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EDITORIALE

I rischi di una società instabile

La Direzione
   

   Famiglia Oggi n. 5 maggio 1998 - Home Page Valenze positive e valenze negative si intrecciano nella realtà quotidiana. Chi si affaccia alla vita deve costruire la propria identità tra numerosi ostacoli.

Una società instabile esige continui adeguamenti e mutazioni così come una società caotica in cui il fare sembra predominare sul pensare, l’avere prevalere sull’essere, fa apparire la ricerca della gratificazione personale più importante della qualità delle relazioni. In un simile panorama l’evoluzione della personalità è alquanto più difficile.

Certo, oggi non vi sono solo elementi di rischio per il processo di formazione, ma anche molti elementi estremamente positivi. Si sono ridotti i forti condizionamenti espressi da un costume fatto spesso solo da pregiudizi. Maggiore è la spontaneità nei comportamenti non irreggimentati da autoritarismi familiari e sociali. Migliore è la conoscenza della vita e dei suoi problemi così come la possibilità, nella dialettica del dialogo culturale, di comprendere il senso delle cose e della vita. Si è inoltre affermata la comprensione dei propri diritti personali e di cittadinanza e la convinzione che essi debbano essere goduti e non solo declamati. Maggiori, infine, sono le occasioni di partecipazione alla vita sociale e a forme organizzate di solidarietà.

Valenze positive e valenze negative si intrecciano e chi si affaccia alla vita deve costruire la sua identità tra inevitabili difficoltà. Infatti, l’ambiente in cui i ragazzi e le ragazze sono inseriti è assai poco strutturante. È venuta meno l’omogeneità culturale e i messaggi e le proposte di senso sono spesso contraddittori. Inoltre, l’accelerazione della storia e le continue modifiche della realtà sociale e del costume rendono assai difficile l’orientamento per gli stessi adulti. La progressiva rinuncia, di questi, a svolgere una funzione educativa rende ancora più difficile e rischioso il processo di costruzione dell’identità.

Ogni nostra azione ci confronta con quello che siamo o che pensiamo di essere e ci porta delle conferme o delle disconferme al giudizio che diamo di noi stessi, rafforzando o diminuendo il "senso di sé" di ognuno di noi. Ci si rapporta anche con quello che gli altri pensano di noi, con la nostra identità sociale, e in tal modo la fragile struttura di un giovane "Io" è in balia di troppe eventualità.

Parlare di identità e di formazione dell’identità significa affrontare un discorso che copre tutti i periodi della vita. Tuttavia non è altrettanto intuitivo che l’età cosiddetta "evolutiva", quella che va cioè dalla nascita all’adolescenza, rivesta un’importanza fondamentale in questo processo. Quindi non solo la famiglia e la scuola, ma tutte le agenzie formative, formali o informali, e gli ambienti sociali devono sentirsi responsabilizzati e impegnati per favorirne il buon esito.

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