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SOMMARIO

      

   Famiglia Oggi n. 10 ottobre 1998 - Home Page

IL NOCCIOLO DELLA MUTAZIONE
di Lucetta Scaraffia

Il ’68 ha contribuito, dal punto di vista ideologico, a smantellare le strutture della famiglia tradizionale già aggredite dalle trasformazioni socioeconomiche. L’ingresso delle donne nel mondo della cultura e del lavoro e un più diffuso uso di anticoncezionali avevano minato il nucleo costitutivo della famiglia: la coppia eterosessuale unita da una complementarità diseguale. Ma la rivoluzione antiautoritaria ha svolto un ruolo centrale nel cambiare gli orientamenti di valore di ampi strati della popolazione.
   

LA RIVOLUZIONE RIMASTA A METÀ
di Donata Francescato

La rivoluzione sessuale del ’68 ha prodotto mutamenti rilevanti ma l’autrice si domanda se sia stata vera gloria, visto che non ha raggiunto gli ampi obiettivi che si proponeva. Il conseguente consumismo sfrenato, inoltre, ha impoverito eccessivamente le relazioni interpersonali. Tuttavia, i cambiamenti avvenuti nei campi del maschile e del femminile sono conquiste valide, da proseguire senza indugi.
   

L’UNIVERSITÀ SI È TRASFORMATA
di Mario Napoli

Il fatidico ’68, caratterizzato dalla contestazione studentesca nelle università, è ormai un anno mitico. Agli eventi di quell’anno si fanno risalire le principali innovazioni sociali, dal costume alla moda, dai rapporti familiari al protagonismo giovanile, alle lotte operaie. Forse è eccessivo far risalire le cause della trasformazione al movimento degli studenti. Ma non vi è dubbio che in quell’anno esplosero tensioni che toccarono la famiglia, i luoghi del lavoro, la Chiesa, la politica, cioè i principali mondi vitali. L’impatto toccò, tuttavia, prevalentemente l’università, che ne è uscita fortemente diversa.
   

L’INEDITA LIBERTÀ DI PAROLA
di Agostino Giovagnoli

Il fenomeno del sessantotto si diffonde mentre la Chiesa è impegnata nel rinnovamento postconciliare. La tensione sociale, tuttavia, accentua la polarizzazione interna fra "conservatori" e "progressisti", alimentando il dissenso. Si tratta di un effetto limitato, mentre emerge una profonda domanda di mutamento culturale ed esistenziale: maggiore attenzione ai poveri, agli ultimi, alla "liberazione" della parola da quei condizionamenti che le impediscono il nuovo rapporto con la Bibbia voluto dal Vaticano II.
   

COSTRUIRE SPONDE SOLIDE
di Daniela Scotto di Fasano

La grande novità del momento è che tutto è discutibile. In questo gli adolescenti, specialmente femmine, sono speciali. Vogliono decidere tutto: futuro, tempo, compagnie. E sperimentano l’insicurezza dei loro genitori, che, figli della contestazione, hanno combattuto l’autoritarismo degli adulti di allora, ma a loro volta oggi sperimentano la difficoltà di giungere al giusto equilibrio materno e paterno.
   

NELLA "FUCI" CON AMORE
di Lodovico Galleni

L'autore ripercorre le tappe della propria vita matrimoniale a partire dalla cerimonia del matrimonio, che, per scelta, non è stata immortalata dalle foto ricordo in chiesa, perché gli sposi, in quanto ministri del sacramento, non dovevano distrarsi da ciò che stavano facendo. Inoltre, affronta il tema della sfida posta dal doppio ruolo dei coniugi: il lavoro, come ruolo esterno, e la gestione della vita familiare quotidiana, come ruolo interno. Ambedue i genitori, in questo caso, si sono divisi il doppio impegno senza lasciare alla sola donna il peso della famiglia. Infine, chi scrive, fa qualche considerazione sul difficile problema del rapporto con i figli adolescenti che oggi esigono libertà, ma non sanno progettare un futuro.
    

L’USO INCAUTO DELLE PAROLE
di Claudio Marazzini

Il linguaggio delle assemblee sessantottine ha creato un proprio codice all’insegna della nettezza, della contrarietà, dell’antiretorica piena di elementi marxisti. Essere "contro" era un ovvio obbligo del rivoluzionario rispetto al conservatore, del giovane contro il vecchio, del padre di fronte al figlio. L’aggressività e il turpiloquio erano caratteristiche simboliche e liberatorie. Da quel periodo, l’oggi ha ereditato un pesante stile che investe soprattutto la lingua dei politici che hanno perso ogni reverenzialità verso la logica più elementare. Per non sottostare a conseguenze negative, specialmente nell’ambito delle promesse e delle minacce, converrebbe recuperare presto uno stile linguistico elevato, forse sofisticato ma corretto.   

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