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Incontri

Ricominciare ad amare la vita

L’esperienza di una donna fiduciosa

di Cristina Beffa
      

Famiglia Oggi n. 8-9 agosto/settembre 1997 - Home Page Rimasta sola per l’improvvisa morte del marito una psicoterapeuta svedese si è trasferita in Italia dove, con lui, aveva vissuto. Nella pace della campagna toscana è riuscita a superare il dolore. Ora ha scritto un libro per aiutare chi ha perso la persona amata ad affrontare il futuro partendo dall’amore verso gli altri.

La storia non è di quelle insolite, ma originale e insolito è il cammino intrapreso dalla vedova per superare il dolore della perdita. Attraverso tappe che vanno dall’incredulità alla depressione, dalla volontà di riprendersi allo shock della solitudine, dall’ascolto delle voci allo scrivere la propria esperienza per metterla a disposizione di altre persone provate dal lutto.

«Lo scrivere mi ha aiutato moltissimo ad accettare la morte di mio marito e a incorporare quell’evento nella mia vita rendendolo perciò reale». Carin Holmquist, svedese, era felicemente sposata, aveva avuto tre figlie, aveva viaggiato molto e vissuto con la famiglia in diversi Paesi fra cui l’Italia. È qui che ha voluto tornare dopo la morte improvvisa del marito, un uomo che era tutto per lei e al quale era legatissima.

Ora risiede a Firenze con le sue figlie, due delle quali hanno già un ottimo impiego. Dopo otto anni da quel tragico evento, la serenità, anzi la felicità, come dice lei, è tornata a esserle compagna, e immersa nel verde delle ville toscane vuole aiutare altre donne a comprendere che tutto quello che accade, anche se doloroso, possiede un significato più grande.

  • Ma quando le è scattata l’idea di aiutare gli altri?

«Solo dopo aver sperimentato il dolore molto forte mi sono accorta della sofferenza degli altri, li ho finalmente "visti". E ho incontrato Dio, ma in una forma completamente diversa da come lo avevo incontrato da piccola. Ora la religione è diventata per me una cosa più completa e credo anche nei segni che mio marito morto mi ha mandato».

  • Che tipo di aiuto vuole offrire?

«Io sono una psicoterapeuta e voglio aiutare i miei pazienti a tirare fuori le risorse, le energie, le possibilità che hanno dentro insegnando loro a vivere a un livello più alto le loro angosce. Le risposte vere sono quelle spirituali, quelle interiori, nessuno può illudersi. La strada da percorrere è difficile ma bisogna imparare a convivere con il lutto anche se non si dimentica mai la persona cara scomparsa e il modo in cui ci ha lasciati. Certo, ognuno ha una sua strada per superare il trauma, ma la fede apre gli occhi sulla vita propria e altrui».

  • Lei da chi è stata aiutata?

«Da mia sorella e da altre amiche. Tuttavia, ho dovuto percorrere da sola la faticosa via del ritorno alla vita. D’un tratto ho visto in città i senza tetto, gli alcolizzati, i rifiuti e i graffiti, tutte cose alle quali non avevo mai prestato attenzione. Tutto mi sembrava oscuro. Mi sono chiesta se avrei mai potuto uscire alla luce. Vi Copertina del libro: "Ricominciare ad amare la vita".sono riuscita ma a piccoli passi e contando sulle piccole cose di ogni giorno, soprattutto prendendo un contatto quotidiano con la natura. Ho capito che avrei dovuto aver cura della mia vita come gli agricoltori toscani avevano cura e amore per i loro vigneti. Ho perciò, ricominciato a salire la china. Ho anche imparato alcune tecniche di rilassamento e, quel che più conta, mi sono esercitata a pensare positivo e a fare azioni positive. Lentamente ma profondamente ho ammesso che non era colpa di nessuno se ero rimasta sola. Anzi, il fatto d’essere vedova mi dava – capisco che possa sembrare un assurdo – l’opportunità di crescere maggiormente come persona».

  • Quale altra via poteva seguire, in alternativa?

«Potevo chiudermi in me stessa, ma io ho preferito seguire l’esempio di san Francesco accettando le cose che non possono essere cambiate e cercando di cambiare quelle che vanno modificate. Questo significa essere saggi nell’affrontare la vita. La morte di mio marito ha portato la mia spiritualità dalla mente al cuore e così ho trovato una parte di me che assolutamente non conoscevo».

  • I suoi familiari la seguono in questo cammino?

«Sì, mia mamma, per esempio, ha paura di morire. La vado a trovare spesso per aiutarla a vedere la luce che l’attende. Questa è un’esperienza nuova e per certi aspetti bella perché per me la vita e la morte si richiamano l’un l’altra. Ogni giorno dobbiamo pensare alla morte. Le andiamo incontro mentre spendiamo i giorni della nostra vita. Mia mamma a volte piange, si addolora, ma poi mi dice: "Oggi è un altro giorno, cerchiamo la luce". Mi fa una tenerezza infinita».

  • Quali cambiamenti ha fatto dentro di sé?

«Ho incominciato a sentire l’energia della natura e a vedere il circolo della vita. Ogni anno si ripetono le stagioni in un modo incantevole e incredibile e ogni anno vedo la bellezza, la forza della natura, una forza che viene da sé senza che qualcuno la provochi. Ogni primavera per me è una scoperta e mi domando: come è possibile questo risveglio di alberi, piante e fiori? E penso che dovremmo tutti imparare dagli uccelli che non seminano ma vivono trovando nel creato il cibo per nutrirsi».

  • Spende molto tempo per se stessa?

«Mi sono di grande sostegno la meditazione e i ritiri. Prendo anche dai buddhisti i contenuti che sono per me convincenti, ma io resto occidentale e seguo la mia strada vivendo il presente senza rifugiarmi nel passato o avendo paura del futuro. Il presente per me è la vita, è adesso, è questo preciso momento. Non lo devo temere, anzi lo devo affrontare come se fosse luce». Le parole scritte dicono molto meno di quanto Carin non esprima con gli occhi, il gesto e il sorriso. È convinta che il ciclo della natura debba insegnare molto a tutti. Racconta dei suoi maestri, riconosce la forza della religione, anche se, quando entra l’istituzione – lascia intendere – le cose sembrano complicarsi.

Quando parliamo del suo libro, Ricomincia ad amare la vita (Giunti, lire 18.000), si anima ulteriormente. «Alla fine mi sono accorta d’averlo scritto soprattutto per me», dice compiaciuta.

  • Il libro è stato tradotto in varie lingue. Come è stato accolto nel suo Paese?

«Ha avuto un’ottima accoglienza ed è stato acquistato da tutte le biblioteche svedesi. È stato anche trasformato in videocassetta per non vedenti. Il successo del mio libro è per me una grande cosa. Sono convinta, infatti, che se aiuto anche una sola persona a sopravvivere al lutto, a vivere una vita più gioiosa, più consapevole potrò ritenermi soddisfatta. Vede, il sentiero del risveglio interiore è un metodo davvero eccellente. Ho constatato che funziona anche con coloro che si definiscono non credenti».

Cristina Beffa

Segue: Gianna è il nostro angelo custode
   
    

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