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MASS MEDIA & FAMIGLIA

Imparare a navigare evitando le insidie

di Stefano Bianchi ed Eleonora Tarantino
            

   Famiglia Oggi n. 8/9 agosto-settembre 1999 - Home Page In Italia l’uso di Internet non è ancora diffuso come dovrebbe. La rete si limita, per ora, a suscitare curiosità e, a volte, timore.

Negli Stati Uniti una persona su cinque naviga nel mare magnum di Internet (50 milioni di abbonati su 250 milioni di abitanti). In Europa, mentre nazioni come Inghilterra e Germania possono vantare un esercito sempre più nutrito di navigatori, in Francia, ma soprattutto in Italia – dove gli allacciamenti alla rete non raggiungono i 2.500.000 utenti, dei quali il 70% sono rappresentati da imprese e ditte individuali –, Internet è un neonato multimediale che a pochi mesi dal nuovo millennio suscita ancora parecchia curiosità, anziché svelare la sua principale dote: l’utilità.

Del resto, a noi italiani quest’immensa banca dati del cyberspazio, questo strumento dell’interscambio globale dell’informazione ci è piombato addosso un po’ all’improvviso, travestito da minaccioso Grande Fratello orwelliano. In famiglia, fino a non molto tempo fa, si preferiva battere sui tasti rétro di una macchina per scrivere Olivetti anziché digitare sulla tastiera di un computer, e volendo rintracciare un libro si preferiva raggiungere la biblioteca di quartiere che affidarsi al "clic" di un mouse.

Come viene considerato Internet dalle famiglie italiane? Un mondo ipertecnologico del sapere, oppure un limbo colmo d’insidie dentro cui relegare i cosiddetti «fruitori passivi dell’informazione»? Come lo si può utilizzare fra le mura domestiche?

Secondo Luciano Lombardi, redattore del mensile Internet News, genitori e figli potrebbero trarne beneficio una volta acquisita dimestichezza: «Un numero sempre più rilevante di padri e madri ci scrive per informarci che ha realizzato una pagina personale col contributo attivo e volonteroso dei figli: una vera e propria home-page famigliare, dove raccogliere i dati biografici e le fotografie includendo nonni, zii e cugini. In tal modo la famiglia partecipa collettivamente ad un gioco formativo che può svilupparsi nella creazione di altri siti attraverso i quali parlare degli hobby di ciascun componente. Se poi una parte di essa risiede all’estero, è possibile ad esempio trasmettere via computer l’immagine del figlio appena nato aggiornandola periodicamente per documentarne la crescita. Quindi, Internet può rivelarsi un mezzo di forte aggregazione, e per i figli si può concretizzare in un momento creativo migliore della Tv o della PlayStation».

Vi sono poi le incognite, i pericoli che possono nascondersi dietro a un sito all’apparenza inoffensivo. È cronaca recente la scoperta da parte dell’associazione "Telefono Arcobaleno" di un web dedicato ai Simpson che rappresentava i personaggi del cartone animato in atteggiamenti pornografici, senza alcun filtro né avvertimento preventivo. In presenza di casi come questo – purtroppo frequenti –, i genitori come devono comportarsi? Esiste un motore di ricerca in lingua inglese offerto alle famiglie, l’Altavista Family Filter (jump.altavista.com/cgi-bin/FF), attraverso il quale un gruppo di volontari visita quotidianamente migliaia di siti controllandone i contenuti ed eliminando automaticamente le pagine con riferimenti a droghe, alcol, tabacco, sesso esplicito, violenza e gioco d’azzardo. «Soluzioni come questa sono senz’altro utili», spiega Luciano Lombardi, «ma è altrettanto importante che i genitori assistano personalmente i loro figli durante le consultazioni via Internet». Lo psichiatra Paolo Crepet, docente presso la facoltà di Scienza delle Comunicazioni di Pavia, dice: «Coi miei studenti affronto spesso questo tema, dal quale emerge un’evidente organizzazione del solipsismo: il computer, cioè, riempie quel buco esperienziale che sovente caratterizza i pomeriggi e le serate degli adolescenti. Si parla poco, si sta poco insieme, e di conseguenza Internet diventa un surrogato della comunicazione. Ma se usato in maniera appropriata, incoraggiando la sinergia e la complicità fra genitori e figli, può trasformarsi in una gratificante oasi di divertimento che arricchisce e rinsalda il nucleo familiare».

«Il rischio che si corre è la mitizzazione del navigare di sito in sito», puntualizza il pediatra Marcello Bernardi. «Ci sono perfino bambini che trascorrono ore davanti al computer, uno strumento di informazione e comunicazione che sarebbe utilissimo se venisse usato con la testa; ma se per colpa della noncuranza dei genitori viene consegnato al figlio come fosse una baby sitter, allora si trasforma in una forma di fanatismo piena di rischi».

Le aspettative della famiglia

Cosa dobbiamo attenderci, allora, dall’Internet di domani? Nel cyberspazio dei navigatori viaggiano desideri, incognite, aspettative: la rete potrà essere finalmente sicura e facile da gestire? Sarà in grado di fornire tutta una serie di servizi socialmente utili? Nell’ambito della famiglia, in Italia, qualcosa si sta muovendo. È sufficiente ad esempio digitare http://www.genitori.it/Default.htm per accedere al web Genitori.it gestito dal Movimento italiano genitori, un’associazione diffusa sul territorio nazionale e composta da genitori che uniscono le loro forze per la difesa e la crescita dei figli, svolgendo fra le altre cose attività di "parenting" attraverso corsi di formazione per esercitare nel miglior modo possibile la loro mansione educativa. All’interno del sito: un osservatorio televisivo che segnala i programmi nocivi ai minori, un test anti-pedofilia, una ricca rassegna stampa, un’esauriente bibliografia e dettagliate guide per la famiglia.

L’Associazione italiana "Psicanalisi e famiglia", raggiungibile digitando http://www.team2000-al.com/aipef/index.html, è invece formata da un team di ricercatori che hanno individuato come settori d’indagine la psicanalisi del rapporto di coppia e del rapporto fra genitori e figli. Le finalità sono evidenziate in apertura del sito: «Aiutare le persone a impostare correttamente il rapporto con la famiglia e in particolare col genitore omologo, perché una reale emancipazione è possibile solo se l’individuo esprime il suo mondo emotivo ponendosi in rapporto, dialogando e collaborando con le persone per lui più significative: il partner, la famiglia d’origine, il contesto sociale».

Infine, Internet dovrà sempre più indirizzare i giovani nel mondo della scuola, dell’università e del lavoro. Il mensile Campus si sta occupando proprio di questo, come sottolinea il caporedattore Walter Gatti: «Il nostro compito è fornire strumenti agli studenti, in modo tale che Internet non sia un mezzo difficoltoso da approcciare, ma un veicolo di ricerca informativa per lo studio. I lettori ci chiedono dove poter seguire un determinato corso, come fare a specializzarsi in una determinata materia, mettersi in contatto con le università italiane e straniere, approcciare l’universo occupazionale.

La rete garantisce una risposta ad ogni quesito attraverso siti da consultare e approfondire che Campus segnala mensilmente. Internet non potrà che diventare il pane quotidiano della nostra esistenza: nel giro di pochi anni anche le famiglie italiane comprenderanno la sua grande importanza, dal momento che navigare equivarrà a parlare un linguaggio universale. Non dovrà più essere un argomento di discussione e di polemica, ma uno strumento di cui non si potrà fare a meno».

Stefano Bianchi ed Eleonora Tarantino
   

LIBERI DI GIOCARE

In occasione della Fiera del libro di Torino, il Premio Grinzane Cavour e il quotidiano Avvenire hanno presentato i risultati di un sondaggio dal titolo "A che gioco giochiamo?".

Il campione del Grinzane erano i giovani fra i 15 e i 19 anni, che hanno dimostrato come il gioco sia ancora una dimensione preponderante del loro tempo libero. Tempo inteso per l’89% dei casi come "libero dallo studio". Le attività preferite sono risultate per il 53% la frequentazione degli amici, seguito da televisione e sport. Alla lettura si dedica solo il 6% degli intervistati, mentre si scende allo 0,9% per il volontariato. Per quanto riguarda i giochi, i preferiti sono i videogiochi (54%), seguìti da carte (24%), cruciverba, flipper, giochi da tavola e calcetto, che si attestano tutti sul 17%. Il gioco è considerato semplicemente un passatempo (48%) da praticare preferibilmente con gli amici (73%). Nel tempo libero i giovani scelgono il ballo (27%), il collezionismo e i puzzle (19%), i parchi dei divertimenti (17%).

Tra i dati più interessanti emersi dal sondaggio analogo fra i lettori giovani di Avvenire vi è il fatto che per il 60% la domenica conservi ancora la sua caratteristica di giorno sacro, che il 40% sia d’accordo su un’eventuale abolizione del campionato di calcio la domenica e che il 74% giudichi negativamente l’atteggiamento della società nei confronti della festa.

Fulvia Degl’Innocenti

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