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EDITORIALE

Codici familiari omertosi

La Direzione
   

   Famiglia Oggi n. 11 novembre 1998 - Home Page Malattia, droga, handicap, abuso di alcol. Sono molti i fatti che una famiglia nasconde non solo agli estranei. Per non parlare dei silenzi criminali della famiglia mafiosa.

Nei confronti dei silenzi e delle parole da usare in famiglia e fuori si scoprono anche prospettive di valorizzazione sia sul fronte del tacere che su quello del parlare. Avere misura nel dire e nel non dire Ŕ sicuramente una saggezza da conquistare, mai data fin dall’inizio, ma gradatamente imparata, assunta e assorbita. Grazie all’esperienza del vivere quotidiano le persone comprendono che non tutto quello che succede Ŕ da verbalizzare, ma nemmeno tutto da tacere.

Quando alla base di queste scelte vi Ŕ la cattiva volontÓ di nascondere completamente o parzialmente la veritÓ, oppure un atteggiamento ingannevole di tutta la vita, allora Ŕ necessario comprendere che anche all’interno di un nucleo familiare si annida un pericoloso tarlo: quello dell’omertÓ. Tenere segrete notizie che riguardano i litigi fra genitori e figli o all’interno della stessa coppia coniugale, la malattia, la morte, la tossicodipendenza, l’alcoldipendenza, le piccole violenze o le malintese schiavit¨ potrebbe ingenerare chiusure dannose, e forse patologiche, che presentano come unico e possibile approdo l’isolamento.

Certe tenebrose solitudini, certi danni infantili, che si ripercuotono negativamente sullo sviluppo armonico della personalitÓ, hanno avuto il loro innesto naturale nelle difficili situazioni familiari spesso incolpevoli, mai elaborate e superate, vuoi per incapacitÓ dei singoli, vuoi per l’impossibilitÓ di sviluppare strategie salubri e sananti.

Non Ŕ certamente facile individuare i nodi relazionali e le dinamiche che ostacolano la serenitÓ della vita quotidiana. Esse sono a volte incentrate su piccoli fatti che diventano enormi e insormontabili quando non vengono chiariti con parole calibrate nÚ affrontati con il desiderio di andare oltre.

L’analisi che proponiamo prende soprattutto in esame la cosiddetta "famiglia normale", dove non ci si aspetterebbero gravi situazioni omertose, anche se ve ne sono, ma dove manca la consapevolezza che alcuni intoppi andrebbero analizzati.

Denunciamo, per˛, anche le dinamiche su cui poggia la famiglia omertosa per eccellenza, quella mafiosa, costruita secolarmente sull’adempimento di codici criminali che, se trascurati o contraddetti, portano a morte violenta.

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