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DIFFERENZE DI GENERE  (2)

Nel sogno le tappe della crescita

di Corinna Cristiani e Katia Provantini
(rispettivamente docente di Psicologia dinamica, Università di Milano,
e psicopedagogista, Cooperativa Minotauro)

        

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Dal sesso alle competizioni

Nei maschi sono molti i sogni con tematiche legate al fare esami, gare, competizioni: sogni in cui si è sottoposti a un esame, si partecipa a un gioco, si vince o si perde e si deve dimostrare qualcosa. In questi sogni il protagonista si sente esaminato: «...sogno di diventare un calciatore e ho fatto molti goal e il mister mi ha detto che ero bravo...».

A volte l’accento è rivolto alle abilità, alle competenze necessarie per risolvere un compito o vincere una gara: «...sono in un labirinto, corro, corro ma non trovo l’uscita, come se ci fosse un enigmista che mi fa le domande e io non so le risposte, alla fine però riesco a rispondere e riesco a uscire». Altre volte il sentimento che prevale è un senso di impedimento, di incapacità; oppure si posseggono gli strumenti ma non si sanno usare: «...porto sulla moto alcune ragazze, la moto è bella ma è molto piccola e le ragazze cominciano a cadere...».

Tutti questi sogni sono stati letti dai ragazzi come espressione del desiderio di crescere, di uscire dalla dimensione infantile, di compiere attività e azioni da grandi. Il timore di non essere all’altezza è angosciante ed è testimoniato dalla frequente morte del sognatore: «...l’ascensore era bloccato, io non riuscivo a uscire e muoio...»; «...non riesco a controllare la macchina... e muoio. Io muoio sempre, non capisco...».

Il desiderio di crescita è declinato anche in relazione alle tematiche sessuali. Nei racconti di questa fascia di età manca l’idea di una relazione sentimentale o sessuale; l’avere la ragazza sembra uno dei possibili segnali dell’essere divenuti grandi come guidare, fumare, andare per Paesi lontani. In ogni caso il protagonista compie un’impresa notevole, fuori dall’ordinario, per uscire dal mondo infantile e rendersi finalmente visibile: «...sono forte, vinco un combattimento, così posso avere la ragazza che mi piace... ho molti soldi quindi posso permettermi molte donne...».

Il tema che più caratterizza i racconti delle femmine (dopo quello dell’attacco che però è condiviso con i maschi) è quello della separazione in cui una persona cara è in pericolo o muore, si perdono oggetti, si vivono abbandoni; in questi sogni prevale uno stato depressivo.

Prima di specificare meglio da chi ci si separa e quali siano le paure, le difficoltà, le mete raggiunte, c’è da sottolineare che il tema della separazione ci fornisce una prima grande informazione: il fatto che i sogni delle ragazze rispetto a quelli dei maschi sono caratterizzati dalla relazione e dal rapporto con altre persone; precisamente con un universo composto da madre, padre, sorelle, fratelli, amici, cugini, zie.

La più importante separazione è quella dai genitori: in questi racconti succede che muoiano, partano o comunque non sembrano accorgersi della vicinanza della figlia; la protagonista vive allora una situazione di totale estraneità: «...nessuno mi saluta, è come se non esistessi...; e sono i miei parenti, i miei amici, ma è come se nessuno mi vedesse...».

Da sottolineare che il gruppo degli amici non riesce ancora a sostituirsi come fonte di sicurezza e appartenenza, per cui la perdita o l’allontanamento dalla famiglia sono vissuti come un grave lutto che minaccia la propria stessa sopravvivenza.

In classe abbiamo parlato, leggendo questi racconti, di ansie da separazione, di nascita sociale come allontanamento dalla famiglia di origine, dei rischi che questa separazione può comportare, delle ansie di non riuscire, di non essere all’altezza che il "diventare grandi" necessariamente comporta.

Parlando di rischi con i ragazzi è risultato tuttavia che il maggior pericolo era rappresentato dalla possibilità di rinunciare al progetto evolutivo, decidendo di tornare indietro, in un mondo più rassicurante e protetto: «...ho preso uno spavento..., ho avuto paura di essere tornata indietro, che dovevo fare tutto daccapo...».

Infine un’ulteriore declinazione della relazione è la presenza di relazioni sessuali (da intendere in senso ampio fino a comprendervi relazioni sentimentali, gelosie, corteggiamento, violenze sessuali).

Questi sogni parlano di un corpo sessuato, che comunica sensazioni ed emozioni mentre abbiamo già visto come nei maschi il tema sessuale rappresenta il raggiungimento dello status di adulto.

Rispetto alle seconde, i racconti dei maschi di terza media presentano anzitutto il tema dell’attacco, seguito da quello di essere esaminati, infine l’avere rapporti sessuali. Poiché anche i sogni di esame si caricano spesso di vissuti persecutori, di fatto, il tema dell’attacco è il tema più frequente nei sogni dei maschi di terza. Ne è un esempio l’atteggiamento nei confronti degli insegnanti che assume a volte dei toni fortemente oppositivi.

La relazione è percepita come persecutoria, gli insegnanti possono risultare castranti, svalutativi e infantilizzanti. In alcuni sogni il tono è minaccioso: «...avevamo fatto un test e ho spento il computer e dovevo rifarlo ma non mi veniva più, allora il professore mi ha detto che mi doveva bocciare»; «...la prof aveva una ferita e si vedeva che era un robot...»; «la prof ci stava sulle balle..., l’abbiamo chiusa dentro dandole fuoco...».

Non riuscire a controllare gli strumenti e i mezzi è percepito come estremamente minaccioso, ma riuscire nell’impresa porta all’emancipazione: «facevo una gara di rally e andavo molto veloce. Cercavo di evitare gli ostacoli ma lo sterzo non funziona e proprio quando una macchina sta per investirmi mi sveglio...»; «ho sognato di guidare un aereo e combattevo contro i nemici. Alla fine li ho distrutti e mi hanno chiamato in aeronautica...».

Una novità nei sogni di terza media (anticipato più volte) è la presenza degli amici: le situazioni pericolose si vivono con l’amico fidato o con il gruppetto. A volte esso rappresenta un aiuto in più nei confronti del nemico, altre volte è il protagonista che lotta e salva l’amico in pericolo.

Gli amici sono anche coloro che condividono nuove esperienze, con i quali si verificano nuove competenze e abilità e, probabilmente, sono loro che attestano una eventuale crescita: «...ho sognato di guidare una macchina e andavo a prendere i miei amici..., poi mi hanno chiesto se avevo il coraggio di andare più veloce, io non volevo, loro mi prendevano in giro, ho accelerato ma ho avuto un incidente: i miei amici sono tutti morti».

Le ragazze crescono

Le relazioni sessuali divengono relazioni vere e proprie, nel senso di una storia in cui compare un rapporto-interazione con la ragazza e non si risolve semplicemente nell’"avere la ragazza". Rispetto alle coetanee, comunque, l’argomento è centrato sul rapporto sessuale in sé, mentre nelle ragazze compaiono le problematiche relative al corpo, all’intimità, all’imbarazzo di mostrarsi all’altro.

Nelle ragazze i sogni di attacco, di esame e della difficoltà di controllare un mezzo diminuiscono fortemente, mentre i temi più frequenti sono quelli legati al corpo che rappresenta la parte visibile di una persona e perciò soggetta a giudizi, critiche, confronti. Il problema è più grave se si pensa ai notevoli cambiamenti che il corpo subisce negli anni della preadolescenza: esso si modifica velocemente e può risultare difficile ritrovarcisi: «...c’erano delle persone che mi prendevano in giro, io correvo, correvo, in pratica diventavo anoressica...; loro ridevano e non sapevo che cosa stava succedendo...»; «...tutti mi rifiutavano, allora non mangiavo più...».

La relazione con un corpo cambiato si ritrova anche in molti sogni nei quali la casa in cui si vive è diventata improvvisamente troppo brutta, o troppo piccola, o troppo vecchia: «a un certo punto la mia cucina è diventata grandissima, mia mamma lavava i piatti in ginocchio..., però io mi sentivo normale...».

Nella stessa direzione del divenire adulti si comprendono quei sogni in cui il racconto è centrato sul rapporto mondo conosciuto-mondo sconosciuto; la casa in cui si vive rimane stretta mentre l’ambiente esterno si amplia fino a ritrovare una festeggiante famiglia sociale: «...sono in questa città e non la conosco, cammino e chiedo informazioni, però nessuno mi ascolta»; «...mi trovavo in una foresta ed era buio, mi sono trovata in una caverna e c’era tanta gente felice..., poi non mi ricordo».

Concludendo il nostro viaggio nei sogni della preadolescenza abbiamo visto che, partendo da tematiche ampiamente comuni ai due generi e relative al compito ambìto e temuto della separazione dalla nicchia primaria, siamo arrivate alla fine della terza media a una divaricazione delle tematiche marcate nei maschi dalla persecuzione e dalla necessità di dimostrarsi capaci e all’altezza, e nelle femmine invece dal corpo che cambia, dell’estensione del mondo conosciuto e delle relazioni che vi si possono intrecciare. Il gruppo di amici, da replicanti inaffidabili, è diventato la famiglia sociale, compagna di esplorazioni e depositaria di competenze.

Pietropolli Charmet (1997) sottolinea la totale promiscuità in cui vivono oggi gli adolescenti, educati fin da bambini a spartire i medesimi spazi di gioco, le stesse occasioni formative in una rigida applicazione delle pari opportunità: ma, mitigate le differenze formali, grazie ai cambiamenti avvenuti nella cultura familiare e scolastica, diventano più visibili le differenze di contenuto profondo, strutturale e invariante nell’affrontare l’ineludibile necessità di crescere.

Oggi fin dall’adolescenza, per le femmine nel rapporto con i coetanei maschi, comincia a prendere forma una modalità materna, apparentemente arrendevole ma molto determinata, non ispirata dalla sacrificalità quanto piuttosto dalla consapevolezza di «disporre di poteri discreti dei quali bisogna imparare a fare buon uso». Mette così radici una sorta di leadership femminile che ritroviamo confermata nel Quinto rapporto Cisf sulla famiglia (Donati, 1997): «Il mondo maschile appare ancorato a impegni storicamente propri della maschilità, il mondo femminile si presenta in forte movimento verso la conquista di nuove aperture». Una società complessa come la nostra non può sprecare risorse: è opportuno che la scuola non ignori la differenza di genere, anzi, ne faccia il punto di partenza per una rinnovata cultura.

Corinna Cristiani e Katia Provantini

   

BIBLIOGRAFIA

  • Blos, L’adolescenza come fase di transizione, Armando, Roma 1988.

  • Cristiani C. (a cura di), Percorsi di genere tra natura e cultura, Unicopli, Milano 1996.
  • De Pieri S. e Tonolo G. (a cura di), Le crescite nascoste, Armando, Roma 1990.
  • Donati PP. (a cura di), Uomo e donna in famiglia, San Paolo, Cinisello 1997.
  • Pietropolli Charmet G., Amici, compagni, complici, Franco Angeli, Milano 1997.
  • Palmonari A. (a cura di), Psicologia dell’adolescenza, Il Mulino, Bologna 1997.
  • Roccioletti, Zulli, Bertini, Il sogno nell’età evolutiva, Bulzoni, Roma 1983.
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