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EDITORIALE

Oltre la solitudine

La Direzione
   

Famiglia Oggi n. 8-9 agosto/settembre 1997 - Home Page Se vissuta come segno di una realtÓ che tornerÓ a ricomporsi, la vedovanza trasmette al mondo un vivo e forte messaggio di speranza.

Fenomeno antico, la vedovanza ha assunto in questo nostro secolo una nuova dimensione, strettamente legata ai mutamenti demografici in atto. Si Ŕ fortemente ridotta l’incidenza della vedovanza giovanile, e, conseguentemente, dei secondi matrimoni dei vedovi e delle vedove, e ormai nella maggior parte dei casi vedovanza vuol dire solitudine dell’anziano. ╚ ricorrente, nel vissuto delle coppie che si inoltrano nella terza e nella quarta etÓ, il tema del "morire insieme" (le cronache registrano spesso casi, non troppo sorprendenti, di coniugi che muoiono a brevissima distanza l’uno dall’altro, per l’incapacitÓ psicologica di accettare una perdita che appare definitiva e irreparabile). Ma, ammesso che di fortuna si tratti, essa arride soltanto a pochi: nella maggior parte dei casi i coniugi rimasti vedovi e soprattutto le donne – pi¨ giovani all’etÓ del matrimonio e insieme pi¨ longeve – devono compiere da soli ancora un lungo tratto della vita.

Si apre a questo punto un bivio: prendere la strada della nostalgia, del rimpianto, talora del rancoroso ripiegarsi sul passato, oppure imboccare il pi¨ difficile e accidentato percorso di un’esistenza che continui ad essere dotata di senso, anche se non pi¨ ricca e intensa come quella di un tempo?

Per il bene delle persone e della societÓ stessa, occorre che chi vive in situazione di vedovanza sia incoraggiato a percorrere la seconda via, non la prima. L’aiuto dei familiari, la vicinanza della comunitÓ cristiana, una rete di amicizie sufficientemente vasta e articolata svolgono un ruolo fondamentale per rompere il cerchio di solitudine che rischia di gravare come una cappa di piombo sulla realtÓ della vedovanza. Nulla e nessuno potrÓ prendere il posto dell’assente; ma una profonda differenza intercorre tra una vedovanza intesa come vuoto e una intesa invece come "memoria" nel senso forte del termine, che Ŕ un ricordare ma anche un attualizzare e insieme un progettare il futuro. Il ricordo del passato, in questo modo, si illumina e si trasfigura e apre la strada a nuove forme di presenza e di impegno, sia pure quasi sempre nelle forme umili e schive della famiglia.

╚ proprio questo, quello della vita quotidiana, il banco di prova di una vita che, nella vedovanza, rischia di apparire povera e orfana e che pu˛ invece diventare ricca di significato attraverso le esperienze forti della dedizione, del servizio, della vicinanza ai poveri e agli emarginati. Perci˛ la vedovanza – soprattutto quella vissuta come "segno" di un mondo che Ŕ stato rudemente diviso dalla morte ma tornerÓ a ricomporsi – trasmette al mondo un vivo e forte messaggio di speranza.

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