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L I B R I & R I V I S T E
   

   Famiglia Oggi n. 2 febbraio 2001 - Home Page Elisabeth Fivaz-Depeursinge, Antoinette Corboz-Warnery
Il triangolo primario
Ed. Raffaello Cortina, Milano 2000, pp. 262, L. 43.000

Questo testo, ben documentato, basato su rigorosi dati di ricerca, esplora le modalità comunicative che i bambini, fin dalle precocissime fasi dello sviluppo, intrecciano con entrambi i genitori; infatti, il "triangolo primario" citato nel titolo è il rapporto madre-padre-bambino.

L’originalità della prospettiva consiste dunque nell’assunto della triadicità dei comportamenti infantili, a fronte della prevalente attenzione, nella letteratura scientifica della psicologia dello sviluppo, alle interazioni madre-bambino. ICopertina de: Il triangolo primario. riferimenti teorici del lavoro vanno dalla teoria dell’attaccamento e a quella sistemica al paradigma dell’infant research e ai lavori di Daniel Stern. Il testo si pone quindi come tentativo di integrazione tra approccio psicodinamico e sistemico. Sulla base di dati di ricerca desunti dall’applicazione del "Gioco triadico di Losanna", il dispositivo di ricerca creato dalle autrici, vengono illustrate sia dettagliate microanalisi delle sequenze interattive triadiche, sia quadri clinici globali e resoconti narrativi delle famiglie.

Ne scaturisce una concezione schiettamente relazionale dello sviluppo infantile, con il bambino impegnato sin da neonato a costruire congiuntamente con i genitori la propria identità.

Cruciali sono le implicazioni di una tale visione per la psicopatologia infantile: i disturbi psichici sono interpretabili più come espressione di modalità relazionali disfunzionali (e il libro offre, al proposito, esempi illuminanti e dettagliati) che non di conflitti intrapsichici individuali. Interessante è infine l’introduzione all’edizione italiana, di Giulio Cesare Zavattini, che offre una breve ma densa contestualizzazione alla prospettiva delle autrici. Il libro si rivolge a ricercatori e a clinici.

Gabriella Gilli

    
Giacomo Dacquino
Credere e amare
Ed. Mondadori, Milano 2000, pp. 236, L. 30.000

Il libro approfondisce la distinzione fra religione e religiosità. L’autore, psichiatra e psicanalista, si definisce «un artigiano della psiche», che ama il suo lavoro perché gli permette di entrare in sintonia con suoi pazienti, a volte «suoi maestri», ai quali dedica, come sempre, i suoi lavori editoriali. La sua esperienza lo ha convinto che la religiosità a volte si identifica con la religione, altre volte se ne distingue, essendo la religiosità «un fenomeno naturale, intrapsichico, inconscio», mentre la religione «un fenomeno extrapsichico».

Quanto alla genesi della religiosità, l’autore ritiene che essa scaturisca da una «disponibilità religiosa aspecifica», inconscia, che si Copertina de: Credere e amare.struttura fin dalla prima infanzia su modelli identificativi, soprattutto dei genitori, e lega la genesi allo sviluppo psicoaffettivo. Un immaturo psicoaffettivo è un immaturo religioso.

L’immaturità porta l’individuo verso forme patologiche di religiosità. Con la secolarizzazione poi è in atto una reviviscenza religiosa, una ricerca disperata di Dio che l’immaturo spesso orienta verso «nuove forme di cultualità» che si ispirano all’oriente, ai movimenti pseudo-religiosi, illuso di trovare una soluzione ai suoi problemi spirituali.

Al contrario la religiosità matura si fonda su convinzioni personali, disponibilità all’assoluto; condizione per essere credente. Quando la religiosità aderisce a una religione si concretizza in fede, e una fede matura non va contro la religione, pur andando oltre la ragione. Il credente è colui che ha operato una sintesi fra religiosità e religione.

Il libro è per chi voglia approfondire il proprio rapporto con la religione, dare una risposta al proprio credere e, attraverso tanti casi clinici, può essere d’aiuto ai genitori nell’educare i figli verso una religiosità matura.

Maria Luisa Todeschini

    
Esther De Boer
Maria Maddalena. Oltre il mito
Claudiana Editrice, Torino 2000, pp. 176, L. 25.000

Il cristianesimo è stato vissuto prevalentemente come una religione "al maschile" e i suoi seguaci, in nome di essa, sono stati indotti a conquistare, a convertire, a dominare. La lettura dei Vangeli è in genere piuttosto unilaterale dato che le relazioni di Gesù Cristo con i maschi predominano, mentre restano in ombra i suoi rapporti con le donne, che appaiono quantitativamente meno presenti anche se poi lo sono in momenti determinanti della vita di Gesù. Il libro ripercorre e analizza questi momenti, concentrando la propria ricerca sulla figura Copertina de: Maria Maddalena. Oltre il mito.di Maria Maddalena: l’ipotesi è che da questo contatto l’esperienza di Gesù uomo esca arricchita e trasformata negli atteggiamenti, nei comportamenti, nel modo di pensare. La Maddalena qui proposta non è però quella circonfusa da un alone mitico che la voleva e la vedeva donna attraente, peccatrice, sorella di Marta e Lazzaro, ma una delle poche persone presenti alla crocifissione e alla sepoltura, colei che per prima annuncia la risurrezione.

"Oltre il mito" (operazione documentata, minuziosa e circostanziata) porta l’inquietante interrogativo: «La tradizione della Chiesa si è limitata ai dodici discepoli, ai quattro Vangeli e ai Padri della Chiesa. Così facendo, che cosa ne ha guadagnato la tradizione? E che cosa ne ha perso?». E la risposta in qualche modo ci riporta a una tradizione della Chiesa che ha operato una scelta di non rilievo, di oblio, di ombra, di silenzio, forse a quei tempi inevitabile, ma che oggigiorno non ha giustificazioni. Gesù, dal canto suo, nel Vangelo di Giovanni, rivela apertamente la propria identità. Si può dire che «aspettava una donna» per proclamare la promessa di salvezza di cui è portatore, cosa in sé sorprendente se si pensa alla condizione di inferiorità e di esclusione in cui erano relegate le donne.

Maria Rosaria Gavina

    
Maria Rita Parsi
Fragile come un maschio
Ed. Mondadori, Milano 2000, pp. 215, L. 28.000

Mi ricordo d’aver incontrato l’autrice di questo libro una ventina di anni fa ad Abano Terme in occasione di un congresso di psicologia. Assieme alla simpatia e a una certa disinvoltura nel porsi, notai in lei la determinatezza di voler emergere, di diventare "qualcuno". Sono contento che ci sia riuscita. Soltanto per la Mondadori ha pubblicato già una decina di libri. Molto frequente è anche la sua partecipazione ai "salotti" televisivi, sia della Rai che di Mediaset.

Che dire di questo suo ultimo libro? Forse quello che si può dire e scrivere di tutti gli altri: anche questo è scritto in modo chiaro e scorrevole, lascia trasparire un certo buon senso. Tuttavia, faccio fatica a considerarlo un volume di psicologia e Copertina de: Fragile come un maschio.men che meno di psicologia clinica. Infatti, in ogni pagina prevale il sapore romanzesco dei personaggi, delle loro debolezze e delle loro vicende.

Il racconto dei conflitti interiori scolora il più delle volte nella descrizione ambientale in cui vivevano e vivono i protagonisti; nulla si sa dei loro sintomi, nulla si sa della relazione con la curante. Alla fine risultano un po’ tutti simpatici, ben messi, in grado di cavarsela e di riflettere. Ottiero, ad esempio, un fotomodello che ha fatto del suo corpo il centro della sua vita, appare nel libro non solamente spiritoso e ragionevole, ma capace di cogliere i limiti del suo vivere in quel modo; sa inoltre contestualizzare il conflitto con la propria madre e indirizzare a sé pagine dense di pensieri.

Terminando di leggere il libro, nasce spontanea la domanda: ma a quale fragilità alludeva l’autrice nel titolo?

Forse a quel termine linguistico diamo significati diversi. Peccato che nel libro, assolutamente, non se ne parli.

Aristide Tronconi

   
Francesco Carchedi, Anna Picciolini, Giovanni Mottura, Giovanna Campani 
(a cura di)
I colori della notte
Ed. Franco Angeli, Milano 2000, pp. 408, L. 52.000

Niente di meglio, per abbattere stereotipi culturali, dei dati e delle rilevazioni precise che possono definire la prostituzione, e l’indotto di violenza, sfruttamento e schiavitù, come uno dei frutti del degrado sociale e valoriale di oggi. La prostituta felice, che liberamente sceglie quel lavoro perché la soddisfa e ne trae lauti guadagni, senza perdere in considerazione di sé e in immagine sociale, è più un richiamo pubblicitario al maggior consumo che la realtà di chi esercita sulla strada o anche in locali specializzati.

«La società dei consumi moltiplica il desiderio all’infinito: ma, togliendo tutte le repressioni, emergono necessariamente strani desideri. Negare questo è ipocrita,Copertina de: I colori della notte. quando molti comportamenti disumanizzanti, disordinati non solo non sono sanzionati, ma sono considerati essenziali per la crescita economica. Non vediamo le nostre distorsioni – scrive Campani – perché vi siamo abituati». Il sex-business è oggi un settore economico ad alto rendimento, strettamente connesso con fenomeni di illegalità e criminalità, a dimensione mondiale. Dalla perdita dei valori etici fondamentali al sottosviluppo economico e culturale, alla globalizzazione del crimine, scaturiscono lo sfruttamento sessuale di donne e bambini, la riduzione in schiavitù, l’ottenere tutto ciò che si vuole per denaro.

Senza cadere in posizioni prestabilite a favore del liberismo totale né dell’abolizionismo, la ricerca condotta dai numerosi collaboratori di questo libro porta dati, confronti tra legislazioni ed esperienze in Italia, in Spagna e in Grecia, oltre a schede dettagliate di organismi non governativi di aiuto e di intervento per ridurre il danno delle prostitute e favorirne l’uscita dal perverso sistema ricattatorio.

Rosangela Vegetti

    
Modestino Adamo, Giancarlo Visconti
Il medico di famiglia. Curare, assistere, prevenire
Ed. Franco Angeli, Milano 2000, pp. 157, L. 28.000

Il medico di famiglia costituisce ancora un punto di riferimento per la popolazione. La medicina specialistica non ha intaccato l’importanza di una figura alla quale nessuno vuole rinunciare. È vero che all’erede del medico condotto si chiedono spesso prescrizioni sulla base di pareri espressi da altri. È una situazione frustrante, bilanciata tuttavia dalla consapevolezza che per molti pazienti il parere decisivo, la medicina giusta, la diagnosi corretta li deve fare il "dottore della mutua" Copia de: Il medico di famiglia. Curare, assistere, prevenire.(lo chiamano quasi tutti così, in barba alle varie riforme della sanità). Non è quindi inutile l’impegno di chi offre ai medici di famiglia gli strumenti per una migliore conoscenza dei risvolti pratici, psicologici e organizzativi, di una professione che non tramonta.

Gli autori, un medico di famiglia e un esperto nel campo della comunicazione, si rivolgono soprattutto ai giovani medici e agli studenti di medicina, alla ricerca di un pubblico disposto ad accettare uno stile che tenga conto dei cambiamenti in corso nella medicina di oggi: medici senza piedistallo, camici bianchi senza pigiami, eredi, senza dogmatismi ippocratici, della parte migliore di una tradizione.

Accanto ai consigli su come gestire le situazioni classiche della professione (visita a domicilio, attività privata, richieste fuori orario), i problemi relativamente nuovi: come si tratta con i "soggetti difficili" (fobici, tossicodipendenti); che atteggiamento assumere con il "fai da te" propagato dai mass media; come gestire le questioni legate alla privacy.

In appendice, tre documenti sui diritti del malato: il Pit-salute ("Progetto integrato tutela diritti dei cittadini") del Tribunale per i diritti del malato, la Carta dei diritti del malato e la Dichiarazione d’intenti della Federfarma.

Roberto Bucci

   
Luc Boltanski
Lo spettacolo del dolore. Morale umanitaria, media e politica
Ed. Raffaello Cortina, Milano 2000, pp. 319, L. 44.000

La sofferenza è messa in mostra in molti modi nella nostra società. L’evidenza che riceve nei mass media è solo la più spettacolare (e la più facile a essere ricondotta sotto un giudizio morale che condanna l’uso strumentale del dolore per motivi di audience). Questo saggio sociologico vuol considerare l’argomento della pietà in politica, ovvero della giustificazione di un’azione umanitaria. La parte più robusta, dal punto di vista teoretico, del volume è dedicata a una revisione critica degli argomenti pro o contro l’altruismo umanitario. Chi critica l’azioneCopertina de: Lo spettacolo del dolore. Morale umanitaria, media e politica. umanitaria accusa chi la pratica di coltivare il proprio sé commuovendosi della propria pietà allo spettacolo della sofferenza altrui (denuncia dello spettatore perverso, o compiaciuto nella celebrazione del ritorno della bontà).

L’autore si impegna in una giustificazione delle esigenze morali che si impongono allo spettatore e che si risolvono in azioni efficaci per chi soffre (al di là della denuncia – "parlare" – e del sostegno economico offerto ai diseredati – "pagare").

L’azione a favore delle vittime trova un modello esemplare nella parabola evangelica del Buon Samaritano, che esercita la misericordia in un contesto non demarcato da ideologie o speranze utopiche. Si tratta, per l’autore, di una parabola profana, in quanto punta verso l’azione da tenere in questo mondo. L’azione suscitata dallo spettacolo del dolore si condensa in alcuni momenti essenziali: decidere di guardare, invece di voltare lo sguardo; interventi concreti per confortare la miseria altrui, in assenza di discorso; relazioni singolari tra individui singolari. La riflessione offre una solida base per la giustificazione, sociale ed etica, del volontariato in ambito socio-sanitario.

Sandro Spinsanti
    

Di seguito segnaliamo gli articoli pubblicati sul tema I figli dei separati. Le riviste indicate sono tutte consultabili presso il Centro documentazione del Centro internazionale studi famiglia.

RIVISTE ITALIANE

  • Autorino Stanzione Gabriella, I figli nella crisi della famiglia: esperienze europee a confronto, Rassegna di teologia, n. 2, 1998, pp. 239-259.
  • Castellani Cesare, Il caso di Erica, Minori giustizia, n. 1, 2000, pp. 173-178.
  • Cigoli Vittorio, Figli adolescenti e giovani-adulti di fronte al divorzio coniugale. Ostacoli lungo il passaggio, Adolescenza, n. 2, 1995, pp. 132-141.
  • Dallanegra Paola, Marranca Rosangela, Pardini Ilaria, Servizi spazio neutro, Prospettive sociali e sanitarie, n. 9, 2000, pp. 18-20.
  • De Ninni Giusi, Finoglietti Marco, Minori: dal luogo neutro allo spazio d’incontro, Animazione sociale, n. 4, 2000, pp. 71-76.
  • Dosi Gianfranco, Dall’interesse ai diritti del minore: alcune riflessioni, Il diritto di famiglia e delle persone, n. 4, 1995, 1604-1627.
  • Fantini Silvana, Luoghi neutri per incontrarsi tra genitori e figli separati dalle crisi familiari, Studi Zancan, Politiche e servizi alle persone, n. 4, 2000, pp. 114-126.
  • Favretto Anna Rosa, I luoghi neutri per i genitori non affidatari: dal diritto di visita al diritto alla relazione, Minori giustizia, n. 4, 1998, pp. 100-118.
  • Fthenakis Wassilios E., Le reazioni del figlio diviso, Famiglia oggi, n. 12, 1995, pp. 4-13.
  • Galli Norberto, Genitori assenti, figli incompiuti, Pedagogia e vita, n. 3, 1999, pp. 56-90.
  • Giudice tutelare di Pinerolo, Il genitore separato che viola le regole del diritto di visita al figlio, Minori giustizia, n. 4, 1999, pp. 132-136.
  • Goldzband Melvin G., Quando i genitori litigano per i figli. Interventi psichiatrici di prevenzione nei casi di divorzio, DSM, La difesa sociale del minore, n. 42, 1996, pp. 2-9.
  • Grazioso Gerardo, Il curatore speciale del minore nella separazione e nel divorzio. Orientamenti giurisprudenziali e dottrinali. Prospettive di riforma, Il diritto di famiglia e delle persone, n. 3, 1996, pp. 1242-1260.
  • Ichino Pellizzi Francesca, Verso una società senza padri?, Famiglia oggi, n. 3, 1999, pp. 53-62.
  • Malagoli Togliatti Marisa, Tafà Mimma (a cura di), Conflitto genitoriale e maltrattamento psicologico del minore, Maltrattamenti e abuso all’infanzia, n. 1, 2000, pp. 5-78.
  • Mazzuca Poggiolini Carla (e al.), La famiglia in crisi: dalla conflittualità alla mediazione, Famiglia e minori, n. 19, 1998, pp. 7-108.
  • Merendino Marta, Il ruolo del P.M. nelle convenzioni internazionali in materia di protezione dei minori di sottrazione internazionale e di rimpatrio, Il diritto di famiglia e delle persone, n. 2, 1998, pp. 739-753.
  • Moro Alfredo Carlo, La tutela dei figli nella crisi della coppia genitoriale, La famiglia, n. 192, 1998, pp. 5-20.
  • Nebiolo Rosamaria, La relazione interrotta fra un genitore e il figlio, Minori giustizia, n. 1, 1995, pp. 17-25.
  • Paparella Tamara, Orfani per legge. Ricerca sui figli di genitori separati a Pescara, Rassegna di servizio sociale, n. 1, 1999, pp. 124-142.
  • Pazè Piercarlo (e al.), I figli della separazione, Minori giustizia, n. 1, 1998, pp. 5-87.
  • Schettini Bruno, La mediazione familiare come pratica psicopedagogica, Rassegna di servizio sociale, n. 1, 1998, pp. 40-67.
  • Schettini Bruno, Il disagio dei figli di genitori separati, Rassegna di servizio sociale, n. 2, 2000, pp. 32-41.
  • Théry Irène, Démariage e legame tra fratelli, Famiglia oggi, n. 5, 1996, pp. 43-59.
  • Vecchiato Tiziano (e al.), Le famiglie separate e quelle ricostituite. La mediazione familiare, Servizi sociali, n. 5-6, 1996, pp. 1-149.
  • Vercellone Paolo, Mazza Galanti Francesco, Garena Giovanni, Famiglia, giustizia civile e servizi sociali, Minori giustizia, n. 4, 1999, pp. 11-57.

    
RIVISTE STRANIERE

  • Amato Paul R., The Consequences of Divorce for Adults and Children, Journal of Marriage and the Family, n. 4, 2000, pp. 1269-1287.
  • Arditti Joyce, Rethinking Relationships Between Divorced Mothers and Their Children: Capitalizing on Family Strengths, Family Relations, n. 2, 1999, pp. 109-119.
  • Le Malefan Pascal, Cadine Françoise, Quand l’adolescents rejette un de ses deux parents après le divorce, Dialogue, n. 148, 2000, pp. 87-95.
  • Smyth Bruce, Child Support for Young Adult Children, Family Matters, n. 55, 2000, pp. 41-45.
  • Sviggum Greta, How Children View Their Parents’ Divorce, Family Matters, n. 55, 2000, pp. 62-67.
  • Théry Irène, Nouveaux couples, nouvelles familles? Evolutions sociales et invariants psychiques, Dialogue, n. 150, 2000, pp. 3-121.
  • Whiteside Mary F., Becker Betsy Jane, Parental Factors and the Young Child’s Postdivorce Adjustment: A Meta-Analysis with Implications for Parenting Arrangements, Journal of Family Psychology, n. 1, 2000, pp. 5-26.
  • Woodward Lianne, Fergusson David M., Belsky Jay, Timing of Parental Separation and Attachment to Parents in Adolescence: Results of a Prospective Study from Birth to Age 16, Journal of Marriage and the Family, n. 1, 2000, pp. 162-174.
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