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LIBRI & RIVISTE
    

   Famiglia Oggi n. 12 dicembre 1999 - Home Page Costanza Marzotto, Riccardo Telleschi (a cura di)
Comporre il conflitto genitoriale. La mediazione familiare: metodo e strumenti
Ed. Unicopli, Milano 1999, pp. 267, L. 34.000

Le potenzialità della mediazione familiare, mirata a recuperare e mantenere una genitorialità condivisa, sono state evidenziate dagli autori del libro, studiosi e professionisti appartenenti alle diverse discipline a cui la mediazione fa riferimento: il diritto, la sociologia, la psicologia, il servizio sociale.

Si tratta di una pluralità di visioni e di esperienze in grado di arricchire la mediazione stessa di senso e significato e da un profondo interesse per il suoCopertina de: Comporre il conflitto genitoriale. La mediazione familiare: metodo e strumenti. sviluppo operativo. Di particolare rilevanza appaiono i contributi dei giuristi, che, in un’ottica di integrazione e apprezzamento delle diverse figure professionali, mostrano un’apertura del mondo legale alla cura degli aspetti emotivi scatenati dal processo di separazione e divorzio. Interessante è anche il punto di vista di operatori e psicoterapeuti, le cui riflessioni in una prospettiva clinica completano il complesso ma ben integrato quadro degli aspetti socio-culturali del problema. Nella seconda parte del testo viene presentata un’ampia descrizione dei differenti modelli teorico-tecnici ed esperienze sul campo di alcune delle principali associazioni che hanno promosso lo sviluppo della mediazione familiare in Italia e in Europa.

Una peculiarità del volume è inoltre costituita dalla varietà di strumenti operativi, schede e griglie, utili nel lavoro quotidiano del mediatore. Composto di materiali di lavoro e di ricerca tra loro diversi, alcuni di tipo scientifico-culturale, altri di tipo colloquiale-discorsivo, il libro non si rivolge solo agli addetti ai lavori, ma è anche una preziosa occasione di informazione e approfondimento per i genitori, attori in prima persona di una transizione critica della vita familiare.

Lidia Porri

     
Giorgio Tonolo
Adolescenza e identità
Il Mulino, Bologna 1999, pp. 333, L. 36.000

Il lavoro che il Cospes (Centri orientamento scolastico professionale e sociale dei salesiani, maschili e femminili) congeda tramite "il Mulino" è un’opera a più voci, frutto di una lunghissima ricerca, che quasi tutti i Cospes italiani hanno eseguito negli anni ’90 con l’intento di fare il punto sugli adolescenti del 2000. Per comodità di lettura è stato steso da Giorgio Tonolo, direttore del Centro Cospes di Pordenone, già autore di altre opere relative al tema dell’adolescenza, accanto al quale figurano nomi altrettanto noti della ricerca Cospes.

Copertina de: Adolescenza e identità.Il volume ha un duplice pregio, quello di dare veste teorica a una marea di nozioni che non avrebbero potuto essere raccolte da una sola persona, e quello del linguaggio aggraziato e coerente che permette una lettura piacevole e piana. Secondo l’ideologia Cospes viene passato al setaccio il mondo dell’adolescenza come appare oggi alle famiglie, alla società, alla scuola, alla Chiesa. La ricerca non si limita a studiare solo il vissuto degli adolescenti, ma raccoglie anche ciò che di essi pensano i genitori, gli insegnanti, gli educatori. Viene applicato per la prima volta un approccio sistemico a temi tipici del mondo giovanile, ripartito nell’arco dei 15-25 anni con proporzioni statistiche incentrate sulla realtà italiana dei ragazzi di ambo i sessi, e i risultati vengono collegati alla risonanza che, di tale realtà, riportano gli adulti.

In dieci agili capitoli viene ricostruito il modo di vivere, di pensare, di comportarsi, di percepirsi e di progettarsi nel futuro dei ragazzi che si inoltrano nel 2000. Emergono fatti che segnano tutto l’arco della trasformazione: il bisogno di rassicurazione, le ansie del "non essere ancora", le goffe espressioni di atteggiamenti nuovi, le paure nascoste e il bisogno di relazioni affettuose e rispettose.

Umberto Fontana

    
Asha Phillips
I no che aiutano a crescere
Ed. Feltrinelli, Milano 1999, pp. 187, L. 20.000

A prima vista potrebbe sembrare un libro di ricette su come e quando è opportuno che i genitori dicano no ai bambini. In realtà è un invito a riflettere sui motivi e sulle conseguenze del dire no. Dietro a ogni divieto c’è un complesso orizzonte di significati, emozioni, bisogni, storie familiari passate e attuali, progetti per il futuro. Si restituisce, in tal modo, agli aspetti disciplinatori dell’educazione un valore propositivo e costruttivo.

L’autrice, psicoterapeuta infantile, espone con chiarezza temi di grande spessore concettuale e tradizione culturale e scientifica, come quello dell’individuazione,Copertina de: I no che aiutano a crescere. dell’accesso ai limiti, dell’equilibrio tra normatività e accoglimento. I capitoli del volume, che trattano temi concreti (le norme relative al sonno, all’alimentazione, all’aggressività, alla scuola, al rapporto tra fratelli), sono raggruppati per fasce di età: dalla nascita ai due anni, dai due ai cinque anni, gli anni della scuola primaria fino all’adolescenza.

Filo conduttore è il valore educativo e formativo della norma genitoriale per lo sviluppo psico-affettivo del bambino; il no, in qualità di baluardo contro la violazione della norma, è il necessario corollario dei , nonché "motore" dell’individuazione: istituisce dei confini esterni e fa comprendere i propri limiti, insegna a controllare l’impulsività, a sopportare l’ansia dell’attesa e a tollerare le avversità. Certamente, i no devono essere commisurati alle capacità e ai bisogni del piccolo, e l’autrice si interroga costantemente sui divieti, per così dire, "evolutivi" e su quelli al contrario dettati soltanto dalla rigidità e dai bisogni dell’adulto. In questa accezione, il no è potenzialmente un’occasione per capire meglio noi stessi come genitori, per offrire al piccolo uno strumento di crescita, per favorire un equilibrio tra esigenze degli adulti e dei bambini.

Gabriella Gilli

    
Aldo Morrone
L’altra faccia di Gaia. Salute, migrazione e ambiente tra Nord e Sud del pianeta
Armando Editore, Roma 1999, pp. 334, L. 26.000

"Gaia" è la Terra considerata come macro-organismo vivente, dotata di energia propria, di difese immunitarie e di risorse generative; fu lo studioso Lovelock nel 1972 ad avanzare l’ipotesi secondo cui «la Terra è come uno straordinario processo biologico in cui gli organismi si sono potuti evolvere sino a poter influire sulla regolazione dell’intero pianeta».

Copertina de: L’altra faccia di Gaia. Salute, migrazione e ambiente tra Nord e Sud del pianeta.La nostra Terra, "Gaia" ne è il nome antico greco, ha sopportato vari e spaventosi assalti, ha subito mutazioni, conosciuto estinzioni di specie viventi, ha rischiato la definitiva distruzione, però, a distanza di milioni di anni dal suo inizio, è ancora un soggetto forte e unico nel sistema in cui è collocata.

L’altro volto di Gaia è quello della parte più sofferente dei suoi abitanti umani. Problemi di sottosviluppo, di carestie e di fame, di ingiustizie politiche ed economiche, di gravi contraddizioni, di progresso per taluni e di sfruttamento per altri, di inquinamento ambientale e culturale, insieme ai vasti processi di trasformazioni sociali e produttive. Insomma, la nostra Terra, con i colori delle varie razze e le mescolanze etniche e culturali in atto: più che un ritratto, un intelligente e utile "racconto" del volto di Gaia come ci è rinviato da tanti documenti ufficiali, ma anche testimonianze di vita.

L’autore, medico a Roma, da vari anni è impegnato nello studio e nella cura di immigrati in situazioni difficili, clandestini e irregolari. Non traccia un sommario di problemi, ma una guida completa di approccio e di lettura alle cronache di ogni giorno e alle scelte strategiche dei potenti della Terra. Potrebbe essere anche una ricca antologia per le scuole, utile per spiegare le ragioni dei sempre più pressanti flussi migratori.

Rosangela Vegetti

    
Edoardo Giusti, Claudio Manucci
Figli unici. Psicologia dei vantaggi e dei limiti
Armando Editore, Roma 1999, pp. 208, L. 28.000

Questo libro si propone di analizzare le caratteristiche psicologiche del figlio unico, attraversando i luoghi comuni e cercando di descrivere i possibili rischi cui va incontro nel suo percorso evolutivo. Attraverso un campione di 75 intervistati, di età tra i 18 e i 42 anni, e attraverso l’osservatorio privilegiato degli stessi autori, entrambi figli unici e psicologi, si arriva ad osservare come un’infanzia senza fratelli abbia delineato per tutti una specificità non peggiore degli altri, né migliore, ma differente. I figli unici non sono tutti uguali, ma c’è uno spettro di caratteristiche ricorrenti che fanno sembrare più simili due figli unici che due fratelli.Copertina de: Figli unici. Psicologia dei vantaggi e dei limiti.

Non c’è una "malattia figlio unico", anche se molti anni fa psicologi e pedagogisti hanno provato ad ipotizzarla. La personalità narcisistica, di frequente attribuita ai figli unici, può essere peculiare solo per alcuni tratti, mentre la dipendenza dall’ambiente familiare, e dalla madre in particolare, ricorre in molte storie cliniche. L’assenza di fratelli fa indugiare nell’area materna dove la simbiosi madre-figlio viene favorita da quelle donne che devono controllare le proprie ansie abbandoniche, trattenendo il figlio presso di sé quale ansiolitico.

L’impatto del figlio unico nel contesto sociale è, spesso, negativo. Egli non suscita particolari simpatie, in parte perché le sue caratteristiche psichiche, se sfuggono al controllo, respingono gli altri anziché attrarli, in parte perché alcuni vedono in lui un privilegiato che ha goduto di ciò che loro non hanno mai avuto: l’esclusività dell’amore genitoriale. È facile, poi, ritrovarsi per le difficoltà, per la somiglianza degli avvenimenti e per le soluzioni trovate, nelle brevi storie dei protagonisti.

Franca Pansini

    
AA.VV. G. Paola Di Nicola, Attilio Danese (a cura di)
Il maschile a due voci. Il padre, il figlio, l’amico, lo sposo, il prete
Ed. P. Manni, Manduria 1999, pp. 175, L. 24.000

Questo denso volume di saggi (che rielabora i materiali di un incontro di studio svoltosi in Puglia) è una riflessione a più voci sul "maschile", ma anche, inevitabilmente, sul "femminile" con la guida di qualificati esperti di queste tematiche, a partire dai due curatori del volume e da noti studiosi come Carlo Rocchetta, Carla Ricci, Marisa Forcino, Francesco Bellino e altri. Poiché solo con la messa in discussione e la ricerca del reale significato dell’"essere uomo" si può rispondere alle questioni sulla donna (e viceversa), il testo ha il pregio di Copertina de: Il maschile a due voci. Il padre, il figlio, l’amico, lo sposo, il prete.aprire, in tal senso, un confronto che non vuole essere un atto d’accusa, ma un momento di confronto costruttivo delle due identità.

Nella prima parte vengono analizzati i Miti e simboli della maschilità, con particolare attenzione alla tradizione greca; seguono alcuni contributi su Il maschile nelle religioni mediterranee, mentre la terza parte è dedicata alle Figure del maschile: l’amico, il figlio, lo sposo, il prete.

Di particolare interesse le riflessioni di Carlo Rocchetta sul significato della corporeità e di Alessandro Bosi sulla relazione uomo-donna. L’ultima parte del volume è dedicata alla figura del padre, inquadrata, e per certi aspetti recuperata, a partire dal dibattito che con la psicanalisi si è aperto sul ruolo paterno, sulle sue positività, ma anche sulle sue possibili degenerazioni.

In un momento in cui il dibattito sulla "questione femminile" dà evidenti segnali di stanchezza, è merito di questo volume avere riproposto il problema nell’ottica della figura paterna: nella consapevolezza che l’essere donna non può che venire illuminata dalla speculare riflessione sull’essere uomo.

Giorgio Campanini

    
Luigi Pati
Pedagogia familiare e denatalità. Per il ricupero educativo della società fraterna
Ed. La Scuola, Brescia 1999, pp. 222, L. 35.000

Questo volume ha il grande merito di analizzare, in prospettiva pedagogica, un tema – quello del "declino demografico" – che è in genere affrontato soprattutto da demografi, sociologi, politici, preoccupati, alla luce delle tendenze in atto in materia di natalità, del futuro del Paese. Assai minore attenzione è stata accordata, invece, alle ripercussioni che il calo delle nascite (in quanto riduce fortemente il numero dei componenti della famiglia e fa sì che in una famiglia italiana su tre vi sia un figlio unico) ha sulla dinamica interna della famiglia. In particolare, Pati affronta le conseguenze del venir meno, per molti bambini e ragazzi di oggi e di domani, di quella "società fraterna", caratterizzata dallaCopertina de: Pedagogia familiare e denatalità. Per il ricupero educativo della società fraterna. competizione ma anche dalla condivisione, che è stata un fatto normale per la grandissima maggioranza degli attuali adulti.

Non si tratta, tuttavia, di auspicare in maniera acritica il ritorno a nuclei familiari numerosi, ma piuttosto di riflettere in termini di diverse possibilità pedagogiche e dell’implicita domanda di forme diverse di socializzazione, legate alle strutture scolastiche, ma non solo ad esse.

Un importante capitolo del libro affronta, sempre in prospettiva pedagogica, il problema delle politiche familiari, sottolineandone l’importanza e l’urgenza. L’opera – che si colloca nella collana Familia --Saggi di pedagogia familiare del "Centro studi pedagogici sulla vita matrimoniale e familiare", recentemente costituitosi presso la sede bresciana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – apre una serie di interessanti prospettive alle quali è augurabile si rivolga la ricerca pedagogica: soprattutto se essa, come necessario, vorrà misurarsi con la nuova condizione del bambino quale si annunzia, in Italia, nel ventunesimo secolo.

Giorgio Campanini

    
Di seguito segnaliamo gli articoli pubblicati sul tema Un adolescente in famiglia e consultabili presso il Centro documentazione del Centro internazionale studi famiglia (Cisf).

RIVISTE ITALIANE

  • AA.VV., Concluderò un’alleanza nuova, Famiglia domani, n. 2, 1997, pp. 8-32, 49-76.
  • AA.VV., Va’ prima a riconciliarti, Famiglia domani, n. 3, 1997, pp. 3-32, 49-71.
  • Badaracco F., Cecchetti S., Giavini G., Sartor D.M., A proposito di Giubileo..., Ambrosius, n. 6, 1999, pp. 478-519.
  • Battaglini Antonio, L’alleanza nell’amore, Lettera END, n. 3, 1996, pp. 13-17.
  • Benzi Guido (e al.), Dio padre di tenerezza, Presenza pastorale, n. 5, 1998, pp. 7-70.
  • Campanini Giorgio, La preghiera della famiglia/I. Lo sfondo storico-spirituale, La rivista del clero italiano, n. 12, 1996, pp. 829-839.
  • Campanini Giorgio, La preghiera in famiglia/II. Alcune forme quotidiane, La rivista del clero italiano, n. 1, 1997, pp. 30-39.
  • Campanini Giorgio, Un tema inattuale: la preghiera nella famiglia, La famiglia, n. 177, 1996, pp. 53-61.
  • Colzani Gianni, Teologia e spiritualità della vita di coppia, Lettera END, n. 4, 1997, pp. I-XXIV.
  • Di Nicola Giulia Paola, Il soffio dello spirito nella vita di coppia, La famiglia, n. 190, 1998, pp. 20-31.
  • Fabri dos Anjos Marcio, Per una spiritualità della vita familiare, Concilium, n. 4, 1995, pp. 148-162.
  • Fantini Antonia, Famiglia-mito? No, grazie. Famiglia mite! La mitezza come virtù all’interno della famiglia, Famiglia domani, n. 1, 1998, pp. 55-59.
  • Fusaro Nicoletta, Lasciarsi interrogare dalla parola. Esperienza di un gruppo di coppie, Matrimonio, n. 4, 1997, pp. 22-27.
  • Ghidelli Carlo, Spiritualità della vita familiare negli "Atti degli Apostoli", La famiglia, n. 190, 1998, pp. 32-45.
  • Lepori Matteo (e al.), La coppia di fronte alle sfide di un futuro già cominciato, Lettera END, n. 98, 1998, pp. 12-38.
  • Molari Carlo, La creazione continua nella storia per creare l’uomo nuovo. La coppia creatrice di novità, Lettera END, n. 1, 1998, pp. 14-20.
  • Moro Alfredo Carlo, Appunti sulla spiritualità familiare, La famiglia, n. 181, 1997, pp. 16-25.
  • Muraro Giordano, Un percorso lungo e impervio, Vita Pastorale, n. 2, 1996, pp. 36-38.
  • Oltolina P. (e al.), Riempite d’acqua le giare, Lettera END, n. 5, 1997, pp. IXXVIII.
  • Piaia G., Battocchio R. (a cura di), Il Giubileo tra storia delle idee e teologia, Studia Patavina, n. 2, 1999, pp. 1-217.
  • Piccin Tony (e al.), Dal conflitto alla pace la porterò nel deserto... (Os 2,16), Famiglia domani, n. 2, 1998, pp. 3-32, 49-63.
  • Vivian Dario, L’altro il mio volto: per una identità di relazione, Matrimonio, 1996, n. 1, pp. 20-26.

     
RIVISTE STRANIERE

  • Cornudet Hubert, La vie conjugale ou l’apprentissage de la grace, Intams Review, n. 2, 1998, pp. 139-144.
  • Danneels Godfried, Developper une culture de l’amour, Intams Review, n. 2, 1996, pp. 23-30.
  • Demmer Klaus, Die Ehe als Berufung leben, Intams Review, n. 2, 1996, pp. 120-137.
  • Greshake Gisbert, L’unique esprit et les multiples spiritualites: que signifie dans ce contexte la spiritualité du mariage, Intams Review, n. 2, 1996, pp. 142-148.
  • Rocchetta Carlo, The Holy Spirit and Marriage, Intams Review, n. 2, 1998, pp. 174-186.
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