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INCONTRI - INTERVISTA AL CANTANTE MILANESE FABIO CONCATO

Tutta la forza dell’amore

di Giusto Ferronato
    

   Famiglia Oggi n. 5 maggio 1999 - Home Page A poche settimane dal lancio del suo tredicesimo album, il cantautore parla di fidanzamento, rapporto di coppia, di giovani e della felicità vissuta nel matrimonio. Una gioia intensa, fonte di grande ispirazione per le sue canzoni.

«Ricordo il periodo del fidanzamento come uno dei più felici della mia vita: è stato durante quel tempo, infatti, che ho scritto la mia canzone più famosa, Una domenica bestiale. Fu pubblicata due anni dopo il mio matrimonio, ma in realtà l’ho scritta durante il mio fidanzamento». A rivelare questo lieto intreccio tra la sua vita privata e la sua carriera artistica è proprio Fabio Concato, 45 anni, cantautore milanese. Quello è stato per lui un periodo ricco di felicità dirompente; una gioia che si potrebbe forse definire bestiale, certamente generata da un amore forte, vissuto allora e tuttora per la sua futura moglie. «Conoscere lei – ammette Concato – è stato un vero miracolo, e non parlo solo della mia vita, ma anche della mia carriera, perché è stato grazie a quella canzone, ispiratami dal sentimento, che ho acquistato una certa fama. Alle volte, ripensando al passato, credo che senza quel fatidico incontro, non dico che avrei cambiato mestiere, ma sicuramente sarebbe stato molto più difficile emergere». Lo abbiamo incontrato per rivolgergli alcune domande proprio sul tema dell’amore, un tema che lui conosce abbastanza bene e a lui molto caro, visto che è assai ricorrente nelle sue canzoni. Così ricorrente da far nascere spontanea, quasi inevitabile, una curiosità.

  • In che misura l’amore è per te fonte d’ispirazione?

«È tutto ciò che mi fa vivere, scrivere musica, vivere il rapporto con le persone, con il prossimo. Mi capitano momenti in cui non lo percepisco o mi sembra di non averne: guarda caso, sono proprio questi i periodi di blocco, quelli privi d’ogni ispirazione».

  • Nel tuo caso, dunque, questo sentimento può essere considerato una vera e propria "Musa ispiratrice"?

«Non solo. È come un sole intorno al quale giro, ma che fa anche girare il mondo intorno a me. Io, tra l’altro, devo ammettere di non scrivere canzoni a ritmo incessante; ciò avviene proprio perché quando sento di non aver nulla da esprimere, nulla di veramente sentito, preferisco lasciar correre quel periodo e non scrivere».

  • C’è nel tuo repertorio una canzone d’amore a cui sei più affezionato?

«Ce ne sono tante e, come accennavo, tutte davvero sentite, molto vissute con il cuore. Ma in assoluto credo di poter dire che "Gigi", scritta nel 1990 e dedicata a mio papà, sia la canzone più ispirata che abbia mai scritto. Non so se il motivo sia legato alla sua scomparsa, alla percezione del dolore che ho provato per la perdita di un genitore. Fatto sta che in quella composizione ho sprigionato tutti i sentimenti di profondo affetto per mio padre, e l’ho fatto con un’intensità davvero speciale».

  • Secondo te, come vivono i legami affettivi i ragazzi?

«Non è facile rispondere. Ma credo che ci sia da parte dei ragazzi un atteggiamento di ritorno ad antichi valori, a vecchi modi d’intendere i rapporti, non solo da un punto di vista sentimentale, ma anche da un punto di vista fisico. E sono proprio loro a dirlo, presi singolarmente e non in gruppo, quando si fanno forza insieme e si mostrano più spavaldi di quanto in realtà non siano. Forse sono alla ricerca di nuove sicurezze, di certezza».

  • Qual è il segreto di un rapporto di coppia felice?

«Naturalmente contano la passione e il dialogo: sarebbe impensabile una serena vita di coppia senza comunicazione fisica e dialettica. Ma il segreto, io credo, è condensato nel rispetto, inteso proprio come accettazione dell’altro per quello che è; amare un singolo per quello che vale, e per quello che non vale. È la massima espressione d’affetto che si possa rivolgere nei confronti di una persona».

  • Nel tuo ultimo album, di quanto amore si parla?

«Ce n’è in grandi quantità, direi al 120 per cento. In tutte le canzoni, dal titolo ai contenuti, fino alle note se ne trova tanto. Lo esprimo riferendomi a tutti i tipi d’amore che si conoscono e di cui parlo, non solo quello per una persona, ma anche quello per un animale, quello per un profumo, per una fotografia. Mi riferisco a quei sentimenti che tutti noi viviamo».

Giusto Ferronato
   

LA FAMIGLIA NEL MONDO MUSULMANO

Data l’odierna immigrazione, sorge qualche curiosità sulle tradizioni islamiche del fidanzamento. Ne abbiamo parlato con Khaled Fouad Allam, docente di sociologia musulmana all’università di Trieste e di Urbino. «Nelle società musulmane, spesso sono le famiglie a scegliere i futuri coniugi dei propri figli perché guidate da una logica di tipo tribale. Oggi, però, l’acculturazione ne ha frantumato la rigidità antropologica; in alcuni Paesi la mescolanza dei sessi all’università e nel lavoro ha implicato una rottura di quel sistema. I giovani si conoscono prima del matrimonio e diventano dunque soggetti delle proprie scelte affettive, sottraendo così il ruolo alle rispettive famiglie. Anche se questo crea sovente rotture e tragedie familiari. C’è un vero e proprio eclettismo nelle prassi antropologiche e giuridiche, e talvolta un’imitazione dei modelli occidentali, dunque eterogenei, come nella scelta degli abiti, dei gioielli e dei cibi per la cerimonia del fidanzamento. Ma rimane comunque alla base l’aspetto fondamentale di contrattualità del legame, e perciò è difficile utilizzare con la stessa carica semantica la nozione di innamoramento che esiste nel mondo occidentale».

  • Nel caso di coppie miste ci sono elementi che rendono conciliabile il fidanzamento?

«Nel diritto musulmano il matrimonio di una musulmana con un non-musulmano è vietato, mentre il caso inverso è possibile; ciò avviene perché il matrimonio è basato sulla struttura pratriarcale della parentela che assicura il mantenimento e la continuità dell’identità del gruppo. La crisi che attraversa l’Occidente attraversa anche l’Islam. Si può parlare, per il mondo musulmano, di crisi della sessualità, della coppia, della sfera affettiva, visto che queste società stanno vivendo il difficile passaggio fra comunità e individuo».

g.f.

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