Periodici San Paolo - Home page

DOSSIER (2) - MODERNE FORME DI NARRATIVA

I LIBRI PIÙ AMATI DAI RAGAZZI

di Stefania Fabri e Maurizio Caminito
(bibliotecari)

        

   Famiglia Oggi n. 5 maggio 1998 - Home Page

Vecchi e nuovi generi

Assistiamo ultimamente a due fenomeni congiunti: da una parte alla nascita di nuovi generi che esercitano un notevole fascino sui ragazzi e dall’altra all’evoluzione dei generi tradizionali verso forme "miste", che potremmo definire "transgeneri". Non è estranea a questa trasformazione anche una profonda modifica degli impianti tradizionali della letteratura di consumo in generale, anch’essa squassata e riconformata dalle continue esplosioni provocate dai best-seller che sfruttano le potenzialità dei generi senza mai adeguarsi del tutto alle regole dei generi stessi. Lo ha spiegato molto bene Dan Simmons nella prefazione ai suoi due romanzi su Hyperion. Simmons è insieme autore di fantascienza e di horror, ma si ritiene, a ragione, uno scrittore tout court: «A volte nei romanzi mescolo elementi fantascientifici a elementi terrorizzanti, dell’orrore: in questi casi mi diverto a immaginare il funzionamento della mia testa. Se mi facessero un tracciato cerebrale mentre sono all’opera (con uno di quei sistemi tipo risonanza cerebrale, che oltretutto permettono di ottenere immagini) si vedrebbe che entrano in funzione due parti molto diverse del cervello. E io ho il sospetto che anche al lettore capiti la stessa cosa» (5) .

Un meccanismo simile attraversa anche la nuova letteratura di genere per ragazzi: la compresenza dei due "cervelli", quello che vuole la razionale e verosimile spiegazione fantascientifica o fanta-tecnologica e quello che si abbandona allo stravolgimento di tutto attraverso l’irruzione dell’irrazionale puro e incontrastato. I vecchi generi si sono riassestati contaminandosi tra di loro, il giallo tingendosi del nero dell’horror o del blu della fantascienza, l’horror scegliendo il sorriso attraverso lo splatter, il rosa spingendosi decisamente verso il romanzo di critica sociale o verso il problem book. Contemporaneamente romanzi che non si possono definire di "genere" usano con disinvoltura tutta la gamma dei repertori praticati dentro i recinti del genere stesso.

È un fenomeno che si va sempre di più allargando e che certamente, spingendo i generi al di là dei loro confini, ha come effetto la conquista di sempre nuove fasce di pubblico, che magari non sempre attratte dalla scrittura di genere in quanto tale. Si sono affacciati inoltre sulla scena nuovi generi, a volte anche bizzarri e non si sa quanto resisteranno. Sempre di più se ne affacceranno sfuggendo così ai nostri tentativi di classificazione. Le Ragazzine, per esempio, è una collana Mondadori di manuali e diari con una forte componente narrativa e comica e idealmente tendono a sostituirsi al "rosa" classico e anche a quello più volto verso il sociale. La serie The Web, anch’essa della Mondadori, di cui parliamo anche qui, si situa nella scia del romanzo cyber per adulti perché le vicende si svolgono appunto nel cyberspazio anche se non rispecchiano la stessa atmosfera e tendono ad essere più addomesticate.

I Corti (collana edita dalle edizioni EL) e gli Shorts (collana Mondadori) hanno consentito poi di accedere allo scenario della lettura breve, sul pezzo d’autore, sul frammento che bene si ricollegano alla sensibilità del nuovo lettore sempre più incline verso una lettura multimediale, non sequenziale. Un’altra serie della EL, La squadra primavera, utilizza la passione per la squadra di calcio come un tempo le bande investigative dei romanzi del passato. Via via appare sempre più evidente che le grandi collane "generaliste" dei tascabili di narrativa, che hanno conquistato il cuore dei lettori e il mercato dalla fine degli anni ’80 ai nostri giorni, si stanno modificando ed evolvono, specificando sempre di più le proprie aree interne, pur contenendo al loro interno contaminazioni di vario tipo tra i diversi generi.

Non si può parlare però dei generi senza parlare della grande protagonista di questi scenari: "la paura" ovvero più sensatamente "le paure". Da qui l’idea che è assai più terrificante un romanzo-attualità come Serial killer di Swindells che un horror di cimiteri come Sangue di tenebra di Pike (pubblicati entrambi nella Junior). Gli scrittori contemporanei hanno usato la paura per infondere nei lettori l’idea di una certa "saggezza della paura", cioè la capacità di non farsi invadere dallo sconforto, per sviluppare una sorta di resistenza. La paura della paura doveva essere arginata in una società che tende in maniera schizoide ad essere troppo protettiva da una parte e troppo invasiva dall’altra. Della paura si è molto parlato a proposito dei romanzi di horror di Christopher Pike, il cui Monster (ora consacrato nella collana dei Miti) già i ragazzi di oggi considerano acqua fresca rispetto ai primi che hanno letto nel 1993. Non voglio tornare su un dibattito per certi versi scontato.

Mi sembra più interessante sottolineare ancora una volta le mutazioni che il genere horror ha attraversato e constatare che anch’esso, nonostante tutto il suo bagaglio terrificante di zombie, vampiri, morti resuscitati e fantasmi gorgoglianti, non è uscito indenne dalla trasformazione e ha dovuto piegarsi al grottesco e al comico attraverso i Piccoli brividi.

Per quanto riguarda la fantascienza potremmo osservare che si attenua l’idea di futuro che era un tempo il piatto forte. Appaiono, infatti, situazioni sempre più ravvicinate o comunque la proiezione di mondi andati troppo avanti nel senso del degrado e dello sfascio, dove coesistono le tecnologie più raffinate e i disastri ambientali e l’arretratezza tribale. Il mito dell’ordine garantito dal progresso tecnologico, che anche attraverso la metafora orwelliana veniva celebrato, è caduto. Due gigantesse nei romanzi di fantascienza per ragazzi: l’una di Ted Hughes, La donna di ferro (Mondadori - Junior - 10) e l’altra di Melvin Burgess, La gigantessa (Mondadori - Junior +10) mostrano poeticamente il limite del dialogo impossibile con i "terrestri". Solo due bambine in entrambe le storie riescono a comunicare con queste forme "aliene", tanto più giganti quanto più inermi di fronte alla devastazione del pianeta provocato dagli umani.

Le gigantesse rappresentano una sorta di figura materna ancestrale, l’una che ritrova seppellendosi nella terra l’unico conforto e abbraccio risanatore e l’altra intenta in una danza tribale in sintonia selvaggia con la natura. Se quindi la "fantascienza" sembra intonare canti e peana alla natura perduta e contaminata piuttosto che inneggiare alla tecnologia, il "giallo" a sua volta sembra, invece, che non possa fare a meno del computer.

Lo vediamo all’opera in uno dei romanzi per ragazzi più originali degli ultimi anni: La società dei gatti assassini (6), dove il misterioso gatto, Pascal, che trama la creazione di una razza eletta, usa il computer come strumento per confondere il suo amico-nemico, il gatto intellettuale e investigatore, Francis. In Virus (7) , lavorando in un’azienda informatica che si occupa di decontaminazioni, Amanda viene a scoprire un terribile segreto: computer "viventi", intelligenze artificiali composte anche di materia organica perché nate da un’unione con gli umani, si stanno impadronendo di ogni tipo di circuito e diffondono un virus mortale per prendere il sopravvento e distruggere la razza umana.

Una Password (8) invece riuscirà a sbloccare i ricordi di Jack riguardanti l’omicidio di un amico, al quale ha assistito prima di finire in coma e perdere la memoria. «Saltai sulla scrivania e azionai il computer. Dopo che furono apparsi tutti i dati e le memorie elettroniche, il cursore cominciò a lampeggiare impaziente, quasi volesse sapere come continuava il discorso» (9) . E anche i giovani lettori, come il gatto Francis, sono impazienti di sapere se il computer cambierà qualcosa nella loro esistenza.

Segue: I libri più amati dai ragazzi - 3

   Famiglia Oggi n. 5 maggio 1998 - Home Page