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CONSULENZA GENITORIALE - ANALIZZARE L’ODIERNA COSTRUZIONE DELLA COPPIA

Legami da ripensare

di Manuela Tomisich
(psicologa)
    

   Famiglia Oggi n. 5 maggio 1999 - Home Page Il fidanzamento non è soltanto un’area critica per il progetto sociale della formazione di una futura vita matrimoniale. È anche un tempo di grande valore per scoprire se stessi e il proprio ruolo di persona all’interno della società.

Il   tema del fidanzamento, dopo una fase collegata agli anni ’70-’80, in cui era caduto in disuso anche come termine linguistico, è diventato sempre più significativo nella definizione dei tempi della vita delle persone. Questa nuova rilevanza non ha solo un significato linguistico, ma anche di riferimento culturale. Il fidanzamento, infatti, si presenta come area critica per il progetto non solo sociale della costruzione della coppia, ma del progetto personale di ciascuno dei membri della coppia per la costruzione di sé. Esso è un tempo critico per la costruzione dei paradigmi di "distanza".

La dimensione della distanza tra sé e l’altro, infatti, costituisce da un lato il prerequisito per i processi di individuazione, cioè della possibilità di ciascuno di sapere chi è, e quindi di rispondere alla domanda essenziale: «Chi sono io»; e dall’altro la risorsa per definire la propria appartenenza e quindi sapere dei legami sociali che connettono ciascuno agli altri. La declinazione delle dimensioni di "distanza" consente pertanto di coniugare l’appartenenza e l’identità nella vita di ciascuno. Ciò è emblematicamente racchiuso nel "nome e cognome" di ogni persona, dove il nome dice della propria identità e unicità, e il cognome dice della propria appartenenza e dei propri legami. Nel periodo di fidanzamento, i temi che attraversano la costruzione di significati, quelli individuali e quelli comuni, sono connessi alle prefigurazioni riguardo la fatica e la complessità della convivenza.

La dimensione di prefigurazione attiene allo specifico umano e permette di coniugare insieme gli elementi di desiderio e le dimensioni di progettualità. Nell’atto di "prefigurare", infatti, ciascuno ripensa ai propri desideri e ai propri bisogni e contemporaneamente considera le proprie risorse nella prospettiva di realizzare ciò che rimanda il desiderio. Si tratta di un atto che ha profondi richiami al mondo interno delle persone e riporta ai significati di costruzione del sé.

Sul tema "fidanzamento", ciascuno prefigura sé nel tempo futuro e nella relazione con un altro.

Il tema della con-vivenza, che rappresenta l’implicito del periodo del fidanzamento, attiene viceversa al significato più profondo di rapporto e di legame.

Distanza tra generazioni

Se vivere è un attributo personale, cioè la dimensione del vivere attiene al singolo, la convivenza è un indice di legame sociale. Nel tema del convivere si pone costantemente all’attenzione la dimensione della gestione della distanza. La convivenza sarà possibile nella misura in cui si apprende per costruire e gestire la giusta distanza tra le persone e tra le generazioni.

Nella costruzione del legame familiare, infatti, di cui il fidanzamento rappresenta la prima tappa e la figura chiave, il tema della distanza tra le generazioni e tra le persone, affinché sia salvaguardato nello stesso tempo il legame e la dimensione dell’individuo nella sua unicità, si pone come sfondo per la creazione dei prerequisiti di funzionamento della vita di coppia.

Ritorna qui l’immagine dei porcospini di Schopenauer che, nella loro emblematicità, devono costantemente risistemare se stessi e anche il legame con l’altro, tutto per poter sopravvivere e mantenere aperta la dimensione della speranza.

Infatti, se la distanza diventa eccessiva non c’è speranza per nessuno dei due; se la distanza è troppo breve, ancora non c’è speranza, ma dolore e sofferenza. In questo senso, allora, il desiderio che sottende la dimensione del fidanzamento è connesso alla necessità di apprendere la modulazione delle distanze e il loro significato.

Questa dimensione dice del grande investimento emotivo, spesso tacito e non riconosciuto, che trova spazio nella dimensione del fidanzamento, e anche della grande attenzione che questo tempo della vita merita e richiede.

Se, tuttavia, guardiamo il nostro momento storico, in cui il termine "fidanzamento" è tornato di moda e si parla di fidanzati a ogni piè sospinto, ma anche si usa a sproposito (le fidanzate dei papà, i fidanzati delle mamme, nelle situazioni di coppie e famiglie ricomposte e/o ricomponibili), il significato profondo di questo tempo della vita della coppia non è sempre esplicito.

Spesso il fidanzamento è un periodo di ridefinizione di sé non solo nella relazione con l’altro, il fidanzato/a, ma di sé all’interno della propria storia di appartenenza, e quindi di relazione con la famiglia d’origine e con il suo profondo significato.

Complessità significative

Nel periodo del fidanzamento diventano significativi e prendono peso elementi che caratterizzano l’umano e la connessione generazionale: si pongono, infatti, come interrogativi, talvolta taciti e tal altra di difficile espressione, i temi del generare e dell’essere generati, i significati dell’«essere figli di» e «poter essere genitori di». Si tratta, come si evidenzia immediatamente, di problemi complessi e profondi che non sempre sono considerati nel loro peso e nella loro rilevanza, e spesso sono banalizzati; sono i temi che rendono il periodo del fidanzamento molto complesso e difficile, ma anche molto significativo, non solo per chi lo vive, ma anche per il contesto più ampio entro cui è vissuto.

Tali elementi fanno comprendere perché sia spesso difficile "usare" il fidanzamento. Questo periodo, infatti, richiede un investimento sulla formazione umana dei fidanzati in prospettiva di una maturità che si esprime nella scelta di due persone adulte di condividere un percorso di vita senza negare le diversità e senza enfatizzare i conflitti, imparando a evitare i rischi dell’idealizzazione della vita di coppia, a creare attese che non possono poi trovare risposta nella vita concreta di una famiglia, a prevedere e a prevenire realisticamente le difficoltà comuni che ogni coppia incontra nel suo convivere.

Due generi di relazione

La difficoltà nell’utilizzare il periodo di fidanzamento in prospettiva maturativa emerge in comportamenti molto diffusi tra le persone e nelle coppie come quelli dei fidanzamenti eterni e/o fidanzamenti continui.

Per fidanzamenti eterni si intendono quei rapporti che, a prescindere da ogni ragionevole situazione esterna (studi, periodi di servizio militare, avvio di percorsi lavorativi), vedono i due fidanzati costantemente legati e incerti nella prospettiva da dare alla loro unione. Si tratta di fidanzamenti in cui il legame tra le persone è vissuto come un optional del proprio regime di vita. La coppia non raggiunge mai la tranquillità di conoscenza e di fiducia reciproca per intraprendere l’impresa della convivenza e quella più importante del progetto di vita comune. In tali situazioni, spesso pare difficile assumere la responsabilità della distanza generazionale.

La "famiglia lunga", in tali contesti, diventa spesso elemento che favorisce il mancato svincolo dei fidanzati dalla matrice iniziale. La situazione non conflittuale che spesso caratterizza la situazione relazionale nella famiglia lunga, la convivenza di più generazioni all’interno dello stesso spazio, da un lato favorisce l’esperienza di condivisione, ma dall’altro non permette alle nuove generazioni di sperimentare la complessità del rapporto tra dipendenza e autonomia; e inoltre non pone i giovani davanti alla fatica di assumersi responsabilità, cioè di rispondere delle conseguenze dei propri atti. Le dimensioni di dipendenza/autonomia, infatti, richiedono di fare i conti con le variabili del significato di gerarchia e della ricaduta di tale significato nella quotidianità di vita.

I fidanzati eterni faticano a svincolarsi dal legame con la famiglia d’origine, un legame che garantisce circa la quotidianità e consente di non gerarchizzare le precedenze vivendo l’oggi, e sottraendosi così alla fatica di progettare il domani.

Si tratta spesso di situazioni personali che diventano di sofferenza diffusa, tacita, non dicibile e difficilmente trattabile, la cui conseguenza, però, porta a posticipare la progettualità comune e la generatività con ricadute non solo sui fidanzati, ma anche sul sociale più ampio.

Su altro versante, poi, si collocano i fidanzamenti continui. Si tratta di quelle situazioni in cui ci si fidanza e ci si sfidanza ripetutamente.

Sono comportamenti indicativi di irrequietezze e di fatiche a porsi nella fatica della relazione e del legame. In queste situazioni i livelli di idealizzazione della realtà di coppia sono molto alti e le persone, non appena si scontrano con la concretezza della fatica relazionale, nella sua declinazione dentro la quotidianità, sembrano spaventarsi e non essere in grado di accogliere la fatica della costruzione della relazione nel tempo.

I "fidanzati continui" sembrano indicare una fatica nel crescere e nel prendersi cura dell’altro, ma anche di sé nel tempo. Il fidanzamento, nella sua emblematicità e nel suo svolgimento, fa emergere ed esprime la competenza appresa nel contesto di vita familiare a sviluppare i compiti di cura e sviluppo, e ancora una volta si manifesta la dimensione di fondamento sociale che tutta l’esperienza familiare costituisce.

Manuela Tomisich

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