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DOSSIER (3) - MODERNE FORME DI NARRATIVA

I LIBRI PIÙ AMATI DAI RAGAZZI

di Stefania Fabri e Maurizio Caminito
(bibliotecari)

        

   Famiglia Oggi n. 5 maggio 1998 - Home Page

Tra le pagine del Web

Da un paio di anni hanno iniziato a diffondersi anche nel nostro Paese i primi prodotti di narrativa basati sull’immaginario legato ad Internet e sulle occasioni di avventura e di incontro che la Rete offre ai bambini e agli adolescenti di tutto il mondo. È un fenomeno interessante e probabilmente destinato ad ampliarsi in futuro ancora di più. Ma se Internet entra prepotentemente nell’immaginario giovanile, ciò è dovuto a molti fattori. Sicuramente determinante per il suo successo, ad esempio, è il nesso strettissimo che si è venuto a creare tra Internet e concetti quali: viaggio, avventura, navigazione.

Un nuovo tipo di spazio, l’universo dei computer collegati in rete, il cyberspazio, viene presentato come il luogo delle infinite esperienze possibili. È una metafora indubbiamente molto forte e con una altrettanto potente attrattiva. Nessun altro "luogo" dell’esperienza e dell’immaginario dei ragazzi può oggi porsi sullo stesso piano, con un’analoga capacità di sollecitare sogni e fantasie di mirabolanti avventure.

Uno dei tentativi più compiuti di "fondare" un genere legato all’immaginario delle nuove tecnologie anche in Italia è quello della collana The Web della Mondadori, derivata da un’analoga iniziativa editoriale della Orion Publishing Goup di Londra.

In Intoccabile di Eric Brown (10) la giovanissima protagonista indiana, Ana, così descrive una sua esperienza nel Web, insieme al suo amico Sanjay: «Si sdraiò sul lettino e spinse il bottone sulla tastiera da polso. Ana lo osservò, non riuscendo quasi a credere che in quel momento Sanjay fosse già in giro nel Web. Sembrava semplicemente addormentato e che stesse sognando. @...# Ana si sdraiò e spinse anche lei il bottone rosso sulla tastiera. Si trovò immediatamente in piedi in mezzo alla pianura dorata: davanti a lei, i Palazzi multicolori si stagliavano contro un luminoso cielo azzurro».

Oppure il mondo di Internet e del Web, in un altro caso, offre l’occasione di una riscrittura in chiave di avventura nel cyberspazio delle gesta di Gulliver nel mondo dei giganti e dei lillipuziani. Le allucinazioni classiche dell’eroe di Swift, sulla percezione dimensionale, si uniscono e vengono esaltate dall’ambiguità reale-virtuale. E l’avventura si snoda dentro e fuori dal cyberspazio.

Ciò che in un momento offre tranquillità, un attimo dopo procura terrore e spaesamento totale. «Regnava un caos totale, con i ragazzini che correvano da tutte le parti. Quel giorno di festa tutti i parchi a tema erano gratis: quello del Cretaceo, Apollo 13, il parco giochi d’avventura di Roald Dhal, il Castello dei sogni, il Paese di Tom Sawyer... I Ragni addetti al Web correvano di qua e di là nel tentativo di tenere sotto controllo quel flusso di gente, con le zampe da fumetti che frullavano come eliche. Alcuni ragazzini si muovevano in modo davvero strano, a scatti, come personaggi di un cartone animato in cui i movimenti sono accelerati. "Accipicchia!", fece Byte. "È fantastico!". Incominciò a saltellare, agitando braccia e gambe come Daffy Duck»(11) .

Altre volte, come nella serie della MacMillan, Children Books Internet Detectives, la Rete diviene lo sfondo per avventure di genere poliziesco, in cui il cyberspazio e la realtà della vita di tutti i giorni dei ragazzi, in famiglia e a scuola, si mescolano continuamente. E anche in questo caso l’industria editoriale è molto attenta a cogliere la soglia d’età su cui si attestano i giovani lettori di storie che si svolgono nel mondo della nuova tecnologia. E dopo i padri e i fratelli maggiori oggi incominciano a scorazzare in rete anche i bambini più piccoli (almeno nelle pagine di un libro di avventure!).

Mode musicali

«Nick Carter (niente a che vedere con il vecchio agente segretissimo!) si è fidanzato con Mel C!». Chi siano costoro i preadolescenti lo sanno benissimo. Si tratta di due componenti di gruppi musicali anglosassoni, che oggi vanno per la maggiore e che sono formati il primo da giovanissimi di sesso maschile, il secondo da ragazzine. Forse può essere di qualche interesse (e soprattutto di una qualche utilità se non pratica almeno speculativa) parlarne per tutti coloro che guardano al mondo dei bambini e dei ragazzi con attenzione.

Ma è necessario premettere una spiegazione e una riflessione più generale. Il mondo della moda, della musica, dei consumi, dei comportamenti e dei valori degli adolescenti e dei preadolescenti è oggi, anche nel nostro Paese, un vero e proprio sistema ben articolato e organizzato su almeno due livelli. Non siamo in presenza, in altre parole, della comparsa all’orizzonte di un qualche "fenomeno" di forte connotazione, come poteva essere negli anni ’60 o ’70, rivolto a un’intera generazione. In quegli anni i fenomeni di costume legati al mondo giovanile, proprio perché isolati ed episodici, dovevano avere una forte valenza di critica del mondo degli adulti per potersi affermare.

Era la rivoluzione dei figli contro i genitori, bisognosa di modelli fortemente contestativi, che ha caratterizzato un ventennio assai travagliato e ben conosciuto. A dire la verità sappiamo che tutto ciò ha avuto inizio con la nascita dei giovani, che viene situata negli anni ’50 statunitensi, l’epoca del rock’n’roll, di James Dean e del malessere degli adolescenti e dei giovani Holden. Ma questo è un altro discorso e ci porterebbe troppo lontano. Tornando all’oggi possiamo verificare facilmente che quella che potremmo definire la moda giovanile si è ormai stabilmente divisa in due tronconi: da un lato i preadolescenti (il cui limite minimo di età tende progressivamente a diminuire) e dall’altro gli adolescenti veri e propri caratterizzati da fenomeni di "longevità" imbarazzanti, quali quelli dei trentenni della generazione X (12) .

Ma osserviamo il mondo della musica e dei consumi dei preadolescenti, vera e propria frontiera nell’affermazione del sistema cui accennavamo all’inizio. In campo musicale, ad esempio, siamo in presenza di un insieme di gruppi, prevalentemente vocali, balzati all’attenzione dei media in tutto il mondo: le Spice Girls, i Backstreet Boys, gli Aqua di "Barbie Girl", gli Hansom, le All Saints, che fanno tutti della gradevolezza la loro arma migliore. Mentre il modello anarchico-contestativo e nichilista prevale ancora nella musica per i fratelli maggiori, il mondo delle Spice Girls si presenta alle preadolescenti (in netta prevalenza rispetto ai maschi della medesima età) come elemento fondamentale di costruzione del gusto e del look, come parte di un unico grande universo che comprende il mondo delle Barbie e Leonardo Di Caprio e che arriva a cooptare la Celine Dion di Titanic, con un sistema di rimandi e di relazioni interne assai ferree. Non a caso i concerti delle cinque ragazze inglesi si risolvono in una grande unica sfilata, con cambio vertiginoso di abiti e ritmi da passerella di moda.

Non c’è ancora traccia del rifiuto o dell’imbarazzo del proprio corpo, tipico di tutta una fascia d’età più matura. C’è ricerca del look, dell’aspetto più adatto, da ottenere attraverso una combinazione di elementi spesso assai disomogenei. Se volessimo trovare nel campo della produzione letteraria per ragazzi un fenomeno equivalente, uno dei pochi prodotti accostabili sarebbe quello della, già citata, collana Le Ragazzine della Mondadori. Titoli quali: Mamma, non fare scenate! di Rosie Rushton o Non sono più la tua bambina di Stan Cullimore, oppure la miniserie in forma di diario di Yvonne Coppard comprendente: Per favore, niente genitori alla mia festa, Lo fanno tutte! Perché io no?, Grande! Avete rovinato il resto della mia vita! (13) , sono i più adatti a raccontare le gioie e le paure di quest’età, ma soprattutto questo nuovo atteggiamento pieno di entusiasmo e di ironia, cui corrisponde l’entrata a vele spiegate nel sistema del consumo. E cos’altro è, se non questo, il "Girl Power" delle Spice?

Segue: I libri più amati dai ragazzi - 4

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