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LA FAMIGLIA NEL MONDO

Divorzi in Europa
INTERPRETAZIONI E DATI INDICATIVI

di Orsola Vetri
  

   Famiglia Oggi n. 4 aprile 1998 - Home Page

Matrimoni, separazioni. Maternità, gravidanze indesiderate. Bambini abbandonati, adozioni complicate. La lunga strada dell’emancipazione femminile, l’ostilità delle fazioni. Ogni situazione presenta sempre due facce.

Dati recenti dell’Eurostat (l’ufficio statistico dell’Unione europea) mostrano che in tutti i Paesi membri cresce costantemente la disaffezione per il matrimonio mentre aumenta il tasso dei divorzi. La progressione è netta: 14% di matrimoni conclusi nel 1960; 22% nel 1970 e 27% negli anni ’80.

Le previsioni dicono che entro il duemila divorzierà, in media, una coppia su tre. I Paesi in cui il divorzio è più diffuso sono: Svezia (52%), Finlandia (49%), Gran Bretagna (45%) e Danimarca (41%). Nel sud dell’Europa si registrano percentuali più basse: Italia (8%), Spagna (12%), Portogallo (16%) e Grecia (17%). La diminuzione della nuzialità riguarda, più o meno in egual modo, tutti i Paesi con delle punte verso il basso dell’Irlanda, Finlandia, Olanda e Francia.

Anche per quanto riguarda l’Europa orientale e dell’est il fenomeno è in aumento; caso estremo è l’Estonia dove, nel 1995, si sono avuti più divorzi che matrimoni. Spesso avviene che in momenti di crisi economica le famiglie si rinsaldino, ma le enormi pressioni derivanti dalla disoccupazione dilagante e dalla contrazione dei redditi sembrano invece portare allo smembramento delle famiglie.

Tabella n. 1

Scuola e immigrazione

Nelle aule italiane il numero di alunni extracomunitari è arrivato, per l’anno scolastico ’94-’95, a quota 37.953 nelle materne, elementari e medie; 13.000 iscrizioni in più rispetto all’anno precedente. È uno dei numerosi dati diffusi dalla Caritas di Roma nel volume Forum per l’intercoltura, presentato recentemente al pubblico. Del totale di studenti stranieri, la maggior parte (41,4%) proviene dall’Europa, il 29,9% dall’Africa, il 15,1% dall’Asia. Nelle scuole di Milano e provincia, inoltre, il 35,8% degli extracomunitari iscritti è nato in Italia.

A livello nazionale sono le elementari le più frequentate: 20.199 stranieri (10.865 bambini e 9.334 bambine); 8.655 i piccoli iscritti alle scuole materne (2.371 in Lombardia; 1.048 in Lazio e 972 in Emilia Romagna. Solo 6.060 gli stranieri iscritti alle superiori.

Le donne di Kabul

È sempre più tragica la condizione femminile in Afghanistan da quando i Talebani (gli studenti di teologia, fanatici osservanti dell’Islam) hanno conquistato Kabul nel 1996. In questa città vivono 25 mila vedove di guerra e per esse la vita è diventata impossibile. Kabul è l’unico posto al mondo dove le donne sono espressamente private dei basilari diritti di ogni individuo: non possono guardare in faccia un uomo che non sia della famiglia; non possono andare a scuola o farsi curare negli ospedali perché non sono accompagnate da un uomo; sono condannate a portare sempre il burka, a nascondere il volto. Senza un aiuto concreto la loro situazione non cambierà.

Il Parlamento europeo e la Commissione europea hanno deciso quest’anno di far di loro il simbolo per la giornata internazionale della donna. La campagna, terminata l’8 marzo, intende fare pressioni sulle Nazioni Unite perché intervengano prontamente a porre fine a questa vergognosa discriminazione sessuale.

I bimbi aborigeni

In Australia si registra una mortalità infantile degli aborigeni maggiore rispetto ai coetanei non indigeni. Secondo gli ultimi dati, al nord, dove vivono soprattutto gli aborigeni, sarebbero 1.345 i morti su 100 mila nati vivi contro i 678 del Queensland.

  

Il sesso dei teenager

Tabella n. 2

Quasi un milione di ragazze rimangono incinte ogni anno e più della metà mette al mondo un figlio. Finora gli studi sociali si concentravano esclusivamente su quest’aspetto del problema dimenticandone l’altra metà: i ragazzi. L’Urban Institute ha quindi voluto studiare i comportamenti sessuali dei teenager di sesso maschile (il 56% dei quali utilizza incostantemente, o non usa mai, il preservativo) e, in particolare, il loro rapporto con le partner e le eventuali gravidanze. Il 27% dei maschi americani di 15 anni, sempre secondo l’analisi, ha già avuto rapporti sessuali, e questa percentuale aumenta sensibilmente con l’età: 59% a 17 anni e 85% a 19 anni. Per quanto riguarda il numero di partner avute l’anno precedente la ricerca, il 44% degli intervistati ha dichiarato di avere avuto rapporti sessuali con una sola partner; con 2 il 26%, con 3-4 il 14% e con più di 5 il 6%.
  

Adozione in Brasile

Tabella n. 3

Risale al 1990 l’ultima legge sulla protezione del minore in Brasile. Più innovativa della precedente, essa ha creato, nei tribunali, le commissioni Ceja (Commissione statale giudiziaria delle adozioni) che regolano all’interno del singolo Stato l’adozione nazionale e internazionale e preparano dei registri in cui sono raccolti i nomi dei bambini in stato di abbandono. La maggior parte dei bambini adottabili, infatti, è stata abbandonata negli istituti dalle madri che si trovano a loro volta in situazioni di estremo disagio fisico e psicologico. Attraverso le Commissioni è possibile attuare un’oggettiva valutazione dei dati e una regolamentazione più severa dell’adozione non è più affidata a un singolo giudice.

Orsola Vetri

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