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MASS MEDIA & FAMIGLIA - VIAGGIO NELLA NARRATIVA PER RAGAZZI

Storie di famiglie spezzate

di Lodovica Cima
            

   Famiglia Oggi n. 2 febbraio 2001 - Home Page Alcune case editrici affidano ad autori attenti le vicende di figli con genitori separati. I racconti di questa carrellata non sono drammatici, ma realistici. Ed evidenziano i desideri di tutti i bambini: la riappacificazione di mamma e papà. Ma spesso quei sogni non si avverano e i legami si moltiplicano.

Una larga parte dei racconti per ragazzi descrive la vita quotidiana di giovani protagonisti alle prese con i problemi della famiglia, della scuola, delle amicizie. Alcuni, e non pochi, di loro devono affrontare il problema della separazione dei genitori.

Succede che, un certo giorno, mamma resta sola nel lettone e papà se ne torna dalla nonna... Comincia spesso così, con questa "avvisaglia di guerra", la nuova vita di un bambino i cui genitori non vanno più d’accordo. Cominciano così anche tanti libri per ragazzi che descrivono queste situazioni familiari. Spesso, la narrativa per ragazzi quindi fotografa il fenomeno e punta l’obiettivo sui genitori e sulla vita della famiglia "spezzata". Un’occasione preziosa, questa, per mettersi dalla parte dei figli e osservare quello che loro vedono, quello che provano nel bel mezzo di questa terribile tempesta emotiva e come si adattano alla nuova situazione. Eh sì, si adattano, perché quasi sempre i bambini riescono ad adattarsi dando a noi adulti una straordinaria lezione di vita.

Il viaggio che ci accingiamo ad affrontare è una fotografia reale di quello che accade dentro gli animi dei piccoli. Ma la cosa più importante è che si tratta di testi scritti per loro: racconti struggenti e profondi, che rimescolano emozioni e sentimenti, che mettono in discussione addirittura scelte di vita. Nessuna semplificazione, niente banalità, grande rigore. Storie vere che servono a comprendere e a comprendersi, che suggeriscono piccoli aiuti pratici perCopertina del libro: Vado e non torno. sopravvivere tutti i giorni e acquisire la sicurezza necessaria per andare avanti, crescere e diventare adulti.

Il primo libro che raccontiamo affronta la "vigilia" della tempesta familiare (Beatrice Masini, Vado e non torno, Edizioni Messaggero Padova, collana "I gatti bianchi", pp. 96, lire 13.500, dai 9/10 anni). Luigi, nove anni, si scava un nido al riparo, sotto le coperte, per non sentire i genitori, in salotto, che litigano. In sua presenza tutto sembra andare come al solito e alle sue domande la mamma risponde che non c’è nulla che non va. Luigi accumula un’ansia insopportabile, si sente escluso da un problema di famiglia che invece lo riguarda e, addirittura, si colpevolizza.

L’autrice di questo racconto, Beatrice Masini, è maestra nell’affrontare temi scomodi della vita, come la morte e, in questo caso, l’incomprensione familiare. La sua scrittura trasuda l’agitazione di Luigi che cerca disperatamente di sottrarsi al malessere, finché decide di fuggire di casa. Una soluzione estrema, si direbbe, ma molto logica, se ci si sforza di ragionare come un bimbo di nove anni. Luigi parte coraggiosamente per raggiungere un luogo che conosce e dove ha passato momenti felici: il mare. La stagione non è la stessa e il bambino una volta giunto a destinazione non trova quello che si aspettava. Altra delusione, ma lo spirito di adattamento non tarda a mostrarsi forte e pieno di voglia di vivere. Luigi avvicina personaggi interessanti e in un certo qual modo utili. La vicenda si conclude con un lieto fine e il ricongiungimento familiare insegna qualcosa a tutti: ai genitori che hanno nascosto una verità e ai ragazzi che dovrebbero parlare di più con i loro genitori.

La cosa assolutamente originale di questa storia è che la suspense costruita dall’autrice, che monta sempre più lungo tutto lo scorrere degli avvenimenti, non solo ci fa riflettere sul rapporto genitori/figli, mettendoci dalla parte dei bambini, ma ci calamita alla pagina finché non troviamo sollievo nella soluzione finale che è davvero una sorpresa!

La "mezza sorella"

Era difficile trovare un racconto che descrivesse così bene il preludio di un problema familiare. Meno difficile invece è stato trovare storie di ragazzi che hanno già vissuto la separazione e sono nella delicatissima fase di riadattamento.

Copertina del libro: La bambina con la valigia.Emblematica sembra essere la storia di Andy, una bambina di nove anni, che racconta in prima persona il suo peregrinare dalla casa di mamma a quella di papà (Jacqueline Wilson, La bambina con la valigia, Salani Editore, Collana "Gli istrici", pp. 156, lire 13.000, dai 9 anni). Andy deve dividere la stanza con un’antipatica sorellastra a casa della mamma e con due agitatissimi piccoli gemelli a casa di papà. Ci troviamo di fronte alla cosiddetta "famiglia allargata" od "orizzontale". Andy non ha un suo angolo dove riporre i giochi o i suoi tesori. Si rifugia, quando può, in bagno, dove inventa giochi d’acqua per la sua coniglietta portafortuna, che ha sempre in tasca.

È proprio questa coniglietta il transfert importantissimo che aiuta Andy a passare attraverso questo periodo difficile della sua vita, fino a quando papà non le annuncia l’arrivo di una sorellina. "Mezza sorella" continuerà a chiamarla Andy, che non riesce a smettere di sperare che i suoi genitori ritornino insieme.

Ma quando la neonata le viene presentata, Andy, come per incanto, comprende che si tratta di una sorella vera e propria ed è come se all’improvviso ritrovi il suo posto. Ogni sentimento di inadeguatezza scompare e la vita ricomincia a scorrere più serena.Copertina del libro: Album di famiglia.

Ecco ora un breve, ma intensissimo racconto di due fratelli, che devono fare i conti con un doppio abbandono. Prima li ha lasciati il papà, e poi la mamma. I due fratelli vivono con i nonni in una fattoria della campagna americana (Patricia MacLachlan, Album di famiglia, Mondadori, collana "Junior + 10", pp. 96, lire 11.000, dai 10 anni). Hanno ricordi confusi di quando erano una vera famiglia e molta rabbia dentro. Non si sanno spiegare perché mamma e papà se ne siano andati.

I nonni, dal canto loro, sono di poche parole, ma la loro presenza costante e la vita ritmata e tranquilla della fattoria rasserenano i due fratelli che riacquisiscono la loro storia passata attraverso un album di fotografie: è lì, tra quelle foto sbiadite, che possono leggere emozioni e affetti, è lì che ritrovano la sicurezza, la sensazione di appartenenza a una famiglia e crescendo comprendono che anche quella che loro formano con i nonni è una famiglia normale.

Per lettori poco più giovani segnalo due storie divertenti e allegre: quasi a voler sottolineare che anche i bambini con i genitori separati si divertono in modo del tutto normale! Sono due storie di vacanza: nella prima, Ambra, la protagonista, va Copertina del libro: Punti rossi su Ambra Chiaro.a Londra in vacanza con una giovane zia per poi raggiungere suo padre che vive a Parigi (Paula Danziger, Punti rossi su Ambra Chiaro, Piemme Junior, collana "Il battello a vapore", serie oro fascia azzurra, pp. 140, lire 22.000, dai 7 anni), ma la sorpresa è che a Londra la bambina viene assalita da una terribile varicella. I momenti di tensione tra i due genitori non tardano ad arrivare, causa la preoccupazione per la malattia della figlia. La maestria della grande autrice, Paula Danziger, sta proprio nel non appesantire mai la storia con riflessioni lacrimose. Il messaggio però è uno ed esce chiarissimo e con naturalezza dalla storia stessa: qualsiasi cosa succeda tra mamma e papà, il bene per la figlia resterà sempre immenso e immutabile. È questo che Ambra finisce per aver ben chiaro in testa e che le dà la sicurezza necessaria per godersi la vacanza, nonostante la varicella.

La seconda storia si svolge sempre a Londra ed è un originalissimo gialloCopertina del libro: L’afano nello zaino. (Beatrice Masini, L’afano nello zaino, Fabbri Editori, collana "I delfini", pp. 112, lire 12.500, dagli 8 anni): Tommaso, nove anni e un po’, racconta del suo viaggio a Londra per andare a trovare papà che fa il giornalista. Come spesso succede, il papà ha un sacco di imprevisti di lavoro e non trova il tempo per occuparsi di lui. Tra una telefonata e l’altra del genitore che si sente tremendamente in colpa, Tommaso vive una simpatica avventura per via di un rarissimo seme che ha deciso di germogliare proprio dentro la sua vasca da bagno.

Inutile svelare il finale del giallo, ma è questa l’occasione, per Tommaso e per il suo papà, di conoscersi un po’ meglio, e di scoprire, con sorpresa che c’è molto in comune tra i due. Anche in questa storia la separazione dei genitori è stata egregiamente "digerita" dal protagonista, che sembra essere anzi più equilibrato di tanti altri personaggi adulti.

Uno zio per riferimento

Per ragazzi più grandi, invece, c’è una storia più cupa, ma non meno misteriosa e interessante: L’uomo venuto dal nulla, di Mino Milani (Fabbri Editori, collana "I delfini", pp. 156, lire 13.000, dai 12 anni). Deba vive sola con la mamma, in un paese italiano grigio e industrializzato. Deba e i suoi amici si ritrovano al bar e si Copertina del libro: L’uomo venuto dal nulla.confrontano con la piccola delinquenza che brulica nelle nostre periferie. Un giorno però arriva uno zio, il fratello più giovane della mamma. Un uomo sicuro e coraggioso, dal passato misterioso. È lui che rischiara la vita di Deba. È lui che per un attimo occupa il ruolo maschile, importante riferimento per una ragazzina come la nipote. Lo zio con grande dignità risolve i piccoli problemi dei ragazzi e insegna loro qualcosa: il coraggio di scegliere e di non accontentarsi. Deba esce dal grigiore delle sue giornate e ricomincia a vedere il suo futuro. L’uomo venuto dal nulla ritorna al suo destino, ma non verrà dimenticato. Non si è sostituito al padre, ma ha sostenuto il ruolo dell’uomo di casa, uno zio intraprendente e soprattutto rassicurante.

Chiudiamo infine questa carrellata di storie con un libro che, a nostro parere, riassume tutte le situazioni che i ragazzi, figli di separati, si ritrovano a dover affrontare. Anne Fine, grandissima scrittrice inglese, per ragazzi e adulti, supera questa difficilissima prova a pieni voti.

L’autrice racconta di un gruppetto di sei compagni di scuola che si ritrovano in una stanza di un castello, in gita scolastica, e ritrovano un vecchio diario di chi un tempo abitava quella dimora. I ragazzi leggono la triste storia di Richard, scritta nel diario, che parla di patrigni malvagi e di sofferenze subite. Il gruppo riflette sulla sorte del protagonista e sulle scelte di vita di Richard. Ognuno poi decide diCopertina del libro: Qualcosa in comune. raccontare la propria storia. Per ironia della sorte, i sei ragazzi infatti erano stati messi in quella stanza dal professore, perché erano gli unici, sul registro di classe, a essere evidenziati con un asterisco. Ma che cosa stava a significare quell’asterisco? Nulla di tremendamente strano: era un segno per dire che tutti quei ragazzi avevano un doppio indirizzo. Avevano cioè qualcosa in comune: un divorzio alle spalle (Anne Fine, Qualcosa in comune, Salani Editore, pp. 128, lire 16.000, dai 10/11 anni).

Il libro, con la cornice di un castello inglese nel bel mezzo della notte, è formato da sei racconti pronunciati in prima persona da ognuno dei protagonisti. Le storie sono intense e divertenti al tempo stesso: parlano di patrigni e matrigne, di sorelle, fratelli, mezze sorelle e mezzi fratelli. Di come fare a meno di un papà e di come ritrovare un nonno. Di come riuscire a piangere tra le braccia di una matrigna e di come veder partire una mamma.

Il libro ha un effetto terapeutico per i lettori che vivono queste stesse situazioni, perché ognuno dei protagonisti è estremamente vero e, grazie alla sua forza interiore, riesce ad adattarsi alla nuova vita.

Il messaggio unitario quindi è che ogni bambino può riuscire a stare bene anche se ha capito che i suoi genitori non torneranno più insieme. Eh sì, perché tutti i figli all’inizio si illudono di poter far tornare tutto come prima. Il difficile è capire che non si può tornare indietro e che bisogna affrontare una nuova vita senza sentirsi in colpa.

Lodovica Cima
    

OTTO PICCOLI BUDDHA

Copertina del libro: Otto piccoli Buddha.Le date di nascita sono molto lontane nel tempo, ma gli Otto piccoli Buddha (Paoline, lire 16.000) sono vicinissimi ai ragazzi di oggi. Infatti vorrebbero vendicarsi dei torti subiti, fuggire da casa perché si ritengono vittime di ingiustizia, mal sopportano l’impegno di occuparsi di cose noiose, ricorrono a piccole restrizioni di verità. Per raccontare le tradizioni, la cultura, la religiosità del buddhismo e renderlo accessibile a giovani lettori, l’autrice Daniela Palumbo crea storie ambientate in Tibet, nello Sri Lanka, nel Laos, arricchendole di particolari storici e geografici (preziose le cartine di cui il volumetto è ricco). Tutti i protagonisti hanno in comune un alto obiettivo: diventare piccoli Buddha, ovvero degli "Illuminati", dei "Risvegliati" alla saggezza della vita vissuta nel rispetto verso la natura, gli altri, le culture e le religioni diverse.

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