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LIBRI & RIVISTE
    

   Famiglia Oggi n. 5 maggio 1999 - Home Page Chantal Van Cutsem
Le famiglie ricomposte
Ed. Raffaello Cortina, Milano 1999, pp. 172, L. 35.000

Finalmente un testo interamente dedicato alle famiglie cosiddette "ricomposte"! L’impostazione dell’autrice, rigorosissima dal punto di vista teorico, con una ben percepibile, solida base teorica, è quella sistemica, arricchita di una vasta esperienza clinica, di cui si sente lo spessore.

Se il contesto di riferimento è quello sistemico, l’esperienza clinica quella di terapeuta della famiglia, l’ottica adottata è ampia e articolata, comprendendo, infatti, anche il punto di vista sociologico, a completamento di quella psicologica.Copertina del libro: Le famiglie ricomposte.

Quanto al contenuto specifico, il testo discute dei processi relazionali in opera nella famiglia in via di ricostituzione, analizzando le relazioni dinamiche in rapida evoluzione e della nuova organizzazione in cui sfocia tale processo. Vi è un breve, ma utile, cenno alle dinamiche di costituzione della relazione di coppia e alla formazione dell’unità familiare, nonché a quelle della crisi separativa e della dissoluzione di tale unità. Breve, poiché l’intento dell’autrice è chiaramente quello di soffermarsi con analitica precisione su tutti gli aspetti implicati nella ricostituzione di un nuovo nucleo familiare, prendendo in considerazione le diverse prospettive dei partecipanti, i membri della coppia, i partner separati, nonché genitori biologici dei figli presenti, i figli. Prospettive, ma anche dinamiche relazionali nelle successive fasi di costituzione, soprattutto quelle tra ciascun membro della nuova coppia e i figli non biologici.

Interessante è l’attenzione rivolta al padre, ritenendo centrale il problema della definizione del suo ruolo all’interno del "sistema famiglia".

Destinato a terapeuti della famiglia, il testo è denso nella sua elaborazione teorica, rigorosa e puntuale, a tratti particolarmente "corposo", anche se lo stile è semplice e scorrevole.

Patrizia Conti

   
Claudio Risé
Da uomo a uomo. Maschi che scrivono allo psicoanalista
Ed. Sperling & Kupfer, Milano 1998, pp. 165, L. 26.500

L’autore, giornalista con interessi per la psicoanalisi, ha raccolto in questo libro le lettere dei lettori. Le risposte agli interrogativi o alle confidenze sono sintetiche e chiare, esprimono il pensiero dello scrittore sui mariti che tradiscono le mogli, sui padri che non vogliono perdere il legame affettuoso con le figlie, sui giovani che scoprono di avere delle tendenze omosessuali e se ne vergognano. Talune risposte sono eccessivamente interpretative, quasi si trattasse di un incontro tra un paziente e uno psicoterapeuta.Cpertina del libro: Da uomo a uomo. Maschi che scrivono allo psicoanalista.

Bisogna però fare una precisazione per aiutare i lettori di questo genere di libri a non confondere ciò che è trattamento psicoterapico o analitico con ciò che leggono. Mai e poi mai uno psicoanalista al lavoro parlerebbe a una persona che incontra per la prima volta, nel modo in cui scrive il nostro giornalista. Esiste una procedura ben codificata e che guida i vari incontri tra paziente e psicoanalista.

L’analista difficilmente interpreta il materiale del paziente senza tener conto del movimento affettivo che avviene tra i due. Molto spesso il significato profondo di un conflitto o di un sintomo richiede un lavoro di mesi se non di anni, proprio perché l’analisi è l’incontro di due menti, che devono trovare una loro sintonia per cogliere altri aspetti di sé che non siano quelli evidenti.

Un tuffo nell’inconscio dell’altro, dal punto di vista clinico, non è mai utile, e dal punto di vista teorico lascia aperta la strada a quanta arbitrarietà e quanta ideologia ci possa essere in chi lo fa, anche se bisogna ammettere che chi riceve da un altro un’illuminazione sul proprio mondo interno, di solito ne rimane lusingato e anche affascinato, quasi trovasse la conferma che esiste veramente qualcuno che sa tutto e che sa spiegarti il perché di ogni problema.

Aristide Tronconi

    
Anna Maria Donnarumma
Guardando il mondo con occhi di donna. Dalla dichiarazione dei diritti umani 1948 alla IV Conferenza mondiale delle donne 1995
Ed. EMI, Bologna 1998, pp. 351, L. 30.000

Una ricostruzione storico-giuridica del processo dei diritti e della consapevolezza delle donne nella loro partecipazione alla vita del mondo.

A partire dalla Conferenza delle donne di Pechino (1995), cui l’autrice ha partecipato e dove ha raccolto documenti e testimonianze, Copertina del libro: Guardando il mondo con occhi di donna. e dall’urgenza di ricostruire mezzo secolo di storia riferendosi alla maturazione del diritto riconosciuto alle donne, si propone un filone tematico che consente di scoprire luci e ombre della nostra modernità. E l’ambito del diritto è quello in cui confluiscono le tensioni e le conquiste delle società. Così la Conferenza mondiale di Pechino costituisce il pretesto per indagare accordi, programmi e azioni positive di 50 anni di vita delle Nazioni Unite, e individuare lo spazio di conquiste ideali e di diritti da parte delle donne.

L’obiettivo è di fornire informazioni e strumenti per scrivere una storia diversa delle donne dei Paesi in via di sviluppo, che cercano sostegno e condivisione nel loro sforzo di conquista della dignità, e insieme delle donne del mondo del Nord che, pure con maggiori opportunità, ancora non riescono ad affermare in pieno il loro diritto di parità e diversità. Una lettura "di genere", che rispetta e distingue le situazioni di uomini e donne, dei programmi di sviluppo, porta inevitabilmente a rivedere lo statuto della donna, a riconoscerne le esigenze, le condizioni di lavoro e la produttività.

Un’analoga lettura entro il contesto politico mostra che, nel mondo, all’affermazione dell’uguaglianza fa riscontro una diffusa ineguaglianza, dove non una piena discriminazione delle donne limitate nei ruoli familiari e riproduttivi, e negli ambiti del culturale, dell’educativo e dei servizi sociali.

Rosangela Vegetti

    
Lino Baracco
Una vita lunga e serena. Anziani attivi e protagonisti nel nuovo millennio
Ed. Piemme, C. Monferrato (Al) 1999, pp. 140, L. 20.000

Mettendo a frutto la lunga esperienza di lavoro con gli anziani e d’impegno pastorale a favore della terza età, don Baracco offre, con questo suo volume, un quadro essenziale delle complesse problematiche dell’anziano.

Dopo avere illustrato a grandi linee, anche con l’aiuto di essenziali tabelle, la profonda trasformazione che ha portato al prolungamento di circa trent’anni, nell’ultimo secolo, dell’età media, Copertina del libro: Una vita lunga e serena. Anziani attivi e protagonisti nel nuovo millennio.l’autore mette in rischio che questo dato, di per sé positivo, si trasformi in una realtà negativa, sia a causa del perdurare dei pregiudizi sugli anziani, sia per effetto delle loro incapacità di vivere pienamente le potenzialità che gli anni conclusivi della vita, nonostante ogni problema, consentono.

In questa ottica si colloca una serie di indicazioni che vanno dalla prevenzione dell’invecchiamento cerebrale a indicazioni concrete, invero un poco troppo sommarie, su come vivere la sessualità, il tempo libero, le amicizie.

Ne deriva un forte appello alla comunità cristiana (dalla quale si ricorda tuttavia, anche con opportune citazioni di documenti magisteriali, l’attenzione accordata al tema) a non emarginare gli anziani e a favorire, soprattutto nel dialogo con le giovani generazioni, la valorizzazione delle risorse delle quali essi sono portatori: affinché, come si augura l’autore, «nel Duemila non ci siano più "vecchi", ma soltanto persone umane».

Esse verso il proprio futuro non dovranno fare o agire in vista della professione ma in vista d’avere più tempo per sé. «Ci vorrà più fantasia, più spirito di iniziativa, più varietà: e forse maggiore ascolto della voce di Dio che parla nel silenzio».

Giorgio Campanini

    
Saverio Abbruzzese (a cura di)
Minori e sessualità. Vecchi tabù e nuovi diritti
Ed. Franco Angeli, Milano 1999, pp. 510, L. 45.000

Il volume rappresenta un tentativo strutturato, organico e, a volte, complesso di approccio multidisciplinare al tema dell’abuso sui minori. Il linguaggio specialistico consiglia la lettura a un pubblico di operatori del settore. Rispetto ad altri testi sull’argomento, il libro possiede due pregi. Il primo è quello di inquadrare il problema dell’abuso in un contesto molto ampio, che va dall’analisi del percorso che porta all’identità sessuale al tema della giustizia di fronteCopertina del libro: Minori e sessualità. Vecchi tabù e nuovi diritti. all’abuso, all’approfondita presentazione del percorso milanese di collaborazione fra Tribunale dei minorenni e Centro del bambino maltrattato, per arrivare infine ad alcune proposte di educazione alla sessualità. Attraverso dunque questo sforzo di ampio inquadramento del problema, il testo incarna l’assunto sul quale è costruito, vale a dire l’idea che l’abuso è generato dal tabù sulla sessualità infantile e che, se è vero che occorre rimuovere il tabù parlando della sessualità e delle devianze, è anche vero che parlandone troppo e male si fornisce materiale per promuovere integralismo e intolleranza e quindi ancora abuso.

Il secondo pregio del testo è quello di addentrarsi nel terreno della giustizia minorile con particolare competenza e precisione riportando dati epidemiologici e testi di legge (non a caso Saverio Abbruzzese, psicoterapeuta e giudice onorario del Tribunale per i minorenni di Bari, sostiene che il volume nasce proprio «dall’esigenza di coniugare giustizia e sessualità»).

Rispetto al grande spazio ed efficacia affidati a questa parte, risulta forse carente e appena accennato l’ultimo capitolo, "Informare ed educare alla sessualità nella scuola", che lascia il lettore con la voglia e necessità di approfondire.

Micol Gillini

    
Giulia Paola Di Nicola, Attilio Danese
L’amico discreto. Lo Spirito Santo rafforza e vivifica l’amore coniugale
Ed. Effatà, Cantalupa (To) 1998, pp. 94, L. 10.000

È possibile mantenere vivo un amore, accettando, rispettando, valorizzando le differenze individuali; affrontare serenamente gli inevitabili conflitti di una vita di coppia, mantenendosi non solo fedeli ma capaci di allargare il cuore a problemi esterni; costruire insomma un matrimonio felice?

Gli autori di questo agile libro dicono di sì, e senza cadere in un facile e ingenuo ottimismo, ci dimostrano con citazioni e rimandi che esiste una sapienza del cuore che è dono dello Spirito.Copertina del libro: L’amico discreto. Lo Spirito Santo rafforza e vivifica l’amore coniugale.

In tutte le culture il patto d’amore sancito tra un uomo e una donna evoca implicitamente l’azione dello Spirito, ma è il cristianesimo che sa riconoscere in modo particolare la buona disposizione a servire, a "essere per", la capacità di autentica comunicazione, di attenzione, di attesa, la gioia e il sapore delle piccole cose liberate dalla routine, come suoi doni particolari.

«È raro che la voce dello Spirito coincida con il buon senso, la moda, le parole che guadagnano il successo e le luci della ribalta», ci ricordano gli autori. «Egli fa della quotidianità la sua abitazione privilegiata, ed è l’unico capace di far sentire ogni uomo e ogni donna, per quanto insoddisfatti, umiliati, emarginati, sfruttati, unici e importanti agli occhi di Dio». Ed è ancora lui che dona la fortezza che libera dalla lamentela, dalla paura dei fastidi, dalla tristezza; e i cui frutti non arrivano solo agli sposi credenti, ma raggiungono tutti.

E quando la coppia si troverà di fronte scenari di sofferenza e di morte, sarà ancora lo Spirito a far sentire la sua presenza rendendo fecondo il dolore, non visto solo come evento da sconfiggere o da sopportare come punizione, ma da accogliere anch’esso come amore.

Laura Santoro Ragaini

    
Mariateresa Zattoni, Gilberto Gillini
Pietre miliari 2. Il matrimonio in Cristo è matrimonio nello Spirito
Ed. Àncora, Milano 1999, pp. 230, L. 26.000

Portare i grandi temi della famiglia in seno allo studio universitario e inserirli all’interno del più vasto progetto culturale orientato in senso cristiano, investendoli in termini di cultura e di spiritualità, è quanto l’Ufficio nazionale della famiglia della Cei si propone con le annuali settimane di spiritualità coniugale e familiare promosse in vista del Giubileo e che pongono il tema della Trinità al centro della riflessione della coppia e della famiglia.Copertina del libro: Pietre miliari 2. Il matrimonio in Cristo è matrimonio nello Spirito.

Dopo il successo della prima settimana dedicata a "Cristo Sposo, sorgente e modello della spiritualità coniugale e familiare", escono ora gli atti della seconda settimana (a cura di Renzo Bonetti, Il matrimonio in Cristo è matrimonio nello Spirito, Città Nuova, pp. 315, lire 30.000) e dedicati alla figura dello Spirito Santo, l’artefice principale della spiritualità della Chiesa e quindi anche di quella "Chiesa in piccolo" che è costituita dalla famiglia, che attende di essere sempre più valorizzata come "soggetto" culturale, sociale, ecclesiale e pastorale.

La domanda di formazione da parte dei coniugi e di aiuto per scoprire, anche con gli strumenti della teologia, i doni di cui sono investiti sta progressivamente crescendo. Mettere in relazione tra loro la riflessione dotta dei teologi e il vissuto quotidiano dei coniugi non è facile. Eppure è un’impresa che va perseguita. Il materiale teologico prodotto da queste settimane apre certamente una strada nuova a servizio della pastorale, degli operatori familiari, e delle coppie stesse. Come per la prima settimana, allo scopo di avvicinare progressivamente i coniugi alle tematiche teologiche e poter così nutrirsene dei preziosi risultati, accanto agli atti ufficiali è stata curata per loro una "ritrascrizione" ad opera dei coniugi Gillini-Zattoni.

Giancarlo Grandis

    
Alain Caillé
Il terzo paradigma. Antropologia filosofica del dono
Ed. Bollati Boringhieri, Torino 1998, pp. 261, L. 45.000

Apparso originariamente in francese nel 1998, questo importante saggio è stato tempestivamente tradotto e, in continuità con il precedente lavoro di J.T. Godbout, Il linguaggio del dono, ripropone una tematica affrontata già in Marcel Mauss (il sociologo e antropologo francese al quale tanto Caillé quanto Godbout fanno riferimento) in un testo degli anni ’20: Saggio sul dono.

Copertina del libro: Il terzo paradigma. Antropologia filosofica del dono.Tesi di fondo dell’autore è che «nell’azione sociale certo entrano il calcolo e l’interesse, materiale e immateriale, ma che non c’è solo questo: ci sono anche l’obbligo, la spontaneità, l’amicizia e la solidarietà, in breve c’è il dono». Al di là di una società puramente contrattualistica, fondata sulla logica del dare e dell’avere, la "logica del dono" caratterizza a un livello profondo i rapporti umani e garantisce l’uomo tecnologico dal rischio di cadere in una visione puramente utilitaristica della vita.

Muovendo da quest’assunto centrale, il volume sviluppa una serie di riflessioni su ambiti come quello della cultura e delle libere associazioni – l’una e le altre inconcepibili senza lo "spirito del dono" –, sino a elaborare il progetto di una società alternativa a quella attuale, sostanzialmente dominata dall’utilitarismo.

Il tema avrebbe potuto essere sviluppato anche in relazione a quell’ambito della famiglia che, già nel rapporto fra uomo e donna, e ancor più nella relazione genitori-figli, è sollecitato a porsi nella prospettiva del "dono" ed è insieme minacciato dalla tentazione del perfetto bilanciamento dei diritti e dei doveri e di una reciprocità, dunque, di tipo contrattualistica piuttosto che emozionale e vitale. Vi è da augurarsi che Caillé e il suo gruppo, continuando la loro interessante ricerca, sviluppino la riflessione anche in questa nuova direzione.

Giorgio Campanini

   
Medicus Medicorum, Paolo Cornaglia-Ferraris
Camici e pigiami. Le colpe dei medici nel disastro della sanità italiana
Ed. Laterza, Bari 1999, pp. 197, L. 20.000

Il sottotitolo molto eloquente del saggio lo colloca in un genere letterario molto frequentato: i pamphlet contro i medici. Le denunce di questo genere sono numerose, e c’è da credere che questa non sarà l’ultima. Copertina del libro: Camici e pigiami. Le colpe dei medici nel disastro della sanità italiana.La caratterizza il fatto di essere scritta da un medico, non dunque un outsider del mondo sanitario, e che in più dimostra di essere ben informato sulle malefatte dei colleghi: dalla ricerca scientifica fasulla, agli inghippi per la carriera; dalle prevaricazioni sui pazienti (che la copertina del libro presenta, con una semplificazione demagogica del messaggio, come agnelli in pigiama, insidiati da lupi in camice) al livello di formazione tendente allo zero. I fatti narrati sono difficilmente contestabili. Ognuno sarebbe capace di aggiungere qualche paragrafo al cahier de doléances. Non è questo ciò che rende fragile il volume di denuncia, quanto il quadro interpretativo generale. Con una parola, lo diremmo viziato di moralismo, nel senso che tende a ricondurre tutte le disfunzioni della sanità italiana alla moralità (o immoralità) delle singole persone che vi lavorano. Restano fuori dal quadro interpretativo i fattori di crisi più generali e strutturali, quelli che hanno a che fare con i fini stessi della medicina, la sua collocazione entro il progetto di civiltà che è il nostro, la crisi di strutture fondamentali per la convivenza, a partire dalla famiglia.

Condivisibile è senz’altro l’invito dell’anonimo autore ai cittadini vittime di cattivi trattamenti da parte dei sanitari a essere meno "pazienti". L’invito – in breve – a revocare lo statuto speciale di impunità attribuito tradizionalmente all’esercizio della medicina, per riportarlo sotto il controllo delle normali regole della società civile.

Sandro Spinsanti

    
AA.VV.
Adolescenti e dispersione scolastica. Possibilità di prevenzione e recupero
Ed. Carocci, Roma 1998, pp. 323, L. 39.000

Questo volume nasce come espressione di un lavoro che è parte di un più vasto progetto pedagogico, dove pedagogisti, psicologi, antropologi e sociologi sono impegnati dal 1997 in una ricerca interdisciplinare finalizzata alla prevenzione dell’insuccesso scolastico e dell’emarginazione sociale nell’adolescenza.Copertina del libro: Adolescenti e dispersione scolastica. L’immagine di adolescenti che emerge dall’indagine è, in parte, difforme da quella che altre indagini sembrano consegnarci ponendo l’accento solo sul senso di inadeguatezza dei giovani a regolare autonomamente la propria vita.

Ciò che viene a perdersi, in questo processo di crescita, sono soprattutto quelle istanze ideali e di cambiamento dello status quo che sembrano presenti nella fase preadolescenziale. Non è quindi un caso che l’adolescenza esprima una grande incertezza nei confronti del futuro: essa segnala il difficile adattamento al sistema sociale dominante, alla realtà e razionalità adulta, alle sue regole e alle sue certezze. Nell’età giovanile, il bisogno di costruire un proprio percorso di vita, una propria identità, rende inevitabile il confronto con la dimensione del "futuro", verso la quale i ragazzi provano apprensione e disagio che sarebbe riduttivo interpretare limitandosi a evocare il periodo di transizione che vive l’adolescente.

Produttività, competitività, successo sono le priorità del sistema con cui i minori sono continuamente chiamati a confrontarsi e a misurarsi; un sistema che lascia poco margine a dubbi o a debolezze, a sentimenti di inadeguatezza o smarrimento. Riflettere intorno a questo, come ci aiuta a fare il presente volume, ci sembra determinante per guardare al futuro con speranza, fiducia, positività.

Maria Rosaria Gavina

 

Di seguito segnaliamo gli articoli pubblicati sul tema Un adolescente in famiglia e consultabili presso il Centro documentazione del Centro internazionale studi famiglia (Cisf).

RIVISTE ITALIANE

  • Bianchi Mara, Fidanzamento, luogo di santità, Settimana, n. 8, 1998, pp. 1-16.
  • Cusinato Mario, Gestire con intelligenza il progetto di coppia, Famiglia oggi, n. 3, 1996, pp. 35-40.
  • Fuccillo Antonio, Matrimonio di coscienza, accordi di convivenza e libertà religiosa: alcune considerazioni "ora per allora", Il diritto di famiglia e delle persone, n. 3, 1997, pp. 1113-1129.
  • Guardalupi Anna Maria, Identificazione con le figure parentali e scelta del partner, Rivista di scienze dell'educazione, n. 1, 1996, pp. 61-99.
  • Mondina Roberto, Maturità e matrimonio, La casa, n. 1, 1996, pp. 13-18.
  • Peretti Marcello, Fidanzamento…: prova o promessa, La coppia giovane,
  • n. 1, 1996, pp. 10-14.
  • Pfrimmer T. e D., Come ti ho scelto, La coppia giovane, n. 2, 1997, pp. 12-17.
  • Prandini Riccardo, Come ripensare i percorsi di fidanzamento, La famiglia, n. 188, 1998, pp. 22-34.
  • Taddei Romolo, Verdolin Pino, Cautillo Potito, La preparazione dei giovani al matrimonio e alla famiglia, Consultori familiari oggi, n. 4, pp. 39-56.
  • Vanzan Piersandro, La preparazione al sacramento del matrimonio, La Cività Cattolica, n. 3507-3508, 1996, pp. 278-287.
  • AA.VV. Adolescenti e dispersione scolastica. Possibilità di prevenzione e recupero Ed. Carocci, Roma 1998, pp. 323, L. 39.000

     
RIVISTE STRANIERE

  • Axinn William G., Barber Jennifer, Living Arrangements and Family Formation Attitudes in Eaely Adulthood, Journal of Marriage and the Family, n. 3, 1997, pp. 595-611.
  • Brown Susan L., Booth Alen, Cohabitation Versus Marriage: A Comparison of Relationship Quality, Journal of Marriage and the Family, n. 3, 1996, pp. 668-678.
  • Danneels Godfried, Se marrier, qu’est-ce que cela change, Pastorale familiale, n. 4-5, 1998, p. 12.
  • Forste Renata, Tanfer Koray, Sexual Esclusivity Among Dating, Cohabiting and Married Women, Journal of Marriage and the Family, n. 1, 1996, pp. 33-47.
  • Fu Haishan, Goldman Noreen, Incorporating Health into Models of Marriage Choice: Demographic and Sociological Perspectives, Journal of Marriage and the Family, n. 3, 1996, pp. 740-758.
  • Hall David, Marriage as a Pure Relationship: Exploring the Link Between Premarital Cohabitation and Divorce in Canada, Journal of Comparative Family Studies, n. 1, 1996, pp. 1-12.
  • Houts Renate, Robbins Alliot, Husten Ted, Compatibility and the Development of Premarital Relationships, Journal of Marriage and the Family, n. 1, 1996, pp. 7-20.
  • Lefranc Christophe, Le mariage en declin, le vie en couple aussi, Pastorale familiale, n. 2-3, 1996, pp. 1-4.
  • Long Edgar C.J. e al., A Longitudinal Assessment of a Measure of Premarital Sexual Conflict, Family Relations, n. 3, 1996, pp. 302-308.
  • Sacher Jennifer, Fine Mark A., Predicting Relationship Status and Satisfaction After Six Months Among Dating Couples, Journal of Marriage and the Family, n. 1, 1996, pp. 21-32.
  • Surra Catherine A., Hughes Debra K., Commitment Processes in Accounts of the Development of Premarital Relationships, Journal of Marriage and the Family, n. 1, 1997, pp. 5-21.
  • Villeneuve-Gokalp Catherine, Vivre en couple chacun chez soi, Population, n. 5, 1997, pp. 1095-1081.
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