi o gli altri? Se si ama se stessi si adoperano gli altri per soddisfare i propri bisogni e interessi. Se si amano gli altri si cerca il bene e la felicità degli altri, anche con sacrificio di sé: anzi il dono che giunge al sacrificio per costruire il bene degli altri è la prova più sicura della autenticità dell’amore e porta gioia e felicità.

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UN SOGNO NEL DISINCANTO
di Giorgio Campanini

Non sono univoche, anzi, spesso contraddittorie, le motivazioni che spingono le nuove generazioni alla disaffezione al matrimonio inteso come stabile e definitiva scelta di vita. Anche il rinvio sarebbe da attribuire, più che ai problemi di lavoro o economici, a questa specie di disaffezione. Inoltre, non può essere ignorato che il matrimonio ha cessato d’essere il luogo principale dell’esercizio della sessualità, così i giovani cercano relazioni precarie, con uno o più partner, pur nel segno della fedeltà, oppure la convivenza, anche se in minima misura. Quel che si vede chiaramente nei giovani è la ricerca della felicità, pensata e voluta quasi come un mito.

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IL CALENDARIO DEMOGRAFICO
di Gian Carlo Blangiardo

Gli italiani hanno profondamente modificato l’intensità e il calendario dei loro comportamenti demografici, senza tuttavia perdere alcune specificità che, tradizionalmente, li differenziano nel più ampio contesto europeo. Ciò vale per la fecondità, per la formazione della famiglia e la sua dissoluzione. Si va dalla spiccata preferenza verso il legame istituzionalizzato alla bassa proporzione di coppie senza figli, alla minore frequenza delle rotture coniugali e all’altrettanto contenuta diffusione delle nuove famiglie ricostituite a seguito di divorzi. Nell’ultimo ventennio, pur avendo recepito le grandi trasformazioni socioculturali e organizzative tipiche dei Paesi economicamente più evoluti, gli italiani hanno saputo conciliare modernità e tradizionalismo.

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VERSO UNA FAMIGLIA "MINIMA"?
di Stefano Martelli

Interrogarsi sulla famiglia del terzo millennio presuppone la conoscenza degli attuali "modelli" nella ragionevole ipotesi che, almeno per qualche decennio, le scelte compiute da donne e uomini manterranno stabile il quadro generale. Muovendo dai dati diffusi dall’Istituto centrale di statistica, l’autore ricostruisce il quadro delle strutture familiari in Italia nell’ultimo quindicennio. Il panorama che ne emerge prova a sufficienza che si debba parlare di famiglia "al plurale". Le principali tendenze che emergono sono l’incremento delle famiglie di piccola dimensione e la contemporanea diminuzione del numero medio dei membri, con conseguenze per le politiche socio-familiari e per l’avvenire del Paese.

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