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CONSULENZA GENITORIALE (1)

La fatica di scegliere
DAL DIPLOMA ALL’UNIVERSITÀ

di Manuela Tomisich
(psicologa)
   
    

   Famiglia Oggi n. 4 aprile 1998 - Home Page

Al di là del rito, delle tendenze e delle mode, il passaggio dalla maturità agli studi accademici è significativo per tutta la famiglia. Per la sua crescita e la sua emancipazione. Nonostante le crisi dovute all’incertezza del momento.

La nostra epoca è caratterizzata dal venir meno di "riti" di passaggio che accompagnino la fatica di crescere. Non c’è più spazio, infatti, per situazioni come un certo tipo di abito (le scarpe con il tacco, i calzoni lunghi), il possesso della chiave di casa, l’accesso ai tempi e ai modi di vita degli adulti e gli infiniti altri interventi che in epoche diverse e anche vicine hanno caratterizzato una sorta di "entrata nel mondo dei grandi" con i connessi vantaggi e limiti, a porre la distinzione tra le generazioni non solo come un atto fisiologico, ma anche come un segno sociale.

La "con-fusione", nel senso di fusione insieme e quindi di mancanza di distinzioni, tra i modi di vivere e di agire di giovani e di adulti è molto ampia e se questo da un lato avvicina le generazioni permettendo forme diverse di dialogo e di scambio, dall’altro rende faticosa la distinzione e la conquista dell’individualità e specificità di ciascuno.

Su questo sfondo, in cui non ci sono segni evidenti che caratterizzino il passaggio generazionale, la scelta della facoltà da frequentare dopo la maturità si presenta ancora come un’occasione di sperimentazione delle differenze e di ridefinizione delle distanze generazionali. La scelta universitaria si pone, infatti, sostanzialmente come la prima scelta significativa e progettante con cui si confronta il giovane che si avvia a definirsi "adulto". Nel corso dello sviluppo e della sua storia scolastica ha già affrontato il problema.

Alla fine della scuola media, infatti, ragazzi e genitori si sono già confrontati con il problema di scegliere il tipo di studi e in parte anche il percorso successivo alla scuola media superiore, tuttavia la liberalizzazione dell’accesso universitario a tutti i tipi di scuola media superiore, il prolungamento dei tempi di permanenza in famiglia, la fatica e le difficoltà nell’accesso al mondo del lavoro concorrono a riproporre con altra luce la scelta scolastica nel momento di accesso agli studi universitari. Dopo la maturità si pone dunque per il ragazzo e la ragazza, neo-maturi, il compito di scegliere la strada per entrare nel mondo.

Questo processo di scelta è costituito da una serie di passaggi a cui corrispondono attività di esplorazione, di assunzione di informazioni, di specificazione di ipotesi e di operazioni che sono cognitive, ma che rimandano a situazioni molto più complesse in cui interagiscono elementi di origine sociale, culturale, psicologica ed economica.

La scelta che avviene alla fine della scuola media superiore è spesso il risultato di un processo che si svolge lungo tutto il percorso di studi e quindi nonostante l’agitarsi, il muoversi, il ricercare notizie, il porsi domande che caratterizzano il tempo tra la maturità e l’iscrizione al corso di laurea, la decisione non è il risultato del momento.

Non sempre però questo processo di successivo avvicinamento alla decisione legata alla scelta e, quindi, di avvio alla fase adulta avviene secondo un percorso lineare; spesso il giovane dopo il diploma di maturità non ha sviluppato un progetto di vita maturo, autonomo e responsabile, e quindi sperimenta uno stato di confusione, disorientamento e difficoltà nell’assumere decisioni consapevoli riguardo al proprio futuro.

Si giocano qui aspetti relativi al percorso di maturazione che ha permesso nel tempo di far conto con dimensioni come l’autonomia decisionale, la capacità di elaborare un progetto di vita, la motivazione intrinseca, il livello di consapevolezza delle capacità personali, il bisogno affiliativo. Si tratta di competenze che maturano e si costruiscono in ambito familiare attraverso il percorso di crescita che si svolge in famiglia.

Le variazioni sul tema

La fine della scuola media superiore, tanto agognata e desiderata, si connota anche come occasione di smarrimento in quanto vengono meno sia i modi di condurre la vita, sia i riferimenti di tempo, spazio e relazioni che l’hanno caratterizzata.

Non ci sono più orari definiti che, seppur vissuti come "gabbie", rappresentano delle sicurezze che definiscono e scandiscono il presente e rassicurano circa il futuro; non ci sono più i compagni di ogni giorno che sono anche, forse, amici; non ci sono le abitudini acquisite e automatiche che sono noiose e anche rassicuranti.

Sperimentare queste variazioni, che diventano mancanze, diventa per il giovane occasione di disorientamento. Considerando poi il tema della crescita e dell’evoluzione personale, il periodo che va dai 18 ai 20 anni segna nella storia di vita di ciascuno un’importante fase di transizione caratterizzata da forti contraddizioni.

Molti compiti evolutivi sono stati affrontati e anche risolti, altri devono essere affrontati e superati. Se durante l’adolescenza ci si è confrontati con il compito di staccarsi dal mondo dell’infanzia per costruire una nuova identità, dopo i 18 anni il problema fondamentale è di capire il mondo adulto, di trovare il proprio posto nella società, di cominciare a verificare concretamente quali possibilità vi siano per realizzare le proprie aspirazioni.

Contemporaneamente ci si deve confrontare con scelte di lavoro, di rapporti interpersonali, di valori e di modello di vita che si vogliono assumere. Sono compiti impegnativi e, anche se esaltanti, densi di fatica, ansia, incertezza, paura che creano tensione sia per le mete da seguire, sia per le strategie da adottare. L’accesso alla scelta universitaria, pertanto, avviene in una precisa fase di sviluppo che porta all’età adulta attraverso processi di ridefinizione e consolidamento dell’identità e comporta l’impatto con nuove modalità organizzative, nuove regole di funzionamento sociale e relazionale.

L’esame di maturità diventa allora un momento di un rito che caratterizza la fase di transizione. Le situazioni di transizione, ponendo in discussione i modi consueti e automatici di adattamento al mondo, si propongono al soggetto in evoluzione come "situazioni di rischio". Si deve anche tenere presente che percepire il rischio, tematizzarlo e affrontarlo è un’opportunità di crescita, attraverso il superamento delle sfide che il rischio propone si può inoltre produrre innovazione e differenziazione.

Scegliere un percorso universitario è affrontare il rischio della crescita e dell’individuarsi. Se tutto questo è contenuto nel processo di scelta del percorso universitario, il periodo tra maturità e iscrizione al corso di laurea è un periodo particolarmente delicato e la scelta diventa una sorta di rito di passaggio verso l’età adulta.

Diventa importante allora considerare anche gli aspetti di ricaduta sociale di questo processo e in particolare il senso che assume per il contesto familiare in cui questo percorso si snoda.

Spesso il ragazzo e la ragazza cercano di prolungare il tempo della transizione e per evitare il rischio del futuro cercano di agire la fatica dell’incertezza, di esimersi dall’assunzione di responsabilità, difendendosi dal confronto con la fatica e la sofferenza che la vita adulta propone. Tutto ciò si manifesta con l’incapacità di scegliere, con richieste e rifiuti di aiuto, con incertezze e dichiarazioni di sicurezze assolute e di impotenze totali.

Segue: La fatica di scegliere - 2 -

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