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EDITORIALE

Fare da filtro tra famiglia e legge

La Direzione
   

Famiglia Oggi n. 11 novembre 1997 - Home Page Il mediatore copre lo spazio intermedio fra la crisi e la definizione della stessa. Neutrale a ogni conflitto, ha il compito di tutelare la parte più debole: i figli.

Separazione e divorzio. Due eventi sempre più frequenti nella vita coniugale di oggi. Tribunale, carte bollate, famiglie in lotta, vendette, voglia di vincere sull’altro. Questo lo scenario classico, a volte peggiorato da accuse infamanti a carico di uno dei coniugi perché l’altro possa ottenere l’affidamento dei figli e quindi la casa coniugale. Altre volte, invece, viene fatto il taglio netto a una storia di affetti, di responsabilità, di riti consolidati che si avvia all’epilogo.

Questo il dramma estenuante che vivono persone un tempo legate dall’amore e dalla vita in comune. Protagonisti i due coniugi e i figli, questi ultimi nel ruolo di comparse. Sono infatti i genitori, o uno dei due, a prendere l’iniziativa di sciogliere il vincolo e di affidare agli avvocati di fiducia le macerie umane per riprendere il corso dell’esistenza. Delegare ad altri (avvocati e giudici) la ricomposizione dei pezzi della propria vita e di quella dei figli è inevitabile per perfezionare nella legalità la nuova situazione. Questa delega provoca fatalmente l’utilizzo di tutte le ombre, le manchevolezze, gli scheletri nell’armadio della storia coniugale per ottenere quello che il proprio "cliente" chiede e vuole ottenere a ogni costo.

Il costo maggiore, si dice ed è vero, pesa sui figli che perdono le sicurezze della famiglia, dell’affetto comune dei genitori e vivono lo strappo lacerante anche con sensi di colpa, quasi fossero la causa della tempesta che si è abbattuta sulla loro casa.

Perché non riappropriarsi della gestione della propria vita e di quella dei figli? Protagonisti nel distruggerla ma anche nel ricostruirla? Questo si può fare se c’è la volontà di rivolgersi a un mediatore familiare. Non un arbitro, non un avvocato che deve sostenere la sua parte ma un ruolo diverso, una terza persona rispetto ai litiganti, che, prendendosi carico delle sofferenze dei genitori e dei figli, li conduca a una negoziazione dei conflitti, a un riassetto dell’esistenza senza cercare il responsabile del fallimento. Il mediatore è una figura recente nella nostra società, poco conosciuta ai più. Deve fare da filtro fra la famiglia che si sfascia e la legge. Deve aiutare le parti in crisi a ritornare attori nel decidere gli aspetti economici che vanno definiti per non inquinare gli altri rapporti ben più importanti. Decidere l’affidamento più adatto alla crescita dei figli in modo da arrivare con un programma definito dall’avvocato e poi dal giudice.

Il mediatore copre, quindi, uno spazio intermedio fra la crisi e la definizione della stessa in cui, neutrale a ogni conflitto, ha il compito di tutelare la dimensione genitoriale delle parti che non può dissolversi nella separazione. Se c’è un sostegno che il mediatore non deve dimenticare è quello dei più deboli, dei figli, appunto.

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