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EDITORIALE

Le conquiste del sessantotto

La Direzione
   

   Famiglia Oggi n. 10 ottobre 1998 - Home Page Famiglia, scuola, lavoro, religione, politica. Tutti i settori della vita civile e sociale sono stati scossi dalla contestazione giovanile. E non tutto era, nÚ Ŕ, da buttare.

A trent’anni dal ’68 sono numerose le riflessioni suggerite dal radicale cambiamento sociale, politico, culturale provocato dalla rivoluzione giovanile che da Parigi ha invaso altre nazioni europee. Le svolte sono state rilevanti e alcune davvero positive. Noi ci siamo addentrati nel mondo familiare per rilevare ancora una volta le conquiste raggiunte.

Come sono i genitori sessantottini? Che figli erano allora, che genitori sono adesso coloro che dietro le barricate avevano vent’anni o poco pi¨, e che oggi, a loro volta, hanno figli adolescenti? L’analisi Ŕ affascinante, chi pu˛ negarlo?

Allora protestavano contro l’autoritarismo dei loro genitori, oggi sono messi spalle al muro da figli che esigono maggiore presenza, pi¨ interessamento, vera autorevolezza, ma avocano a sÚ in tutto e per tutto ogni decisione che li riguardi: futuro, compagnie, amicizie, impegni, tempo libero, anche se poi si dimostrano incapaci di progettare il proprio domani da adulti. Come superare la confusione e come giungere all’equilibrio necessario che la responsabilitÓ genitoriale comporta?

La ponderata analisi proposta Ŕ volutamente lontana dall’accademismo e dalle letture esclusivamente sociologiche per rintracciare con luciditÓ che cosa realmente sia cambiato e quale sia l’ereditÓ lasciataci, anche sul piano linguistico, da quel periodo storico che ha messo sotto torchio gli affetti, la religione, la politica, la cultura, la vita.

Le nuove frontiere del femminismo, la liberalizzazione dell’accesso universitario, il superamento del tab¨ sessuale, la partecipazione scolastica, il fermento del dopo Concilio sono i fatti della contestazione che conservano, ancora oggi, una validitÓ facilmente riconoscibile. Ciascun evento ha prodotto conquiste sociali e culturali che hanno aperto la breccia verso il meglio con ripercussioni che si sono protratte nel tempo.

L’ambiente familiare, scosso alle radici, ha dato maggiore spazio alle giovani generazioni. I credenti di ogni credo hanno prestato maggiore attenzione ai poveri. Gli ambiti ecclesiali e sociali hanno ottenuto libertÓ di parola. Il volontariato ha trovato nuove espressioni e nuovi impegni. Tutto questo non Ŕ stato una piccola conquista.

Ma un interrogativo ci provoca: che ne Ŕ di quel fermento di giustizia e uguaglianza che rendeva entusiasti i giovani dei decenni passati? Forse Ŕ eccessivo attribuire al movimento studentesco il radicale cambiamento derivato dalla contestazione giovanile ma non vi Ŕ dubbio che, partendo dall’universitÓ, vennero passate al setaccio tutte le istituzioni: famiglia, scuola, mondo del lavoro, Chiesa, politica.

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