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EDITORIALE

Alle radici del benessere familiare

La Direzione

   

Famiglia Oggi n. 4 aprile 1997 - Home Page La convivialità trova l’humus naturale nelle relazioni fra i membri della stessa famiglia che, educati alla confidenza e all’aiuto vicendevole, si aprono alla vita.

La prima riflessione sulla qualità della vita soggettiva riguarda la familiarità stessa: benessere personale e confidenza relazionale trovano nella famiglia e nel farvi parte le radici primarie, non attecchibili altrove. Questo avviene perché la parte fragile di ciascuno di noi può trovare, nello scambio alternato delle capacità e incapacità di sussistenza, la libertà del richiedere aiuto senza venire umiliato e di offrirlo nella consapevolezza della restituzione. La familiarità si configura soggettivamente anche nelle immagini spaziali di dentro e fuori casa, dove la dimestichezza fra persone e oggetti e la mescolanza tra libertà soggettiva e abitudini condivise, che caratterizzano il dentro, dilatano lo spazio interno in spazio comune, dove la sicurezza non va costantemente monitorata e difesa dalla singola persona, ma viene garantita dall’essere insieme. Tutto questo deriva solo dall’"esserci" della famiglia e del suo vivere, anche quando questo fosse povero.

Molto dipende dalla conduzione delle relazioni familiari: investimenti, tempi, spazi, varietà di oggetti, apertura dei travasi da fuori a dentro e da dentro a fuori del nucleo e della casa, sono i mezzi necessari alla vitalità e perciò alla convivialità della famiglia. Un comune pensiero fa da filo conduttore alla varietà delle riflessioni: la vita familiare c’è se esiste il tempo dedicato a essa; la reciprocità di conoscenza e di scambio richiede tempi quieti, non frammentari, non convulsi o frastornati.

Oltre a questo, che diamo per scontato, vogliamo ricuperare l’uso diverso del tempo stesso. La vita familiare richiede anche un tempo istitutivo, condotto sulla base di compiti, di regole, di distribuzione delle responsabilità; senza questo non c’è la struttura familiare stessa, la continuità, la garanzia di riconoscibilità interna ed esterna della famiglia; tali aspetti maturano il reciproco rispetto, non la gioia e la convivialità, perciò è indispensabile ma non basta al benessere e alla ricchezza.

Allora è importante investire nelle relazioni familiari il tempo libero, quello desiderato e scelto da ciascuno. Il desiderio, la scelta quindi e soprattutto la consonanza emozionale e intenzionale delle scelte fanno del tempo insieme un tempo pieno di vita e di senso e non un tempo vuoto, da riempirsi quindi di frenetico attivismo, che isola ogni persona dall’altra invece di tessere le relazioni e la vita comune.

   

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