Famiglia Oggi - Home Page

Alcuni aspetti delle cure

Il depresso in famiglia - 2

di Augusto Guida
(direttore della Casa di Cura "Le Betulle" di Appiano Gentile)
   

Famiglia Oggi n. 5 maggio 1997 - Home Page Trattamento e cure

I mezzi utilizzati nella terapia delle depressioni possono essere biologici o psicologici, reciprocamente in grado di integrarsi. Fra i mezzi biologici i farmaci utilizzati vengono suddivisi, sul piano clinico-pratico, in tre gruppi: antidepressivi triciclici "tipici"; antidepressivi "atipici" o di "seconda generazione"; inibitori delle monoaminossidasi (Imao). Al di fuori di questo gruppo va considerato il litio, il quale, pur non essendo un antidepressivo vero e proprio, svolge un ruolo importante nella prevenzione di alcune forme depressive, oltre a essere di elezione nel trattamento di alcune forme maniacali. Anche alcuni neurolettici (sulpiride, levosulpiride, flupentixolo) possono essere utilmente associati agli antidepressivi triciclici e atipici nel trattamento di alcune depressioni.

L’elettroshock-terapia, o terapia elettroconvulsivante (Ect, Esk), di recente (1977) rivalutata soprattutto da parte di autori anglosassoni, ha una sua precisa indicazione (depressione grave con rischio di suicidio, gravidanza, "psicosi puerperale", disturbo bipolare misto grave, età senile con cardiopatia, depressione in epatopatia, depressioni non rispondenti ai farmaci), esercita effetti antidepressivi maggiori e più rapidi dei farmaci specifici (triciclici compresi), dei quali non è più pericolosa; controindicazioni sono la presenza di aneurismi cerebrali e di ipertensione endocranica. Tutti gli antidepressivi hanno come azione comune e fondamentale quella di elevare il tono dell’umore depresso, mentre non svolgono alcun effetto nel soggetto normale; collateralmente possono dimostrare, in modo diverso da caso a caso, effetti antiansia o stimolanti oppure ipnotici. Si somministra il triciclico o l’antidepressivo di seconda generazione che secondo l’esperienza appare più indicato per la forma depressiva da curare. Secondo quanto indicato nella letteratura, detta somministrazione deve essere continuata a dosi adeguate per la durata di almeno due-quattro settimane prima di passare, in caso di insuccesso, ad un altro triciclico o atipico o eventualmente agli Imao o all’elettroshock.

Picasso - Madre e figlio L'efficacia pittorica di Picasso!
Madre e figlio, 1905

Si afferma altresì che fra l’inizio del trattamento e le prime manifestazioni di un miglioramento sul piano clinico debba trascorrere un periodo da dieci a quindici giorni. Questo indirizzo deriva dalla sperimentazione clinica controllata in psichiatria, necessaria alla valutazione critica di un farmaco, ma limitativa nell’impiego pratico di farmaci già collaudati, dove preferiamo, anche per le necessità di un effetto terapeutico pronto, un modo di procedere più empirico, cambiando preparato dopo pochi giorni nel caso di non attività o anche dopo poche ore nel caso di reazioni negative. È comunque indispensabile che il medico sia a stretto contatto, sia pure telefonico (nel caso di una terapia ambulatoriale), con il paziente, al quale dovrà chiaramente spiegare il motivo di questa condotta, non dettata dall’incertezza ma da un desiderio di effetti più pronti e mirati; questa forma di collaborazione rappresenta già di per sé anche una buona psicoterapia. Questa condotta di terapia è impegnativa e implica uno stretto rapporto tra medico e malato in una relazione di "alleanza terapeutica"; ha tuttavia il vantaggio di consentire una più rapida soluzione della malattia e con un numero maggiore di successi. Il malato percepisce più intensamente e continuativamente l’interesse e la presenza del medico, col quale diviene egli stesso attore della propria guarigione; si riduce così nettamente il rischio di suicidio, elevato nelle prime fasi della terapia delle depressioni gravi, in quanto il farmaco può aggravare l’agitazione o "energizzare" le valenze suicide.

L’intervento psicoterapico a qualsiasi livello si svolga e si rivolga (inconscio, conscio, psicoterapia cosiddetta di appoggio, logoterapia, psicoanalisi nelle sue varie elaborazioni orto ed eterodosse, cognitiva, ecc.) non deve considerarsi un’alternativa di esclusione alle terapie biologiche. Peraltro, qualsiasi intervento medico che si verifichi in un rapporto medico-malato deve presumere un legame psicologico (di fiducia, di attesa, di richiesta di aiuto) che diventi inevitabilmente psicoterapeutico. Per quanto riguarda il capitolo della depressione, si tratta di stabilire per le singole forme in quale misura e a quale livello l’intervento psicoterapeutico trovi le sue vere indicazioni. Comunque la psicoterapia, oltre che insufficiente nella maggior parte dei casi, non può consigliarsi come unico mezzo di intervento nelle depressioni per la lunghezza del metodo, il grave impegno economico, la necessità di tecniche estremamente complesse, ben utilizzate soltanto da terapeuti altamente specializzati. Va quindi riservata a quei casi, peraltro rari, in cui, o per la peculiarità della forma (depressioni psicopatiche, di personalità o costituzionali, eccetera) o per gli insuccessi delle terapie biologiche, si debba necessariamente ripiegare sul solo intervento psicoterapeutico. Contrariamente a quanto sostengono alcuni autori, la psicoterapia non rappresenta l’intervento risolutivo della malattia depressiva.

Augusto Guida

BIBLIOGRAFIA

Guida A., Psichiatria per il medico generale, in Zanussi C. (ed.), Diagnosi e terapia medica pratica, 6ª edizione, Utet, Torino 1995.

Cassano G.B., Disturbi dell’umore, in Id. et al., "Trattato italiano di psichiatria", Masson, Milano 1992.

Goodwin F.K. e Jamison K.R., Malattia maniaco-depressiva, ed. it. a cura di A. Carlo Altamura, McGraw-Hill Libri Italia srl, Milano 1994.

De Paulo R. e Ablow K.R., How to Cope with Depression: A Complete Guide for You and Your Family, McGraw- Hill, New York 1989.

Lobel B. e Hirschfeld R.M.A., Depression: What we Know, DHHS Publication No (ADM) 85-1318, Rockville, Md, 1985.
     

Famiglia Oggi - Home Page
Periodici San Paolo - Home page
Famiglia Oggi n. 5 maggio 1997 - Home Page