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EDITORIALE

La forza del radicalismo evangelico

La Direzione
   

   Famiglia Oggi n. 8-9 agosto/settembre 1998 - Home Page In un mondo che esalta il successo e che, a volte, ridicolizza la verginità, il sapiente scambio di esperienze esistenziali indica un ottimo itinerario di vita cristiana.

Alla luce dei mutamenti in atto nella famiglia contemporanea, religiose e religiosi non possono rimanere assenti dal grande impegno che attende la comunità cristiana. Certamente non basta "svendere" un lucido e profetico "radicalismo" evangelico, soprattutto in ordine alla povertà e alla castità, terreno privilegiato dell’incontro, ma anche dello scontro, fra Chiesa e "mondo". Occorre testimoniarlo con equilibrio e umiltà.

In una società tentata dal consumismo e all’interno della quale sembra non esservi posto per chi non abbia conseguito il successo, soprattutto economico, la vita religiosa attesta che vivere il cristianesimo e realizzarsi come persone nella pienezza dei valori umani è possibile anche con un uso moderato dei beni.

Di fronte a una cultura che sottovaluta verginità e castità, l’umile e silenziosa testimonianza della vita consacrata – quando sia autentica – dimostra che il dominio delle pulsioni non diminuisce la personalità dell’uomo e della donna e può, anzi, conferire maggiore apertura e più forte slancio. Sotto il profilo della castità, dunque, la vita religiosa può preparare al senso vero dell’intimità coniugale negli anni della giovinezza e in quelli della maturità della coppia, e ricondurre al suo ruolo naturale, importante ma non esclusivo né totalizzante, l’esercizio della sessualità.

Nella comunità cristiana vi è una misteriosa ma evidente "prossimità" fra vita religiosa e vita matrimoniale segnata dal sacramento: nella grande Chiesa si incontra la "piccola Chiesa" che è la famiglia, embrione che è pur sempre una comunità religiosa. L’una e l’altra hanno i loro momenti di relativa autonomia e di apparente separatezza. Alla fine, però, i due cammini si intrecciano e le persone si ritrovano. La vita religiosa sostiene e sorregge la vita familiare nella "compagnia" e nella vicinanza.

Le famiglie hanno bisogno di avvalersi del sostegno che proviene loro da una vita religiosa ricca e piena. Persistono, forse, delle difficoltà dovute alla diversa formazione ricevuta, ai diversi stili di vita, talora agli inconsci pregiudizi che persone consacrate e famiglie nutrono a vicenda. Ma le vie per superare le barriere sono molteplici.

Incontrarsi, pregare insieme, partecipare alla lectio divina sono stili che concorrono potentemente a integrare i religiosi, uomini e donne, nella vita di oggi. Nessuno deve dimenticare che il futuro della Chiesa passa attraverso la famiglia come saggiamente attesta l’esperienza quotidiana di coloro che sono fattivamente impegnati nella pastorale.

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