Periodici San Paolo - Home page

MASS MEDIA & FAMIGLIA

Come cercare lavoro
MASS MEDIA E OCCUPAZIONE

di Maria Rosa Donadelli
        

   Famiglia Oggi n. 4 aprile 1998 - Home Page Inserirsi nel mondo occupazionale non è mai stato facile. Oggi esistono rubriche sui giornali, alla radio e alla Tv. Come difendersi dai bidoni. Quali cautele prendere. È buona regola non barare sulla propria preparazione. La competenza è nemica delle bugie.

Fino a qualche anno fa a procurare il lavoro erano la famiglia, i conoscenti o, in qualche caso, i concorsi pubblici; ora chi cerca un nuovo impiego può trovare buone opportunità sui giornali. Recentemente anche la radio e la Tv hanno introdotto nei propri palinsesti spazi dedicati al mondo del lavoro. Le trasmissioni sono ancora poche, ma offrono uno strumento nuovo a chi cerca un’occupazione. Gli spazi dedicati dai media al mondo del lavoro crescono e sono utili. Mai come ora sondaggi e rapporti annuali sullo stato del Paese, primo fra tutti quello del Censis, mettono il lavoro al primo posto tra le preoccupazioni degli italiani. L’argomento tocca da vicino migliaia di famiglie e non lascia spazio all’improvvisazione e alla faciloneria.

I lettori, infatti, non si accontentano di notizie nebulose o imprecise. Chi cerca lavoro impara presto a capire quali sono gli strumenti di informazione credibili. Apprezza le proposte concrete, complete di indirizzo a cui rivolgersi, numero di telefono e corredate dal numero di posti a disposizione. Diffida, e chi si avventura per la prima volta nella ricerca di un impiego fa bene a seguire questo consiglio, delle offerte vaghe, stravaganti e di sapore miracolistico. Quelle che promettono a tutti, senza specificare quali sono le competenze necessarie, facili guadagni in breve tempo e quelle che richiedono per iniziare un mestiere, per esempio di venditore, un anticipo in denaro. Gli annunci di lavoro che compaiono ogni giorno su tutti i quotidiani nazionali e locali, sui mensili e sui settimanali sono un buon canale d’informazione per chi cerca lavoro. Decifrarli però non è facile. Spesso oltretutto nascondono veri bidoni. Per non trovare brutte sorprese quindi è bene leggerli attentamente, fin nei minimi dettagli. «Talvolta – racconta Walter Passerini del Corriere Lavoro – apparentemente offrono posti di lavoro in settori molto ambiti, come la moda, e lasciano intravedere prospettive di carriera. In realtà, a piè di pagina, precisano in poche parole, scritte in corpo otto, che per iniziare è necessario frequentare un corso. Dietro la proposta di lavoro si cela, dunque, l’offerta di un corso di formazione più o meno valido, ma sempre a pagamento».

Un tranello quasi sicuro sono anche le inserzioni che chiedono un anticipo. Succede per esempio nella ricerca di venditori ai quali è chiesto di pagare la merce che dovranno mettere in commercio. L’investimento iniziale si può chiedere a un aspirante imprenditore che intende avviare una propria attività. Un impiego come dipendente o collaboratore non si paga mai. Ribadisce Passerini: «Attenzione anche agli annunci troppo vaghi, del tipo: "cercasi giovani volonterosi, dinamici, buone possibilità di carriera". Significano tutto e niente e possono riferirsi a ogni genere di attività. Da valutare attentamente anche il franchising. Funziona se il prodotto è forte, altrimenti produce solo perdite e cambiali in scadenza».

Se non è tutto oro quello che luccica, non bisogna neppure liquidare tutte le inserzioni come bidoni. Spesso non è citato il nome dell’azienda. Se l’annuncio è accompagnato da promesse mirabolanti, meglio lasciar perdere, se è seguito dalla ricerca di precise figure professionali invece va tenuto comunque in considerazione. Significa solo che la direzione non vuole dare informazioni alla concorrenza oppure semplicemente che si è affidata, per filtrare le candidature, a una società di selezione. Le dimensioni della società in questione? Quando si legge "grande azienda" si intendono almeno 1.000 collaboratori, una media impresa ne ha circa 300, una piccola una quindicina.

Per indicare la funzione richiesta, certe volte sono usate parole incomprensibili. Niente paura. Servono solo a fare una prima selezione. Per un esperto di reti telematiche è difficile arrivino montagne di risposte. Chi legge e non conosce il significato del termine probabilmente non ha le competenze richieste dalla mansione.

La valutazione delle proprie possibilità non è sempre facile. Talvolta richiede un po’ di elasticità. Se è richiesta una cultura universitaria, non bisogna considerarsi fuori gioco solo perché non si ha una laurea. Può bastare l’aver sostenuto qualche esame. Se a essere cercata è una persona di età compresa tra i 35 e i 40 anni, non bisogna sentirsi esclusi perché si hanno 32 o 43 anni. Se titoli ed età non sono tassativi, non si può dire altrettanto per le competenze. Quando una società cerca un candidato in grado di parlare l’inglese da madrelingua, non prenderà mai in considerazione chi parla la lingua in modo scolastico. Chi richiede una pluriennale esperienza nel settore edilizio, non accetta certo il curriculum di chi ha operato solo nell’alimentare.

Barare sulle proprie competenze non serve, dunque; improvvisare conoscenze che non si hanno non porta a molto. Meglio puntare sulle offerte di lavoro che corrispondono al proprio profilo. Altro fattore delicato è il compenso. In caso di lavoro dipendente la retribuzione generalmente è definita interessante; significa che è in linea con il mercato. In caso di attività autonoma in genere è indicata una stima dei possibili guadagni. Va considerata con cautela, quasi sempre è calcolata su previsioni ottimistiche.

Maria Rosa Donadelli

NOTA
Chi desidera segnalare una truffa nascosta in un inserzione di lavoro a pagamento può contattare: Adiconsum, Associazione nazionale difesa consumatori, tel. 06-44.170.21; Comitato consumatori Altroconsumo, tel. 02-66.89.01; Unione nazionale consumatori, tel. 06-39.73.70.21; Movimento consumatori, tel. 02-54.56.551.
   Famiglia Oggi n. 4 aprile 1998 - Home Page