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VIVERE IN UN MONDO IDEALE

L’irresistibile fascino della rete

di Tonino Cantelmi ed Emiliano Lambiase
(rispettivamente professore incaricato, Università Gregoriana di Roma, e psicologo)
            

   Famiglia Oggi n. 1 gennaio 2001 - Home Page Nelle relazioni via Internet le persone si sentono più libere di sperimentare nuovi approcci e sono meno inibite. Anche per questo riescono a entrare in intimità con l’altro più velocemente rispetto alla vita normale.

Non c’è dubbio: l’unica, vera, inarrestabile novità del terzo Millennio è lei, la "Rete delle reti", affascinante ragnatela dai mille volti e dagli innumerevoli percorsi. In Rete si può tutto: lavorare, amare, chiacchierare, acquistare, studiare e altro ancora, in una parola si può vivere. Almeno 10-15 milioni di persone accedono giornalmente alla Rete e questo valore si incrementa del 25% ogni tre mesi. Nel 2001 i navigatori saranno 100 milioni. Presto l’umanità sarà in Rete.

Un nostro paziente, oltremodo timido, nel frequentare un Internet-café fu attratto da una bella ragazza: non ebbe il coraggio di parlarle, ma velocemente andò a sedersi nella postazione accanto alla ragazza, ne sbirciò il nick name e cominciò a chattare con lei. I loro computer erano a due metri di distanza, mai si conobbero nella realtà, ma chattarono a lungo e la loro amicizia virtuale fu bellissima.

La "Rete delle reti" apre così nuovi inimmaginabili sentieri di intimità. La nostra epoca, caratterizzata dalla paura di incontrare l’altro, propone un nuovo modo di amare e fare amicizia: la chat.

Per ora, ma solo per ora, abbiamo notato un certo grado di differenza di genere fra gli utenti di Internet. In linea di massima, gli uomini sono alla ricerca di potere, affermazione sociale e dominanza. Sono, inoltre, maggiormente orientati verso le fonti d’informazione, i giochi interattivi di tipo aggressivo, gli spazi chat sessualmente espliciti e la cyberpornografia.

Per le donne, invece, le chatrooms rappresentano un modo per allacciare amicizie che diano qualche tipo di sostegno, per cercare l’avventura romantica o per lamentarsi dei mariti. Le donne, inoltre, vivono con sollievo il fatto che nessuna persona incontrata in Rete possa conoscere il loro aspetto fisico.

È dunque in atto una rivoluzione digitale che ha già modificato il registro delle nostre possibilità mentali e sensoriali, contribuendo a plasmare una nuova cultura e differenti forme e modalità di sentire il rapporto con sé stesso, l’altro e il mondo. Proprio perché cariche di fascino, queste possibilità devono indurci a percepire e riflettere criticamente circa i loro effetti sulla nostra vita psichica e relazionale.

La nostra vita relazionale, e quindi la nostra intimità, si basano sulla comunicazione e sulla narrazione di sé. Comunicare, narrarsi vuol dire condividere e trasmettere pensieri e sentimenti a livello profondo e in modo sincero; ma significa anche far vita comune, partecipare insieme. La componente emotiva della comunicazione viene quindi a rivestire un ruolo fondamentale, che assume particolari caratteristiche in un canale informativo come la Rete.

Le potenzialità concesse dall’aspetto relazionale delle chat-line, ad esempio, pongono tutti gli utenti sullo stesso piano, dandogli la possibilità di comunicare in modo veloce ed efficiente, con chiunque, a patto che entrambi siano dotati di un cavo telefonico e di un computer fornito di modem. Non sono certo questi i criteri con i quali scegliamo le persone con cui condividere le nostre esperienze, ma possono diventarlo per quelle persone che hanno difficoltà nell’instaurare relazioni nel mondo reale. Tutto ciò porta inevitabilmente con sé anche un potenziale di assuefazione con conseguenze negative.

Le prime osservazioni del nostro gruppo risalgono al 1996, quando un ingegnere piuttosto affermato professionalmente venne alla nostra osservazione per una strana depressione: era triste perché per la terza volta la sua amante virtuale lo aveva lasciato. Altre osservazioni ci portarono a definire le caratteristiche di una sorta di dipendenza. Con la categoria di Internet Related Psychopathology abbiamo inteso descrivere una costellazione di disturbi strettamente connessi all’insieme di bisogni e scopi dell’utente: il gioco d’azzardo on-line compulsivo (Compulsive on-line Gambling), la dipendenza sessuale on-line (Cybersexual Addiction), la dipendenza da relazione cibernetica (Cyber Relationship Addiction), la dipendenza da giochi di ruolo in rete (MUD’s Addiction) e la dipendenza da ricerca di informazioni (Information Overload Addiction).

Per ora è stato notato un certo grado di differenza di genere tra gli utenti. Gli uomini cercano affermazione sociale e potere. Le donne vivono con sollievo il fatto che nessuna persona possa conoscere il loro aspetto fisico.

Alla base di questi disturbi troviamo inoltre alcune condizioni facilitanti offerte dalla Rete: l’immediata accessibilità a ogni servizio, con annessa gratificazione di ogni piccolo bisogno; l’alto controllo che si può esercitare sulle proprie attività on-line, non disgiunto da un’irreale percezione di onnipotenza; la straordinaria quantità di stimoli a cui è possibile sottoporsi e il conseguente stato di eccitazione che può essere facilmente raggiunto; la possibilità dell’anonimato, che facilita il gioco dell’alternarsi di identità.

Internet viene a rappresentare, per chi ne fa un uso smodato, un luogo speciale a cui sentire di appartenere. Le persone che si incontrano nelle chat, ad esempio, sembrano poter offrire non solo compagnia, ma anche quel tipo di interessamento, sostegno e incoraggiamento che spesso richiedono anni per essere coltivati in un’amicizia reale. D’altra parte, gli amici in carne e ossa, che si aspettano qualcosa di più che un paio di messaggi sullo schermo del computer, all’improvviso non sembrano più così importanti e interessanti.

Nei gruppi di discussione, in cui nessuno esprime un giudizio negativo sulle opinioni altrui e chi lo fa può essere ignorato, vi è la sensazione di conferma e di riconoscimento istantanei, su cui è così difficile poter contare nella maggior parte delle situazioni sociali.

L’inizio del collegamento può produrre istantaneamente la sensazione di ingresso in un mondo ideale, perfetto e stimolante, dove sentirsi rispettati e felici, e dove il passaporto virtuale – la propria identità, lavoro, famiglia, interessi – non solo non è richiesto, ma può addirittura essere creato al momento. Trovando in on-line tutte quelle sensazioni di benessere che a volte è difficile (se non rischioso) concedersi nella vita pubblica, si innesca nella coscienza dell’individuo una ricerca estenuante sempre più impegnativa, volta alla propria gratificazione e al proprio relax, ostentando una sorta di narcisismo onnipotente che non verrà mai svalutato.

Tra i fattori che facilitano l’instaurarsi di un rapporto e che rendono la Rete così affascinante c’è la libertà che essa concede di costruirsi un’immagine ideale delle persone conosciute in on-line. Quando si vedono soltanto attraverso le parole sullo schermo, si ha la possibilità di immaginarsele come si vuole, di costruire un personaggio ideale che racchiuda tutte le caratteristiche che si cercano in un partner o un amico. Ma proprio come le persone nella vita reale raramente incarnano le nostre aspettative ideali, e anche i contatti instaurati tramite Internet perdono la lucentezza della perfezione quando sono esposti alla realtà.

In modo complementare al fattore menzionato precedentemente, in Rete è possibile esprimere tutti quegli impulsi che nella vita quotidiana vanno repressi: la sicurezza dello schermo permette agli utenti di liberare i propri desideri inconsapevoli e vivere concretamente tabù ed emozioni proibite. Chi è più soggetto degli altri a perdere il controllo della propria istintualità, può scegliere Internet come una sorta di valvola di sfogo attraverso cui canalizzare le proprie pulsioni in modo virtualmente congruo.

Opportunità di contatti

La Rete offre soprattutto l’opportunità di avere contatti sociali senza le complicate esigenze del mondo reale e gli utenti di Internet generalmente apprezzano molto tale peculiarità. E inoltre non è trascurabile il curioso fenomeno del cybertravestitismo: in Rete puoi assumere l’identità che desideri e sperimentare parti di te stesso inesplorate e nascoste. Puoi dunque essere un adolescente inquieto che si finge donna, frequentare una chat lesbo e sperimentare una intrigante relazione affettiva con una casalinga che, a sua volta, si finge lesbica per sperimentare celati desideri.

Da alcuni dati, forniti da studi sia del nostro gruppo che di altri ricercatori, è emerso che tra coloro che utilizzano la Rete con modalità di abusodipendenza, oltre il cinquanta per cento era incorso in seri problemi relazionali. Le cause più frequenti di rottura dei legami delle relazioni intime sono risultate essere due: le relazioni cibernetiche (cybersexual affairs) e la compulsività sessuale on-line (on-line sexual compulsivity).

Un cyber affairs è definito come una relazione romantica o sessuale iniziata on-line e mantenuta principalmente attraverso conversazioni elettroniche che avvengono via e-mail e in comunità virtuali come chatrooms, giochi interattivi o newsgroups.

C’è una serie di fattori che rendono i contatti on-line drammaticamente differenti e potenzialmente seducenti. Primo, a causa della natura globale di Internet, le relazioni on-line possono essere culturalmente differenti e conseguentemente più affascinanti di quelle di ogni giorno. Secondo, le persone si sentono meno inibite. Conseguentemente, nell’espressione delle emozioni, sono più aperte, oneste e schiette nel rivelare verità personali.

Come risultato, le persone possono entrare in intimità in un tempo notevolmente inferiore rispetto alla vita normale. Questo senso di verità, intimità e accettazione ha in sé una formidabile capacità di incoraggiare le persone a instaurare queste relazioni come la via primaria per trovare conforto e amicizia. Gli utenti dipendenti arrivano a ignorare regolarmente gli amici e la famiglia per incontrare in Rete altri come loro, e spesso scelgono questi ultimi per confidare i propri segreti più oscuri, i desideri più profondi e per raccontargli i momenti speciali della giornata.

In più, una volta che la persona ha iniziato a utilizzare le relazioni on-line per soddisfare i propri bisogni, questo comfort on-line può facilmente trasformarsi in dialoghi erotici, conosciuti come cybersex.

La sessualità è uno degli aspetti dei comportamenti sociali che è più drammaticamente danneggiato da Internet. Infatti, il sesso è l’argomento più cercato nella Rete. Le caratteristiche della Rete che favoriscono la dipendenza sessuale sono l’anonimato, la convenienza/comodità e la fuga. L’anonimato delle conversazioni on-line permette di ingaggiare discussioni erotiche segrete senza essere scoperti dal partner.

Inoltre, la convenienza/comodità delle applicazioni come e-mail, ICQ, chatrooms, newsgroups e giochi interattivi permette un facile accesso alle persone curiose per effettuare un’iniziale esplorazione. La Rete permette, infine, di mettere in atto una fuga in un mondo di fantasia soggettivo. Le relazioni sessuali o romantiche on-line forniscono una potente e facile fuga dallo stress e dalle tensioni della vita reale.

I benefici rilevabili

Alcune ricerche condotte su donne con gravi conseguenze dovute alle relazioni sessuali su Internet hanno fornito dati piuttosto interessanti: in risposta alla scoperta dell’attività sessuale on-line del partner, le intervistate si sono sentite ferite, tradite e rifiutate; il cybersex è stato la causa di separazioni e divorzi; le coppie reali hanno vissuto una perdita di interesse verso le relazioni sessuali; i partners reali si paragonavano con il compagno virtuale o con le immagini dei siti erotici sperimentandosi inferiori e sentendosi senza speranza circa la possibilità di competere con loro; i partners reali sperimentavano le relazioni on-line tanto opprimenti quanto quelle reali, e consideravano un tradimento on-line come vero.

Nonostante le conseguenze negative affrontate finora, non vogliamo comunque demonizzare Internet ed etichettarlo come qualcosa di comunque negativo. Esistono infatti, a seconda dell’uso che se ne fa, anche delle indicazioni positive al suo utilizzo. Ad esempio, tra gli utenti che cercano sollievo dalla solitudine, alcuni sono persone costrette a rimanere a casa da sole per un’improvvisa malattia o per un incidente. Internet offre loro la possibilità di continuare, o a volte anche iniziare, a condurre una vita sociale che non sarebbe altrimenti possibile. Di fatto, la Rete, consente di conoscere, rapidamente e senza rischi, persone come noi, con interessi ed esperienze simili e, in questo caso, anche persone con una malattia o disabili. Per tali utenti il comunicare con persone con problemi simili li rende meno soli e dà loro la possibilità di aprirsi con la certezza d’essere capiti.

Le relazioni on-line possono, quando hanno un riscontro off-line autentico e genuino, apportare benefici, facilitando la formazione di relazioni romantiche, incrementando la possibilità di trovare un partner ottimale, favorendo lo sviluppo di relazioni non basate esclusivamente sull’apparenza fisica e migliorando le abilità individuali di comunicazione interpersonale. Con l’adeguata guida e supervisione, anche i bambini e gli adolescenti, conoscendo persone della loro stessa età on-line, possono sviluppare sane e migliori abilità di comunicazione interpersonale.

Un consiglio ai genitori

Imparare a esprimere i propri pensieri, sentimenti e interessi in forma scritta richiede riflessione e lo sviluppo di abilità che possono essere utilizzate in tutte le situazioni della vita. È inoltre possibile reperire informazioni e partecipare a newsgroups dove trovare risposte a dubbi per i quali non si trova risposta o non si ha il coraggio di chiederla. In questo modo è possibile acquisire quelle conoscenze necessarie per vivere in maniera migliore e più consapevole le proprie relazioni interpersonali più o meno intime, fino alla più intima espressione della relazionalità che è la sessualità.

In altri termini, quando l’esperienza relazionale on-line (amicizia, innamoramento, confidenzialità, relazioni interpersonali) è successivamente utilizzata in una qualche forma nella vita off-line, quella reale, allora, ha elementi di utilità non trascurabili. Quando invece l’esperienza relazionale on-line costituisce la principale modalità di relazione e di intimità, acquisendo connotazioni erotiche o francamente sessuali, senza più apertura verso la realtà, allora può trasformarsi in una trappola micidiale.

In conclusione, possiamo affermare che Internet, come qualunque strumento, non è né buono né cattivo in sé, ma tutto dipende dall’uso che se ne fa. È importante considerarlo un mezzo attraverso il quale migliorare la vita reale e non un fine o uno strumento per fuggire dalle difficoltà quotidiane. In quest’ultimo caso si rischia un sempre maggiore isolamento e una conseguente incapacità di comunicare "realmente" con gli altri e di instaurare con loro relazioni intime e veramente arricchenti per la persona.

Non può mancare un avviso ai genitori: la Rete delle reti sta già sostituendo, negli adolescenti che la utilizzano, la Tv. Più i ragazzi utilizzano Internet, più tendono a ridurre il tempo trascorso con la Tv. Presto anche i bambini saranno utilizzatori della Rete. Ed ecco l’avviso: imparate a navigare, perché la Rete è sì un mondo virtuale, ma come quello reale è pieno di pericoli. Così come nel mondo reale accompagniamo i nostri figli, anche in quello virtuale sarà bene che lo facciamo.

Non lasciamo che la Rete sia dominio incontrollato di bambini e ragazzi: navighiamo dunque con loro. Questo impedirà ai nostri figli di isolarsi in mondi virtuali, affascinanti e seduttivi, ma per certi versi capaci di inquietanti abbracci mortiferi.

Tonino Cantelmi
Emiliano Lambiase
    

ULTIME NOTIZIE DAL CYBERSPAZIO

Nuove categorie sociologiche davanti al computer sono state individuate da una ricerca condotta dalla rivista Internet pratico. I voyeuristi (31%) sono gli amanti della trasgressione, esibizionisti, guardoni; i chatters (22%), incurabili frequentatori di chat e newsgroup, più o meno trasformisti, cercano un luogo di socializzazione; i giocatori (18%) sono scommettitori on-line. I ricercatori di news (14%) sono dei maniaci degli scoop e delle ultime notizie in anteprima. Gli shoppers (12%), evitando fatica e code, se ne stanno seduti davanti al proprio pc scegliendo l’articolo da comprare. Ci sono pure gli azionisti on-line (9%), gli investitori del nuovo mercato.

Molte le differenze per genere: il 34% delle donne appartiene alla categoria shoppers, il 26% "chatta" in newsgroup, chat e forum, il 21% ricerca le notizie, il 12% ama il voyeurismo e solo il 6% sono azioniste. Per gli uomini le cose cambiano notevolmente: i maniaci dello shopping scendono al 16%, e prevalgono i voyeuristi e i cercatori di news (50%). Ci sono poi i giocatori (23%), e gli azionisti (15%). Per la maggior parte dei navigatori intervistati (31%), la parola d’ordine è spiare; per il 69% degli uomini sono più gettonati i siti dove si possono seguire 24 ore su 24 vicende di persone più o meno normali. Le donne invece subiscono il fascino della telecamera, anzi della web-cam: il 18% confessa di possederne una per collegarsi con amici, parenti e colleghi di lavoro.

Vignetta.

Accanto a questi dati è giusto, tuttavia, citare una ricerca inglese dove si parla di un riflusso dell’uso di Internet. Secondo la Virtual Society, un’organizzazione sponsorizzata dal Consiglio britannico per le ricerche economiche e sociali, il cyberspazio ha perso il suo fascino. Un numero crescente di navigatori sta rientrando verso la realtà e, contro le previsioni, difficilmente il mondo virtuale cambierà radicalmente la nostra vita. Gran parte delle promesse di Internet, concludono gli autori, sono state esagerate dalle stesse società del settore per promuovere i propri prodotti on-line. I risultati di questa grande delusione già cominciano a vedersi: molti ragazzi non si collegano, negli uffici di tutto il mondo la carta continua ad abbondare e il futuro degli acquisti on-line non è affatto assicurato. Negli Usa, si legge nel rapporto, circa 28 milioni di persone hanno smesso di usare Internet, mentre in Gran Bretagna gli ex utenti sono circa 2 milioni.

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