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La formazione del mediatore familiare

Competenza o nuova professione?

di Costanza Marzotto
(docente di Metodologia del servizio sociale al Diploma universitario in servizio sociale, Università Cattolica, Milano)

    

Famiglia Oggi n. 11 novembre 1997 - Home Page

Le doti richieste

Nei diversi Paesi europei le parole che vengono utilizzate per indicare questo secondo certificato sono le più diverse, ma quello che si vuole sostenere è che l’acquisizione di una competenza personale e professionale è possibile solo dopo che si è potuto dare conto a un altro della propria pratica. Con questi due riconoscimenti gli operatori potranno iscriversi alle associazioni di mediatori come la Simef, di cui si è parlato sopra, o l’Aims, l’Associazione internazionale dei mediatori sistemici (2) .Ma un mediatore che si rispetti non si fermerà qui: è previsto che nella propria storia professionale prosegua con un aggiornamento permanente, in quanto le trasformazioni sociali della famiglia sono sotto gli occhi di tutti, e la vigilanza verso la propria posizione personale, affinché si mantenga equidistante dai due partners, deve essere mantenuta costante.

Per accedere ai corsi di formazione istituiti dai vari centri viene fatta una selezione in cui vengono prese in considerazione le motivazioni alla scelta e alcune doti personali: nella nostra esperienza le aree che abbiamo valutato con maggiore attenzione, e che sono risultate positive e facilitanti l’apprendimento e la pratica, sono state: la fantasia, l’ironia, la dimestichezza con il lavoro in gruppo, e un pizzico d’incoscienza.

Un buon mediatore familiare dovrebbe aggiungere alla propria competenza professionale, nel campo del lavoro socio-clinico con le famiglie, la specializzazione in mediazione familiare, arricchendola di ottimismo, di elasticità e di tolleranza per le diversità altrui. Una solida esperienza precedente nel campo del lavoro con i gruppi e nei gruppi facilita la formazione del mediatore, che è capace di sopportare più facilmente, senza sensi di colpa, posizioni tra loro radicalmente opposte e spesso molto divergenti con i propri valori personali di riferimento. Un mediatore è un comunicatore molto abile che sa usare il processo e il contenuto dello scambio per favorire un’interazione costruttiva tra le parti. Anche in acque torbide dovrebbe utilizzare tutte le risorse per permettere alle parti di passare dal desiderio di vendetta e di aggressione allo scambio verbale.

Non è compito del mediatore né manipolare i soggetti, né ridurre il conflitto, ma facilitarne la gestione nel qui e ora, individuando delle regole, delle procedure per il futuro. Dipanare i fili della matassa che lega il vincolo coniugale con quello genitoriale, in modo da portare in salvo il secondo, è un’impresa non da poco.

Se il compito principale del mediatore è quello di creare un clima di fiducia in cui le persone cambiano radicalmente l’atteggiamento verso la soluzione del problema e si sentono coinvolte e valorizzate per le loro competenze, altrettanto avviene nella formazione, dove i partecipanti – fin dall’inizio – sono risorsa fondamentale per il percorso formativo e con molta generosità condividono con i colleghi doni e regali. Lo scambio esperienziale, bibliografico, legislativo, pubblicitario, eccetera è ricorrente nelle giornate di formazione, e la solidarietà tra i membri del gruppo sostiene in quell’andamento militante e di riflusso che investe alternativamente i partecipanti.

È certo comunque che l’offerta di formazione e di prestazioni in questo campo supera attualmente la domanda, per cui molti intraprendono questo percorso qualificante la propria professionalità, ma per un certo periodo non riescono a mettere in pratica quanto hanno appreso.

Assistiamo in Italia – forse per la prima volta nella storia dei servizi – a un fenomeno particolare in cui gli operatori psicosociali e gli organizzatori di servizi hanno anticipato la formulazione della richiesta esplicita da parte delle coppie in crisi. Possiamo dire che coloro che nei consultori fa miliari incontrano le famiglie in difficoltà hanno individuato una domanda di aiuto ancora non espressa e hanno cominciato a richiedere una preparazione specialistica per accompagnare le famiglie nella crisi di passaggio da gruppo familiare mononucleare a gruppo binucleare. Con molto realismo è stata fatta una proiezione sul fabbisogno che le famiglie potranno avere negli anni prossimi venturi; è stata approntata una risorsa per prevenire difficoltà affettive e relazionali in aumento, sia nei figli che nei genitori. Al contrario di ciò che avviene solitamente, vale a dire che i servizi sorgono per far fronte a bisogni sociali largamente affermati, registriamo qui unanticipazione del bisogno. Bottega e attrezzi sono pronti, adesso si tratta di informare i clienti dell’esistenza e dell’utilità di questa risorsa che diversi operatori professionali dell’area psicosociale mettono a disposizione, integrando la loro competenza di base. Infatti un percorso formativo prende sempre in considerazione sia gli aspetti del lavoro diretto con le coppie, sia gli aspetti organizzativi per allestire questa risorsa all’interno dei servizi già esistenti nelle diverse realtà territoriali del nostro Paese.

Costanza Marzotto
   

NOTE

1 Costituito a Marsiglia nel febbraio del 1997 il Forum europeo, con sede legale a Lione, ha come presidente del Comitato direttivo Marie Claude Talin dell’Università della Provenza. Punto di riferimento in Italia è Isabella Buzzi, C.so Sempione 8-20154 Milano. Tel. e fax 02/34.25.02. La prossima assemblea è fissata a Lione, in Francia, in occasione del Colloque International del 5 e 6 giugno 1998 dal titolo "La mediazione familiare: molteplici partners per un progetto comune". I promotori sono: l’Università Cattolica di Milano (Centro studi e ricerche sulla famiglia); l’Università Cattolica di Lione (Institut des Sciences de la Famille); l’Università di Aix in Provenza e Marsiglia (Centre de Formation Continue). Per avere il programma dettagliato rivolgersi a: Transit Communications, 29 rue Edouard Herriot, F-69002 Lyon Francia, tel. 0033-4-78.27.88.44 / fax 0033-4-78.28.68.63. (torna al testo)

2 Il referente per l’Associazione internazionale mediatori sistemici in Italia è Pasquale Busso, C.so Francia 98-10143 Torino, tel. 011/77.67.831. (torna al testo)

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