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SOMMARIO

   

      

Famiglia Oggi n. 11 novembre 1997 - Home Page

IL MEDIATORE FAMILIARE
di Suzanne Haller

Con l’aumento del fenomeno delle separazioni e dei divorzi nasce la necessità di affrontare tali circostanze in modo nuovo e meno traumatico sia per i coniugi che si lasciano, sia per i loro figli. La figura del mediatore familiare è una nuova figura professionale, nata proprio dalla necessità di fornire un sostegno alle coppie che vivono la separazione aiutandole a trovare delle soluzioni per la riorganizzazione dei legami familiari, la custodia dei figli e le questioni di ordine economico e fiscale. Il mediatore si distingue dall’avvocato o dal terapeuta familiare, con un’identità propria, competenze e strumenti particolari per mediare i conflitti nell’auspicio di un accordo consensuale tra i coniugi.
    

COMPETENZA O NUOVA PROFESSIONE?
di Costanza Marzotto

In attesa che anche in Italia sia regolamentata la legislazione sulla mediazione familiare, numerosi centri di formazione si dedicano alla preparazione di operatori psicosociali per attrezzarli al lavoro con le coppie divise affinché siano coinvolte responsabilmente nella riorganizzazione dopo il divorzio. In sintonia con le organizzazioni di mediatori familiari europee, americane e canadesi, vengono trasmesse abilità e competenze per favorire la negoziazione in situazioni altamente conflittuali, rischiose per minori e adulti coinvolti. Il Centro studi e ricerche sulla famiglia dell’Università Cattolica di Milano propone un modello di mediazione intesa come un’esperienza transizionale dal rilevante contenuto simbolico. I contenuti della formazione sono affrontati nella triplice prospettiva pratica, teorica, etica.
    

GARANTIRE L’AFFETTO DEI GENITORI
di Isabella Buzzi

In questo contributo l’autrice esamina il punto di vista dei minori nella mediazione, considerando soprattutto lo spinoso e controverso argomento del ruolo attivo dei figli nelle sedute di mediazione familiare in casi di separazione e divorzio. Non tralascia, tuttavia, di considerare anche altri ambiti in cui la mediazione può essere di notevole utilità ai minori: la mediazione tra adolescenti e genitori, la mediazione scolastica e la mediazione penale.
    

LA STORIA DELLA MEDIAZIONE
di Anna Del Bel Belluz

Da sempre l’uomo ha cercato di gestire le divergenze di carattere civile e familiare. Un tempo le questioni venivano risolte dinanzi al capofamiglia o al leader della comunità di appartenenza. Le trasformazioni sociali e culturali, che nel corso degli anni si sono verificate, hanno portato all’istituzione di vere strutture di conciliazione. In Canada, negli Usa, ma anche in Francia e nel Regno Unito, la mediazione familiare si è già qualificata come strumento originale per tutelare i minori e per offrire agli adulti, che stanno facendo l’esperienza della separazione, la possibilità di superare il senso di impotenza e di fallimento determinati dal conflitto.
    

L’IMPEGNO DEI CONSULTORI PRIVATI
di Camillo Ronchetti

Nei consultori privati la mediazione familiare si va strutturando come un processo di consulenza basato sul binomio educazione-libertà. Per aiutare la coppia a gestire relazioni complesse, importanti e vitali come quelle familiari, è necessaria un’azione "da sistema a sistema", con un’équipe in cui i professionisti apportino almeno tre ambiti di competenza: tecnica, consultoriale e familiare. Pur con un modello non univoco i consultori di ispirazione cristiana stanno diventando sempre più agenzie "consapevolmente" educative.
    

CONSULENZA TECNICA D’UFFICIO
di Luca Pappalardo

La mediazione familiare non può essere utilizzata in tutte le situazioni di conflitto coniugale. Un suo uso indiscriminato comporta, da una parte, il rischio di adattare forzatamente lo strumento alle vicende familiari che non possono beneficiarne (invece che di coglierne i limiti e le risorse specifiche, trovando poi la risposta più idonea); dall’altro, l’eventualità di bruciarne, a causa delle aspettative eccessive, la portata culturale e operativa di cambiamento nella separazione, nel divorzio e nell’affidamento dei minori. La consulenza tecnica d’ufficio di orientamento sistemico-relazionale costituisce una valida alternativa di intervento nei "conflitti non mediabili".
         

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