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SOMMARIO

   

      

   Famiglia Oggi n. 8-9 agosto/settembre 1998 - Home Page

UN ANTIDOTO CONTRO L’INDIVIDUALISMO
di Carla Bettinelli

Tra persone consacrate e famiglie, secondo l’autrice, l’attenzione potrebbe diventare maggiore con grande beneficio di tutti. Infatti, coniugati e vergini per il Regno, condotti dallo Spirito all’unione con Cristo, Sposo della Chiesa sposa, possono camminare insieme, nella storia, verso il Padre. Nell’empatia e nella reciprocità: per la propria maturazione umana e cristiana, che avrà senz’altro ricadute positive sulla società intera. Lo scambio dei doni all’interno del popolo di Dio è condizione indispensabile perché la comunità umana cresca nel rispetto di ogni persona, nella giustizia anche fra i popoli, nella solidarietà e nella pace fra le nazioni di tutti i continenti.
   

CON I PIEDI IMPOLVERATI
di Mariateresa Zattoni e Gilberto Gillini

Esistono consonanze e analogie tra le situazioni esistenziali dei consacrati e di chi mette su famiglia. Le due importanti modalità di spendere la propria vita al servizio della società sono cariche di risorse da valorizzare e disagi da superare. In certe comunità, familiari o religiose, sembra che il tempo si sia fermato: non c’è cambiamento, evoluzione, storia, vita. Sono le situazioni che spronano a non arrendersi per preparare un futuro alle nuove generazioni.
   

SUPERARE IL LINGUAGGIO CIFRATO
di Giordano Muraro

Fin dall’inizio si sono formate nella Chiesa due categorie di cristiani che con il tempo si sono allontanati tra loro: i consacrati e gli sposati. Dopo vari tentativi per creare un maggior dialogo tra questi due stati di vita, si è capito che la via per realizzarlo non passa attraverso l’eliminazione delle diversità ma attraverso la conoscenza di quello che la vita consacrata e la vita nel matrimonio realmente sono e la maggior consapevolezza del ruolo che svolgono per l’edificazione del Regno. Per raggiungere questo obiettivo è necessario farsi e volersi conoscere.
   

LE BEATITUDINI DEL DUEMILA
di Giuliana Martirani

L'autrice analizza le caratteristiche della famiglia che, nata da un sogno di tenerezza, è anche anticipatrice di una nuova civiltà per se stessi, il prossimo, la natura, i popoli. Nella famiglia il giovane con il suo sogno, la donna con il suo pensiero e la sua prospettiva differente, i bambini con la cultura dell’in-nocentia, gli anziani con la memoria, l’uomo con l’identità paterna del Dio presente sono anticipazione di un mondo futuro in cui utopia, differenza, in-nocentia, memoria e presenza diventano punti di svolta per costruire la famiglia umana. Purché queste caratteristiche siano vissute nello spirito dei consigli evangelici: povertà o autolimitazione; purezza della persona e della natura, obbedienza al Regno di pace voluto da Dio.
    

NUOVE FORME DI VITA CONIUGALE
di Giancarlo Rocca

Per molti secoli l’ideale della perfezione cristiana è stato visto nel celibato, con una certa disistima del matrimonio. Negli ultimi decenni sono sorte molte istituzioni a favore della famiglia. Alcune, alle origini, proponevano l’antico ideale dei tre voti religiosi; altre, anche sotto la spinta della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, si sono indirizzate decisamente verso la valorizzazione di una spiritualità propriamente coniugale. Questa evoluzione nella Chiesa corrisponde a quanto si è verificato nella società che esige che lo stato civile della persona (sposata-non sposata; con voti-senza voti) non influisca sulla professione da svolgere e anche nelle stesse opere di apostolato.

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