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SOMMARIO

      

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I TRATTI DEL SOGNO PATERNO
di Mariateresa Zattoni e Gilberto Gillini

L’immaginario che oggi i padri vivono si colloca tra passato e un futuro. Se analizziamo soltanto gli inizi siamo sollecitati a trovare i segni di una modernità che ad ogni costo dev’essere diversa e nuova. Se ci soffermiamo sul futuro, potremmo limitarci a delineare un tempo di dover essere che non calza per il nostro concreto presente. Tra il tempo alfa e quello omega c’è lo spazio per un sogno "buono", quello di figlio imperfetto all’interno di un modello che dà sia al figlio reale che al padre reale il permesso di avere dei limiti. Una condizione che è più che mai necessaria per rendere vivibile il rapporto tra padri e figli.

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FIGLI NOSTRI COME MOSTRI
di Mariassunta Vicini

Partendo dalla definizione di mostro, termine che allude sia alla deformità che all’eccezionalità, all’evidenza ma anche alla finzione, si evidenziano figure di figlio mostro fin dal concepimento. Il vero timore delle madri non sta tanto nella nascita di un deforme, imperfetto, che la scienza ormai può riconoscere e correggere, quanto nel figlio come opera a cui non concorrono fattivamente. L’invadenza e la supremazia della tecnica ha spinto il conflitto tra natura e cultura a confini estremi; la facile fruibilità ha scalzato ogni riferimento normativo. Nella relazione figlio/genitori ciò si esprime con eccessive pretese di autoaffermazione, spesso agite con modalità oppositive o dialettiche. Ne derivano rapporti fortemente conflittuali e frequenti tentazioni di rinuncia all’esercizio della genitorialità. Con un’immagine junghiana, l’autrice afferma che l’ombra, individuale e collettiva, scacciata dalla coscienza riemerge attraverso la violenza assassina cui può giungere l’uomo. Se ne conclude con la necessità di riconoscere l’umilissima origine e di rifondare la scienza su questo riconoscimento.

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LE RISONANZE NELLA MENTE
di Aristide Tronconi

Nelle storie dolorose di due future madri l’autore rintraccia il vissuto che le porta a temere che il loro bambino corra dei seri pericoli. Entrambe le donne sono consapevoli che si tratti di una fantasia, tanto è vero che non hanno mai pensato di attuare un progetto distruttivo, ma nel momento in cui quella fantasia si è attivata sono entrate in uno stato ansioso. E hanno cercato di proteggere il neonato che appariva loro potenzialmente danneggiato. Tuttavia, voler scovare la causa di tali fantasie a partire dall’esterno non porterebbe a nulla.

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APRIRE LA PORTA AI FATTORI UMANI
di Sandro Spinsanti

La medicina predittiva solleva questioni etiche che non possono più essere disattese. Il processo di decision making acquista complessità. Non si tratta solo di prendere delle decisioni in quella particolare forma di sapere che è la probabilità statistica (quale guida all’azione si ricava dal fatto di conoscere che il feto ha il 50 o il 75% di probabilità di contrarre la malformazione indesiderata?). La mente umana, a differenza dei computer e dei "sistemi esperti", è molto povera quando deve lavorare sulle probabilità; la medicina predittiva apre la porta a una quantità di fattori umani che rendono l’esito imprevedibile.

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CONOSCERE I RISCHI POTENZIALI
di Elena Mancini

I test genetici perseguono alcune finalità che il Comitato nazionale per la bioetica ritiene di particolare importanza dal punto di vista etico poiché forniscono una conoscenza sulla costituzione genetica che può migliorare la salute delle persone anche attraverso la prevenzione, delle informazioni sulla trasmissione familiare di una malattia genetica e permettono di alleviare le ansie di individui e comunità. Nella prassi clinica tuttavia, al fine di tutelare gli individui che si sottopongono ai test, devono prevalere alcuni criteri etici fondamentali: il consenso preliminare libero e informato; il diritto di conoscere o di ignorare il risultato dei test; la libertà di assumere decisioni responsabili; la riservatezza sui dati ottenuti.

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