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SOMMARIO

   

      

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L’UTILITÀ DEL PROGETTO CULTURALE
di Ernesto Preziosi

Il mutato significato del lavoro e i cambiamento di scenari sociali stanno influendo sui dati italiani relativi al sistema scolastico e al mondo dell’istruzione in generale. Per questa ragione e, in particolare per quanto riguarda l’università è, quanto mai necessario sviluppare l’orientamento per la scelta del corso di studi. In tal modo, una volta individuato il percorso giusto per ogni studente, la laurea può diventare un buon investimento in cultura e magari un utile trampolino di lancio per il futuro professionale e umano dell’individuo.
   

IL "PEZZO DI CARTA" E POI...?
di Sandro Aldisio

La nostra Costituzione attribuisce allo Stato il ruolo di istruire i cittadini e prevede, per le regioni, quello altrettanto importante della formazione professionale e artigiana. In realtà tra i due sistemi vi sono numerose e reciproche interferenze tali da compromettere il buon funzionamento dei recenti corsi post-diploma (della durata di un anno) che faticano a trovare il loro giusto riconoscimento. Si tratta di un’opportunità per i neodiplomati, raccomandata anche a livello Europeo, che permette di completare e sfruttare la preparazione ottenuta con le scuole superiori.
  

«ISCRIVIAMOCI, DOPO SI VEDRÀ»
di Alberto Vitalini

In Italia due studenti su tre abbandonano l’Università. La maggior parte di questi lo fa entro il primo biennio. Le cause vanno individuate nella situazione in cui matura la decisione di iscriversi. Da un lato c’è un’istituzione universitaria dove ognuno è accolto ma resta o esce senza alcun controllo. Dall’altro c’è una gioventù che fatica a trovare lavoro e che vuole prendere tempo per decidere cosa fare "da grande". In tal modo si viene a creare un flusso di iscrizioni forzate prive di una seria motivazione allo studio che ha quasi sempre come esito la rinuncia.
  

DIFFICILI PERCORSI DI CRESCITA
di Guido Sarchielli

L'esperienza giovanile di mancanza o di perdita di lavoro mostra alcune caratteristiche tipiche: presenza di disagio psicologico di varia entità, difficoltà nella costruzione dell’identità personale, aumento del rischio di insuccesso nell’affrontare i compiti di sviluppo che predispongono alla vita adulta. Tali effetti si evidenziano soprattutto nel modificare il grado di complessità dei momenti di transizione tipici della giovinezza: la scelta di studiare o lavorare, l’inizio di un nuovo corso di studi, l’ingresso lavorativo. Il "rischio disoccupazione" contribuisce a rendere minacciosi tali momenti transizionali spingendo a prendere decisioni inadeguate, frutto della persistenza di rappresentazioni sociali della realtà non congruenti con i cambiamenti in atto e con le risorse formative e professionali disponibili.
   

LE ALTERNATIVE ALLA LAUREA
di Nicola Tranfaglia

L'ordinamento universitario è in attesa di importanti modifiche legislative che dovrebbero risolvere le attuali mancanze organizzative e, soprattutto, didattiche. Tra le principali novità, che fanno sperare in una migliore suddivisione del corso di studi, è già in funzione il diploma universitario che insieme al certificato universitario di base dovrebbe offrire una valida alternativa alla laurea. È utile e necessario, infatti, permettere a quanti interrompono gli studi, per vari motivi, vedere riconosciuta la parte di esami portata a termine. Anche la tesi, oggi conclusione "forzata" dell’iter di istruzione, dovrebbe venire inquadrata in uno specifico livello di formazione e rappresentare un momento di seria ricerca, intermedio tra laurea e specializzazione.

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