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EDITORIALE

Contro l’analfabetismo religioso

La Direzione
   

   Famiglia Oggi n. 8/9 agosto-settembre 2001 - Home Page Non interrompere il dialogo e trovare elementi di arricchimento dalle altre esperienze religiose. La saggezza e il buon senso insegnano sempre a non condannare.

Il fenomeno è meno rilevante di quanto non sembri ma il diffondersi, anche nel nostro Paese, di nuove forme di spiritualità assume importanza per il solo fatto che vip e personaggi dello sport vi aderiscano. I numeri, infatti, sono contenuti, ma il tam tam mediatico porta nelle case molti interrogativi. Esiste davvero l’analfabetismo religioso? Come e perché le religioni Occidentali sembrano non rispondere pienamente alle attese delle persone? Un mancato approfondimento religioso apre ingenuamente le porte ad altre soluzioni e quali?

Spesso si ricorre ad altre fonti religiose illudendosi di trovare risposte soddisfacenti e convincenti per dare senso alla vita di ogni giorno ma non sempre si raggiunge l’obiettivo sperato.

Attingere ricchezza spirituale da altre esperienze religiose non è certo riprovevole. Essendo esperienza di vita relazionale e sociale ogni forma di religiosità mette in risalto degli aspetti che magari altre trascurano o mettono meno in evidenza. Il fascino del Tibet, il richiamo dell’Oriente, la fede nella reincarnazione lanciano delle sfide che vanno raccolte piuttosto che ignorate. Difatti, non si tratta soltanto di sfide religiose. Sovente esse coinvolgono le dimensioni sociali, economiche, politiche e culturali di un Paese, riabilitando credenze ritenute ormai superate e ottenendo proseliti anche nelle classi evolute della borghesia urbana.

Una volta si diceva che la minestra della vicina era più buona di quella della mamma. Lo stesso avviene nelle religioni. Quando si è insoddisfatti della propria, anziché approfondirla ci si rivolge altrove per rintracciare quei segnali vitali che sembrano scomparsi dalla religione dei nostri padri. La pluralità religiosa non è un danno ma fonte di ricchezza spirituale anche se verso tale pluralità bisogna assumere atteggiamenti di vigilanza.

Che cosa succede in una famiglia quando un suo membro cambia religione? È per rispondere a questa domanda che la rivista ha chiamato al tavolo della discussione gli esperti perché documentassero e chiarissero le motivazioni sottese all’odierna ricerca di senso. Siamo infatti convinti che non sarà la condanna senza appello a superare la confusione bensì il dialogo, la comprensione, la carità. Soltanto così le persone troveranno nuova consapevolezza della forza che è nascosta nella verità.

LA DIREZIONE

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