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EDITORIALE

Le parole giuste per dirlo

La Direzione
   

   Famiglia Oggi n. 6/7 giugno-luglio 1999 - Home Page Sono molte le normative di sostegno ai disabili. Ma restano numerose le colpevoli carenze pubbliche supplite spesso da privati, volontari e associazioni familiari.

Tante volte si ricorre in modo confuso a parole come "handicap-handicappato" o "disabile-disabilità" per descrivere approssimativamente la realtà di alcune persone. Dire chi è il disabile è sempre difficile. Sappiamo, piuttosto, cosa non è: non è un diverso, ma è una persona che ha delle difficoltà; non è neppure un malato, ma uno che porta le conseguenze della malattia; non è qualcuno che deve essere descritto e caratterizzato solo da ciò che gli manca, ma, soprattutto, non deve essere solo un emarginato, anche se è questo il rischio maggiore che la sua condizione gli porta.

Egli parte, comunque, svantaggiato per cause estrinseche o intrinseche e ha bisogno di particolari attenzioni per crescere, sviluppare le sue capacità e vivere la vita come tutti. È importante riconoscere che le persone handicappate si differenziano tra loro più di tanti altri. Vi sono, infatti, handicap diversi per tipologia, gravità, prognosi, risonanza umana e sociale, e diversissime sono le necessità di interventi.

Le conseguenze del fatto di avere un handicap, nella quotidianità, sono sempre legate, in senso negativo o positivo, alle reazioni dell’ambiente e della società. Per questo, parlando di handicap è importante rendersi conto che non si tratta di una realtà univoca ma di un contesto assai complesso in quanto ricco di umanità e in grado, oltre che di ricevere, anche di dare.

Tuttavia, se l’handicappato con la sua testimonianza può insegnarci molto, è anche vero che noi, come società, dobbiamo d’altra parte permettergli di avere una vita che sia, per lui e la sua famiglia vivibile e dignitosa. Tutto questo dovrebbe venire dallo Stato attraverso i servizi previsti dalla normativa. Purtroppo, se sulla carta tutto appare perfettamente organizzato ed equilibrato, l’esperienza insegna che nella pratica non è così. Di conseguenza le molteplici e colpevoli carenze vengono supplite dai privati e in particolare dai volontari e dalle associazioni che da sempre si prodigano per far sì che cittadini meno fortunati degli altri possano ottenere ciò che dovrebbero avere di diritto.

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