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PROGRAMMARE GLI INTERVENTI

Fidarsi della comunità locale

di Ferdinando Colombo
(vicepresidente del Vis)
   

   Famiglia Oggi n. 2 febbraio 1999 - Home Page L’organizzazione che fa capo ai Salesiani conta sulle realtà territoriali per indirizzarvi aiuti e volontari. E l’esperienza dimostra che si tratta del tramite sicuro, garantito ed efficace.

Il bambino povero da seguire con il "sostegno a distanza" non è un caso singolo in un contesto dove tutto funziona. Al contrario ci sono situazioni strutturali che generano continuamente ingiustizie e che investono le fasce più deboli. Per questo il "sostegno a distanza" dev’essere integrato in una progettazione globale che vuole arrivare alla radice del male. Interlocutore privilegiato e protagonista di questa progettazione è la comunità locale, per non cadere nell’errore di progettare in Italia quello che si deve fare in un Paese povero, prevaricando ancora una volta i rapporti umani.

La comunità locale, in questo caso, è costituita dai Salesiani e dai laici collaboratori che, vivendo sul posto, conoscono i problemi culturali nella loro complessità, hanno le strutture non solo per intervenire, ma anche per adattarsi al singolo caso e alle emergenze. Proprio per questo si richiede all’offerente italiano di porre la sua fiducia in queste comunità e non in una fotografia, in un indirizzo, in una scheda di informazioni. Tra l’altro è nostro dovere semplificare il lavoro del missionario e non aggiungere complesse strutture di segreteria che sottraggono energie preziose all’intenso lavoro quotidiano.

L’esigenza legittima d’essere sicuri che i soldi giungano a destinazione, siano usati per lo scopo indicato e d’essere informati sullo sviluppo della situazione, sono garantiti da relazioni periodiche, corredate da documentazione fotografica, inviate a tutti gli offerenti.

È sempre possibile, per chi può permetterselo, recarsi sul posto e vivere un periodo di tempo condividendo il lavoro della comunità locale in favore dei bambini poveri. Oggi molte agenzie propongono il sostegno a distanza, ma con finalità e conseguenti metodologie differenti.

Abbiamo scelto come criterio fondamentale quello di aiutare noi e loro a essere "persone umane": questo non si misura con la quantità di soldi ma con la qualità dell’intervento. I nostri punti fermi sono: l’obiettivo primario riguarda noi, offerenti, ed è la formazione di una coscienza che si fa carico, per motivazioni etiche, della situazione di ingiustizia sociale nei confronti di centinaia di milioni di bimbi che nascono in contesti di estrema povertà e di privazione della dignità umana.

Il sostenitore italiano dev’essere educato anzitutto alla consapevolezza di una interdipendenza tra Paesi ricchi e poveri, tra sviluppo e sottosviluppo, che normalmente non è sufficientemente conosciuta. Va motivato a una solidarietà gratuita, che nasce semplicemente dalla consapevolezza che i diritti umani di ogni creatura, e, in particolare, di quelle più svantaggiate, sono al di sopra del nostro possesso dei beni o del nostro capriccio nello spendere.

L’obiettivo operativo principale è quello di dare al maggior numero possibile di minori "pari opportunità" di accedere a uno sviluppo umano, stando attenti a non creare "privilegiati" rispetto all’ambiente di appartenenza. Questo è possibile dando vita a tutte le strutture umane e logistiche necessarie per uno sviluppo integrale del ragazzo e della ragazza.

Il Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo), che fa capo ai Salesiani e che sta già realizzando progetti per i ragazzi poveri in collaborazione con le comunità locali di diversi Paesi, affida le offerte ricevute direttamente ai gruppi-famiglia o ai responsabili degli ambienti educativi che seguono i ragazzi.

In particolare, ci basiamo sulle comunità salesiane che sistematicamente si interessano dei ragazzi più poveri e abbandonati e che li seguono non solo per sfamarli, ma anche per garantire l’assistenza medica, la formazione professionale, l’inserimento nel mondo del lavoro, e i momenti di svago e allegria.

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Creare strutture di vita

Il "sostegno a distanza" non può essere considerato un fatto privato o individuale, che raggiunge una singola persona. È un tessuto sociale ed economico che va affrontato e modificato per fermare alla radice il disordine che genera le situazioni disperate di milioni di famiglie e conseguentemente dei loro bambini.

Per questo il Vis unisce costantemente l’intervento sulle famiglie, per mezzo di offerte singole, con l’intervento strutturale mediante progetti di sviluppo di largo respiro, che danno vita a interventi capaci di raggiungere migliaia di ragazzi e ragazze e di dare loro dignità personale, sicurezza di salute fisica e morale, capacità di lavoro: sviluppare educando. È necessario avere, sul posto, un referente in grado di indirizzare, in senso sociale e comunitario, gli aiuti che vengono inviati per mezzo delle offerte per il "sostegno a distanza".

I Paesi a cui il Vis indirizza le proprie offerte sono: Albania, Angola, Argentina, Bolivia, Brasile, Burundi, Cambogia, Camerun, Cina, Colombia, Congo, Ecuador, Etiopia, India, Kenya, Madagascar, Nigeria, Paraguay, Perú, Repubblica Dominicana, Ruanda, Sudan, Togo, Vietnam.

Sono accettate comunque anche offerte senza specifica del Paese. Sarà poi il Vis ad inviare l’offerta a quelle comunità più bisognose. Le offerte destinate al sostegno a distanza vengono inviate nei vari Paesi alle comunità salesiane, che sistematicamente e progettualmente si interessano dei ragazzi più poveri e abbandonati e che hanno una profonda conoscenza del contesto sociale in cui vivono e lavorano. Questa scelta garantisce che le offerte arrivino veramente a quelle persone o a quelle situazioni che più ne hanno bisogno.

Le offerte, inoltre, non sono destinate a un bambino in particolare, ma sono utilizzate per sostenere una comunità di bambini in cui tutti siano assistiti allo stesso modo, indipendentemente dalle singole offerte che giungono dall’Italia. Come scelta educativa, poi, preferiamo non fornire fotografie, schede, indirizzi dei singoli bambini, mentre forniamo informazioni dettagliate sulle attività educative messe in atto in ogni singolo intervento. Questo per evitare nel donatore un senso di possesso nei loro confronti; ma anche per evitare nei ragazzi pericolose illusioni o alienazioni nel progettare la vita come se dipendesse dagli aiuti che giungono dall’estero.

Concretamente le offerte sono destinate a sostenere lo sviluppo dei bambini e dei giovani attraverso l’appoggio scolastico, sanitario, vestiario e alimentazione, sostegno alle famiglie in difficoltà, borse di studio, inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Ogni donatore può scegliere di versare la propria offerta in una sola soluzione (50.000 lire o più al mese) o in rate successive. Si indica la cifra annua di lire 600.000 per ciascun ragazzo come base di riferimento, lasciando libero il donatore di decidere il proprio contributo secondo la sua coscienza.

Sono le situazioni concrete della vita che ci obbligano a superare gli schemi e ad inventare nuove strutture. Sono nate così nuove forme di solidarietà che ci ostiniamo a chiamare "sostegno" perché riguardano persone della cui vita ci facciamo carico, almeno per un periodo significativo della loro vita.

È implicita anche la condivisione delle scelte di queste persone e delle loro motivazioni. Così il sostegno supera le distanze geografiche e culturali, rendendoci realmente solidali con situazioni lontane e ci fa partecipi di progetti che aumentano la "qualità della vita" per tante persone.

L’idea del "sostegno a distanza allargato" è nata in una scuola di Catanzaro, dove un’insegnante ha saputo trasmettere ai suoi scolari una apertura alla mondialità talmente concreta che i ragazzi stessi si sono inventati questo slogan: "Per un alunno in più". «Ti scriviamo questa breve lettera per dirti che i soldi inviati all’associazione Vis sono frutto delle nostre piccole rinunce. Molte volte, anche se non abbiamo potuto dare offerte in denaro, abbiamo ugualmente contribuito facendo dei fioretti. Speriamo di continuare a lungo con lo stesso spirito con cui abbiamo iniziato. Tanti saluti dalla 2ª D».

Questa idea ci ha permesso di sostenere in particolare il progetto Cambogia, dove 1.200 ragazzi e ragazze dipendono, per il loro materiale scolastico, dal nostro contributo.

Sostieni un leader

Il volontario ha come compito principale quello di trasferire tutte le sue competenze e la sua esperienza ai leaders locali fino al punto di rendersi "inutile". Ma molte volte, dopo aver individuato persone del posto capaci, volenterose, preparate, irrompe inesorabile la situazione di povertà, la mancanza di una retribuzione minimamente sufficiente da parte dello Stato. È indispensabile sostenere dall’esterno queste "buone volontà" locali. Scrivono i volontari di Matriz al momento di lasciare il Brasile dopo tre presenze italiane che avevano coperto l’arco di quattro anni: «Una proposta che potremmo lanciare è questa, simile al sostegno a distanza, soltanto che al posto di sostenere un bambino0299fo41.jpg (10945 byte) orfano, si sostiene un giovane e forte leader comunitario che può aiutare giornalmente centinaia di bambini orfani e non. Noi, da parte nostra, partecipiamo con una quota del nostro stipendio mensile».

La più importante iniziativa riguarda i volontari che per due o più anni mettono a disposizione la loro vita e la loro competenza per recarsi nei Paesi poveri e inserirsi in un progetto di sviluppo.

In Italia la legge 49/87 permette di inviare ufficialmente volontari inseriti in progetti approvati e garantisce loro uno stipendio, l’assicurazione, il viaggio, i contributi sociali e il mantenimento del posto di lavoro, se sono dipendenti statali. Questa strada è irta di difficoltà burocratiche e molto lenta, e pochi volontari riescono a utilizzarla.

La nostra proposta, già da qualche anno, è di non limitarsi alle scarse possibilità offerte dal ministero degli Affari esteri con la legge 49 e di proporre un volontariato "fuori legge". Questo invito è stato accolto già da 29 persone che, avendo deciso di spendere gratuitamente alcuni anni della propria vita, hanno accettato di essere sostenuti da una comunità, o gruppo, che li invia.

Questo è il cuore del discorso: una comunità che sente l’urgenza della dimensione mondiale, che dilata il suo cuore ad amare coloro che nessuno ama e, anziché catturare per sé i suoi figli migliori, li sceglie e propone loro di mettersi al servizio degli ultimi.

Sostenere un "fuorilegge" significa mantenere un rapporto di collaborazione con questi volontari assumendo anche le spese di viaggio, assicurazione, contributi sociali e aiutandoli a reinserirsi nel mercato del lavoro, al loro rientro. Da parte sua il volontario, sentendosi "inviato", dovrà mantenere i contatti con la comunità di partenza, divenendo quel "ponte umano" che permette ad ambedue le comunità di scambiarsi ricchezze materiali, spirituali, educative, per cui si avvera quanto dice il Papa nella Redemptoris missio (58): «promuovere lo sviluppo educando le coscienze».

Scelte preferenziali

Il Vis, in Italia e all’estero, è caratterizzato da chiarezza di obiettivi: servire l’uomo e la società nella totalità delle loro esigenze, in prospettiva di fede secondo lo stile salesiano di portare gioia e speranza agli emarginati tra i ragazzi/e e stando con loro, praticando il metodo educativo di don Bosco. Inoltre, adotta una forte professionalità educativa: un progetto condiviso con i partner locali, inserito in una struttura organizzata per garantire uno sviluppo sostenibile; impegno personale e strutturale nel combattere violenza e ingiustizia per diventare operatori di pace; educare per offrire pari opportunità a tutti, per formare persone che perseguano uno sviluppo che sia umano; per valorizzare ogni cultura affinché la diversità sia vissuta come ricchezza; per costruire personalità capaci di vivere la conflittualità nella ricerca dell’intesa; per abilitare ciascuno a essere operatore di giustizia e costruttore di pace.

Il Vis agisce sul territorio italiano costituendo appositi comitati che raggruppano e coordinano tutte le attività caratteristiche del settore "informazione", in dialogo con tutte le culture, con produzione di sussidi, riviste, quaderni e la gestione di mediateche specializzate.

Promuove settimane di studio, campi-scuola, corsi di formazione e aggiornamento per docenti ed educatori, favorisce esperienze di formazione, in gruppo, per un mese nei Paesi poveri, settimane di approfondimento, campagne di sensibilizzazione a favore della difesa dei diritti umani. Promuove anche la costituzione di strutture commerciali alternative, raccolta fondi per scopi specifici, in particolare, per il "sostegno a distanza" dei ragazzi più poveri, proponendo di farsi parte attiva in una progettazione che abbraccia tutta la vita del minore.

Il Vis invia volontari per 2 o più anni nei Paesi poveri. Dal ’90 i volontari internazionali sono stati 70; oggi, in servizio, ve ne sono 12 impegnati in 21 progetti in 18 Paesi diversi. Ha rapporti finanziari con l’Ue (Unione europea), la Cei (Conferenza episcopale italiana), la Caritas, Misereor (Germania), Bilance (Olanda), Dicastero delle missioni, Procure missionarie salesiane.

Il Vis è socio fondatore del Comitato italiano "Sostegno a distanza", insieme a: Ai.Bi, Cefa, Ciai, Terre des hommes. Attualmente, l’impegno congiunto di queste associazioni rende possibile l’attuazione di oltre 100 progetti a vantaggio di 25.000 bambini in rappresentanza di tutti i continenti. L’adesione al comitato è possibile nel rispetto di alcuni requisiti, tra i quali l’assenza di lucro, il riconoscimento pubblico, la pubblicazione del bilancio, una pluriennale esperienza nei progetti di sviluppo e cooperazione.

È in preparazione la "Magna Charta" del "sostegno a distanza", redatta in collaborazione con la Focsiv (Federazione organismi cristiani di servizio internazionale volontario), che raggruppa 56 organismi. La "Charta" rappresenta un primo codice etico di autoregolamentazione che fissa parametri di garanzia ed efficacia di questo diffuso strumento di solidarietà.

Il Vis, insieme ai rappresentanti salesiani e laici di numerose Ispettorie, ha organizzato a Roma, lo scorso dicembre, un "Meeting internazionale ragazzi di strada" per definire i criteri educativi da applicare nelle opere in favore dei ragazzi di strada, creare una rete tra gli operatori del settore, cercare la collaborazione di altre istituzioni. L’incontro ha lanciato così una denuncia contro gli sfruttatori dell’infanzia.

Ferdinando Colombo

    
A CHI RIVOLGERSI

  • Ai.Bi. (Associazione Amici dei bambini) Sede Nazionale Via per Melegnano 10 Frazione Mezzano 20098 San Giuliano Milanese (Mi) Tel. 02/98.23.21.02 Fax 02/ 98.23.26.11 Internet: www.aibi.it
  • Opam (Opera di promozione dell’alfabetizzazione nel mondo) Via Monte della Farina 64 00186 Roma Tel. 06/68.93.731 Fax 06/68.93.738
  • Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo) Via Appia Antica 126 00179 Roma Tel. 06/51.30.253 Fax 06 51.30.276 E-mail: cf@volint.it
  • Focsiv (Federazione organismi cristiani di servizio internazionale volontario) Sede Centrale Via del Conservatorio 00186 Roma Tel. 06/68.77.867-68.77.796 Fax 06/68.72.373
  • Caritas Italiana
    Viale F. Baldelli 41 00146 Roma Tel. 06/54.12.91 Fax 06 54.10.300
  • Mani Tese
    Via Cavenaghi 4 20149 Milano Tel. 02/48.00.86.17 - 48.16.331
  • Progetto "Agata Smeralda"
    Via Cavour 92 50129 Firenze Tel. 055/57.17.54 - 58.83.84 Fax 055/58.75.09
         

L’IDENTITÀ DEL VIS

Il Vis è un’Organizzazione non governativa (Ong), senza scopo di lucro, costituitasi legalmente nel 1986, riconosciuta idonea dal ministero degli Affari esteri italiano ai sensi della legge 49/87, con decreto n. 1988/128/005113/40 del 22/11/1988. È un organismo laico, attualmente presieduto da Antonio Raimondi, che affianca in modo autonomo il tradizionale impegno dei Salesiani e di coloro che si ispirano al carisma di don Bosco nella cooperazione con i Paesi poveri.

Nel 1986, alla sua fondazione partecipa l’intera Famiglia salesiana (Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, Cooperatori, Ex allievi, Amici di Don Bosco); nel 1987 il ministero degli Affari esteri riconosce al Vis le 5 idoneità previste dalla legge 49/87. Inoltre, nel 1993 cambia lo statuto: il Vis è promosso dal Centro nazionale opere salesiane (Cnos) e ne diventa l’espressione autorevole nell’area del volontariato internazionale e della cooperazione allo sviluppo. Infine, nel 1996, il Vis costituisce i comitati regionali.

    
NOTE

A chi fornisce il proprio indirizzo legale e il codice fiscale, il Vis è autorizzato a rilasciare ricevute fiscali deducibili per le offerte versate sul cc. n. 512230 presso l’Istituto Bancario San Paolo di Torino, CAB 03201, ABI 1025, Succursale di Roma Eur, Viale Asia 3 - 00144 Roma sul ccp. 88182001 intestato a: Volontariato Internazionale per lo Sviluppo - Vis.

Per approfondimenti: Juan Vecchi, Il nostro impegno missionario in vista del 2.000, Roma 1998.

Per informazioni telefonare allo 06/51.30.253.

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