Famiglia Oggi - Home Page

Cercare una soluzione per i divorziati - 2

Un germe di nuova vitalità

di Aureliano Pacciolla
(psicoterapeuta e teologo; supervisore della Scuola di discussione per adolescenti, coppie e famiglie di Corridonia)

Famiglia Oggi n. 6 giugno/luglio 1997 - Home Page

Check up della coppia

È interessante osservare più da vicino i significati e le specificazioni di ognuno dei tredici parametri per una prima valutazione dell’equilibrio psichico e del grado di consistenza umana di una coppia 8 .

1. Percezione del rapporto coniugale. La tendenza a considerare il proprio matrimonio in modo socialmen te desiderabile alterando la reale natura della vita coniugale. Questo parametro (o scala) tende a evidenziare la negazione delle semplici e più comuni difficoltà coniugali, cogliendo la reazione dei partner di fronte alla descrizione di un matrimonio perfetto e di un partner perfetto e il rifiuto di prendere in considerazione alternative coniugali.

Da questo si può avere un’idea su molti aspetti: un eventuale livello moderato di disaccordo coniugale, di propensione ad ammettere le difficoltà coniugali o a riconoscere i sentimenti positivi nel proprio rapporto coniugale; forti sentimenti positivi verso il proprio matrimonio (o convivenza); una valutazione ingenua o acritica che si può manifestare con una riluttanza o incapacità ad affrontare realisticamente le difficoltà presenti o future.

Ritratto di coniugi (1523) opera di L. Lotto

Ritratto di coniugi (1523) opera di L. Lotto

2. Insoddisfazione globale. Questo parametro coglie la percezione del desiderio di una terapia. Da come si percepisce la consistenza del proprio problema e la valutazione delle proprie capacità per risolverlo, si può risalire ad una prima prognosi sulla mo tivazione a farsi aiutare. Per evidenziare questa insoddisfazione globale, un peso rilevante è determinato dalle idee sulla separazione e sul divorzio che sono direttamente correlate con una globale insoddisfazione sul matrimonio e uno scarso impegno nei confronti dell’attuale relazione.

Qui si possono osservare: il grado d’intimità col partner, di fiducia nella relazione, l’assenza di difficoltà insormontabili; il disaccordo sufficiente a motivare un aiuto psicologico; sentimenti di alienazione e collera verso il partner (problemi perduranti da tempo), crescente inclinazione alla separazione e al divorzio, scarsa fiducia nel salvare il proprio matrimonio.

3. Comunicazione affettiva. Insoddisfazione attuale riguardante l’espressione dell’affetto del proprio coniuge sia con la comunicazione verbale che nonverbale. Questo potrebbe essere un primo indice della qualità relazionale che eventualmente si può cogliere attraverso: il rammarico per l’insufficiente dedizione del partner nei propri confronti; la mancanza di empatia e di comprensione; insufficiente apertura da parte del partner.

Qui la coppia può rivelare: una relazione caratterizzata da una espressione affettiva aperta e da sentimenti di intimità personale; un livello moderato di disaccordo coniugale con una buona motivazione a migliorare l’intimità e la confidenza reciproca; una relazione caratterizzata da un notevole isolamento e da un’affettività negativa.

4. Comunicazione per la soluzione dei problemi. Capacità della coppia ad affrontare e risolvere le divergenze. Si evidenziano i disaccordi consci ma non i sentimenti inconsci. Perciò, vengono rilevati: le divergenze banali che si trasformano in gravi; le divergenze di opinioni che restano non risolte o che non vengono affrontate; il rigetto delle critiche; il coniuge trop po critico o punitivo. Da questo si può evidenziare: un disaccordo con l’intenzione di risolvere le divergenze quando si presentano e la possibilità (o capacità) di riuscirci; incapacità a risolvere le divergenze, anche se non frequenti; i dissensi vengono affrontati in modo generico e per questo facilmente sfociano in grossi litigi. Anche ambiti neutri possono degenerare in discussioni e si percepisce il partner come eccessivamente sensibile e critico.

Una relazione pervasa da tensione con una lunga serie di conflitti non risolti e il minimo incidente rischiano di far precipitare la situazione. Il disaccordo può essere esteso anche per le questioni economiche e per i ruoli coniugali e genitoriali.

5. Tempo trascorso insieme. Mancanza di interessi in comune e insoddisfazione sulla qualità e quantità di tempo trascorso insieme. Si rileva: l’insufficienza del tempo trascorso insieme; la mancanza di interessi in comune; il desiderio che il partner partecipi di più ai propri interessi; la sensazione che il coniuge non trascorra volentieri il tempo insieme.

Questo parametro aiuta a valutare: soddisfazione personale per il tempo trascorso insieme e piacere della compagnia reciproca; scarso desiderio di condividere delle attività durante il tempo libero, il poco tempo insieme potrebbe dipendere anche da impegni di lavoro o da impegni per i figli; gravi carenze di interazioni piacevoli e assenza del piacere d’incontrarsi.

6. Disaccordo su questioni economiche. Le divergenze sull’amministrazione del denaro – per meglio individuarne la causa particolare – vengono specificate in: amministrazione inadeguata del denaro da parte del coniuge; insicurezza economica come causa principale dei problemi di coppia; incapacità di discutere con calma dei problemi economici; impressione che il partner sia prodigo o spendaccione.

In questa scala si possono riscontrare: l’assenza di disaccordo coniugale nel settore finanziario con responsabilità equamente condivise (le eventuali tensioni su questioni economiche non incidono sulla relazione di coppia); frequenti discussioni sulla quantità del denaro speso, ritenuto sproporzionato alle entrate o ai progetti, sulle motivazioni delle spese e sulle modalità di gestire le risorse materiali; l’economia come una delle maggiori fonti di disaccordo con il coinvolgimento dell’affetto e della fiducia e con l’aspirazione ad avere un’immagine o uno status sociale diverso da quello possibile.

7. Insoddisfazione sessuale. La frequenza e la qualità dei rapporti sessuali, se sono percepite come problematiche, vengono evidenziate da: insoddisfazione globale della sessualità; mancanza d’interesse per il sesso; la mancanza di piacere nel rapporto sessuale; differenze sessuali irrisolte; coinvolgimento in relazioni extra (più di una simultaneamente).

Questa dimensione può aiutare ad avere un’idea su: una valutazione generalmente positiva sulla qualità della relazione affettivo-sessuale. La frequenza e la varietà dei rapporti sessuali incidono poco sulla qualità dell’intera relazione di coppia; i rapporti sessuali sono causa del disaccordo. L’insoddisfazione sessuale – sia per la frequenza, che per la varietà e la qualità – è percepita come disinteresse del partner verso la propria persona; un grave turbamento nella relazione sessuale e una crescente necessità di interventi specifici.

8. Percezione del ruolo. Orientamento verso il ruolo genitoriale più o meno vicino ad una tradizione o esperienza personale. Il proprio ruolo coniugale di marito o di moglie e il proprio ruolo genitoriale di padre o di madre, se sono percepiti in modo problematico, vengono rilevati attraverso: il rifiuto del ruolo coniugale tradizionale; il rifiuto del ruolo di casalinga; la convinzione sulla condivisione delle responsabilità domestiche; la differenza sulle opportunità di carriera per la donna.

Questo aspetto della coppia offre delle indicazioni sul modello tradizionale a cui ci si ispira nel determinare il proprio ruolo: dominanza del maschio nelle decisioni e nel mantenimento della famiglia e la sottomissione della donna come gregaria casalinga; flessibilità nel considerare i ruoli tradizionali: la donna con un lavoro fuori casa non implica necessariamente un sovvertimento dei ruoli tradizionali, e gli uomini da una parte sono inclini a discutere col partner le decisioni da prendere ma dall’altra ritengono d’avere il diritto dell’ultima parola o una maggiore responsabilità nel decidere; atteggiamento non convenzionale verso il proprio ruolo: le responsabilità vanno condivise sia nelle decisioni, sia nelle incombenze domestiche e sia per la crescita dei figli. La professione della donna è ritenuta tanto importante quanto il ruolo di madre e gli impegni domestici degli uomini sono pari alle loro opportunità di carriera.

9. Difficoltà avute nella famiglia d’origine. Quando l’infanzia infelice e il disaccordo tra i propri genitori e parenti costituiscono un problema per la propria coppia e per la propria famiglia, allora tutto questo può essere evidenziato nella sua causa da: il matrimonio dei genitori dominato dalla discordia; un’infanzia infelice; l’esigenza di andare via da casa prima del matrimonio; la mancanza di intimità tra i membri della famiglia; la disgregazione coniugale nelle famiglie dei parenti.

La continuità generazionale può essere intravista attraverso: una famiglia d’origine caratterizzata da calore e armonia, senza gravi e aperti conflitti tra i propri genitori. Questi vengono ricordati per i loro modelli positivi di espressione affettiva e per le modalità nel dirimere le loro divergenze; disaccordo significativo tra i propri genitori con una sostanziale insoddisfazione di almeno uno di loro; il matrimonio dei genitori è considerato infelice: una separazione o divorzio ne è stata, o poteva essere, una soluzione.

10. Insoddisfazione riguardo ai figli. Grado di soddisfazione o delusione sui figli nella relazione genitori-figli valutata sulle seguenti basi: la responsabilità e il rispetto dei figli; gli interessi e le attività in comune con i figli; l’insoddisfazione nei confronti dei figli; il disagio proveniente dalla cura e dall’educazione dei figli.

Da questo si può osservare se: i figli sono visti come un contributo prezioso all’armonia coniugale e al completamento personale come genitore e non mostrano disturbi nel comportamento o sintomi di difficoltà psicologiche; disappunto verso i figli e le incombenze derivanti dalla loro cura. È possibile che almeno un figlio presenti dei disturbi emotivi o comportamentali. L’insoddisfazione verso i figli può essere correlata, soprattutto nelle mogli-madri, con le difficoltà finanziarie e con un eventuale abbandono del posto di lavoro. Per i mariti-padri, l’insoddisfazione verso i figli può essere correlata con la sensazione del figlio come intruso nella relazione o come un qualcuno che dà poche soddisfazioni in proporzione alla quantità di sacrifici che si fanno per lui; profondo disagio nel rapporto genitore-figlio, tanto che almeno uno di loro può aver bisogno di una consulenza psicologica.

11. Conflitto sull’educazione dei figli. Attività educativa che può essere fonte di disaccordo tra coniugi a causa di: diversità di princìpi e metodi di educazione; modi pratici di intendere la disciplina; lo squilibrio nella definizione e divisione dei compiti e ruoli educativi; disinteresse del coniuge verso i figli.

Considerando questa scala si potrà osservare una delle seguenti possibilità: i figli non disturbano la relazione di coppia ed entrambi i genitori sembrano condividere i compiti relativi alla cura e all’educazione dei figli e altrettanta condivisione e reciproca accettazione sta nelle decisioni circa le misure disciplinari, la concessione dei permessi e la formazione all’autogestione della propria libertà e responsabilità; la cura e l’educazione dei figli contribuiscono al disaccordo coniugale globale con conflitti sul ruolo genitoriale e per lo scarso aiuto che si riceve dal coniuge. I problemi dei figli possono essere considerati come un intralcio agli obiettivi personali; il conflitto sull’educazione dei figli può essere tanto rilevante da ripercuotersi non solo sull’armonia di coppia ma anche sull’equilibrio psichico dei figli stessi. Quando questo problema non ha un’evidente correlazione con nessun altro dei restanti dodici punti, allora il disaccordo tenderà a invadere anche altre aree se non si ricorre ad una consulenza.

12. Disinteresse verso il coniuge. Il disagio coniugale può essere espresso in termini di un minimo di affetto e di comprensione in relazione a: condivisione di interessi e di attività nel tempo libero; insoddisfazione generale riguardo la relazione coniugale; la propensione verso la separazione o il divorzio.

Quest’ultimo aspetto, come anche quello sul disaccordo nell’interazione, possono entrambi costituire delle fonti d’informazione sulla maturità personale, la concentrazione sulla soddisfazione dei propri bisogni o delle proprie priorità, l’autostima, la desiderabilità sociale, l’introversione-estroversione e la capacità di controllare o ridurre la propria ansia.

13. Disaccordo nell’interazione. Il disagio coniugale può anche essere valutato sulla base della: incapacità di risolvere le differenze per il fraintendimento del punto di vista dell’altro; tendenza a interpretare il disaccordo come mancanza d’amore o come squalifica e a considerare la critica come non accettazione personale; tendenza a trasformare delle minime divergenze in grossi conflitti.

Applicazione sistemica

Questi tredici aspetti non vanno considerati solo nell’individuo ma anche nella coppia come "sistema complesso" e nessuna di queste scale può essere considerata da sola. Perciò, la migliore considerazione e applicazione di questo strumento è quella sistemica che coglie le correlazioni – dirette e indirette – di ogni elemento con tutti gli altri e la modificazione di ogni relazione tra due elementi come una causa e al tempo stesso effetto (causalità circolare) di altre modificazioni, che nel loro insieme sono delle manifestazioni del cosiddetto "ciclo vitale sistemico".

Un’attenta analisi delle dinamiche di coppia può aiutarci a scoprire i meccanismi nascosti ma fortemente operativi che inavvertitamente portano due persone a mutare il loro rapporto da complicità costruttiva, caratteristica della fase dell’innamoramento, a sabotaggio autodistruttivo che precede la separazione. Capire queste dinamiche è utile non solo per la coppia e la famiglia, ma anche per comprendere la formazione, lo sviluppo e il declino di altri sistemi sociali e politici.

La psicopatologia o l’armonia di una coppia non si può misurare solo con questo mezzo e con altri analoghi strumenti tecnici. La spiritualità – personale, di coppia, familiare o comunitaria – può essere adeguatamente considerata solo nel contesto di una sana antropologia. Non possiamo costruire il terzo piano (ossia la spiritualità) senza il primo e il secondo piano (il corpo e la psiche) su fondamenta rocciose. Un altro fraintendimento da evitare è quello pertinente la terapia. La coppia è un sistema caratterizzato dal processo di crescita e quindi anche capace di autoguarigione come possibilità di superare le resistenze alla propria crescita. Lo psicoterapeuta dovrà intervenire solo per ristabilire la spontaneità dei processi evolutivi.

L’equilibrio di una coppia non potrà essere statico ma dinamico; caratterizzato dal costante passaggio da un equilibrio all’altro attraverso dei momenti critici. Tra i rilievi più importanti che ho potuto riscontrare nell’esperienza c’è quello relativo al ruolo del maschio nella coppia. A partire dagli anni ’60 mi sembra che l’uomo sia sempre più fragile e insicuro rispetto alla donna che mostra maggiore autonomia e determinatezza. Uomini separati, vedovi e single soffrono la solitudine molto più che le loro coetanee a tutte le fasce d’età. È possibile che questa maggiore inadeguatezza degli uomini rispetto alle donne sia dovuta al rapporto con la madre, spesso eccessivamente dipendente. Soprattutto nella fase preadolescenziale, le madri mostrano una particolare ansia nel soddisfare i bisogni dei figli maschi. Quanto più questa situazione si protrae tanto meno i figli svilupperanno le abilità necessarie per l’autogestione emotiva e funzionale. Vi sono ancora altri equivoci da chiarire ma non è possibile che gli psicologi debbano necessariamente interpretare tutto; è invece opportuno che la coppia sia creativa anche in questo: trovare l’equilibrio, il ritmo di crescita e l’armonia propria, unica e irripetibile e non quella standardizzata dagli psicologi o idealizzata dai teologi.

Vorrei terminare con un’idea di B. Bruteau 9. La paternità è caratterizzata dalla separazione. Il padre non è mai fisicamente unito al figlio. La maternità è caratterizzata dall’unione e incorporamento reciproco. Tra figlio e padre c’è spesso un rapporto di confronto; con la madre il rapporto è più di armonia, calore, affetto.

La spiritualità femminile può aiutarci a recuperare molto in termini di umanità e di religiosità. Da sola è limitata come quella maschile da sola. Per migliaia e migliaia di anni l’umanità non si è arricchita adeguatamente delle risorse provenienti dalla spiritualità femminile. Anche la spiritualità ha bisogno di passare a «vino nuovo in otri nuovi»: il maschile e il femminile insieme, in equilibrio e in armonia, potrebbe essere uno dei germi della nuova spiritualità. Solo da questa integrazione la spiritualità può essere creativa. In questo senso, la spiritualità autentica è frutto di un’unione e tende a un’unione.

Aureliano Pacciolla

NOTE

1 Nota dell’Episcopato italiano, La Pastorale dei divorziati e di quanti vivono in situazioni matrimoniali irregolari o difficili, 26.4.1979. Sinodo sulla famiglia, 1980. Esortazione apostolica Familiaris consortio (nn. 7984), 1981. Giovanni Paolo II, Lettera alle famiglie, 2.2.1994. Lettera ai vescovi per la comunione ai divorziati, 14.9.1994. (torna al testo)

2 Giovanni Paolo II, Sessione plenaria del Pontificio Consiglio per la famiglia del 24.1.1997. (torna al testo)

3 Lettera della Congregazione per dottrina della fede, 14.9.1994, n. 4: «Anche se è noto che soluzioni pastorali analoghe furono proposte da alcuni Padri della Chiesa ed entrarono in qualche misura anche nella prassi, tuttavia esse non ottennero mai il consenso dei Padri e in nessun modo vennero a costituire la dottrina comune della Chiesa, né a determinarne la disciplina». (torna al testo)

4 Häring B., Pastorale dei divorziati. Una strada senza uscita?, Ed. Dehoniane, Bologna 1990. Cfr. anche Le Bourgeois A., Cristiani divorziati risposati, Ed. Paoline, Cinisello Balsamo, Milano 1991. (torna al testo)

5 Lettera della Congregazione per la dottrina della fede, 14.9.1994, nn. 7, 5, 4. (torna al testo)

6 Lettera dei vescovi dell’Oberrhein, Freiburg i. Br. e RotterburgStuttgart, Il Regno, n. 19, 1993. (torna al testo)

7 Lo schema è ripreso – con qualche modifica – dal Marital Satisfaction Inventory di Douglas K. Snyder (1981). Le modifiche sono quelle apportate da K. Polácêk e G.G. Pirelli (1994) per l’adattamento italiano. A questo sono state aggiunte delle modifiche personali nella modalità applicativa nelle consulenze di coppie presso la Scuola di discussione per adolescenti, coppie e famiglie (Via S. Anna 6, Corridonia MC). Anche la psicologia dovrebbe passare a «vino nuovo in otri nuovi». Infatti, ritengo che l’attuale impostazione della psicologia sia ormai inadeguata alla comprensione dei problemi umani e alla loro soluzione. Scomponendo le singole parti di una coppia ci può sfuggire, infatti, la globalità della persona che ama. (torna al testo)

8 Ognuno di questi tredici aspetti della vita di coppia è definito da specificazioni e da tre livelli diagnostici e prognostici. Ometto le indicazioni più tecniche, che potrebbero riguardare prevalentemente psicoterapeuti e ricercatori. (torna al testo)

9 Bruteau B., The Image of the VirginMother, in Plaskow J. e Romero J.A. (eds), Women and Religion, Scholars Press, Missoula, Montana 1974.(torna al testo)
       

Famiglia Oggi - Home Page
Periodici San Paolo - Home page
Famiglia Oggi n. 6 giugno/luglio 1997 - Home Page