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n. 10 ottobre 2001

Sommario

EDITORIALE
Adattarsi al cambiamento
La DIREZIONE

SERVIZI
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Stimolare lo sviluppo della persona

di GIORGIO BOCCA

apep00010.gif (1261 byte) Il lavoro che cambia
di CLAUDIO GAGLIARDI

apep00010.gif (1261 byte) Una vitalità tutta italiana
di WALTER PASSERINI

apep00010.gif (1261 byte) Utilizzare un canale preferenziale
di
LUISA RIBOLZI

apep00010.gif (1261 byte) Come un luogo di appartenenza
di MARCO CALVETTO

apep00010.gif (1261 byte) Progettare il futuro
di
CHIARA MACCONI

apep00010.gif (1261 byte) Da volontari a professionisti
di
ELISABETTA LINATI

DOSSIER
Mantenere un figlio
di MARINO MAGLIETTA e VALERIA GHERARDINI

RUBRICHE
INCONTRI
Chi farà la prima mossa?
di CHIARA MACCONI

SOCIETÀ & FAMIGLIA
Promuovere un'economia per l'uomo
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Internet è un'occasione in più a livello globale
di GIUSEPPE ALTAMORE

MATERIALI & APPUNTI
Viaggio fra integrati e apocalittici
di
MARIA PAOLA PARMA (a cura di)
Non chiudere gli occhi sulla sofferenza
di
GIOVANNI DALL'ORTO
La vocazione nasce in famiglia
di
NORBERTO GALLI

CONSULENZA GENITORIALE
I servizi sul territorio
di EMANUELA BITTANTI

POLITICHE FAMILIARI
Aspettiamo fiduciosi, ma vigili
di FRANCESCO BELLETTI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
La religione aiuta l'autostima
a cura del CISF

LIBRI E RIVISTE

 

EDITORIALE

Adattarsi al cambiamento

La Direzione
   

Il mondo del lavoro è attraversato da un cambiamento epocale. Sottrarvisi oppure osteggiarlo è un’operazione fuori dal tempo, inutile e dannosa a chi la persegue.

L'avvento della tecnologia ha modificato non soltanto il modo di lavorare ma anche la terminologia e dunque il linguaggio quotidiano oltre che quello professionale. Si è modificato pure il rapporto persona-lavoro? Per le nuove generazioni che significa lavorare? Che si attendono dal mondo produttivo? Chi aiuta i giovani ad avere un buon rapporto con il domani? La scuola li prepara al lavoro? Risultati immediati e successo appartengono alla visuale giovanile oppure no? Per rispondere a queste e ad altre domande abbiamo chiesto il parere di chi è competente in materia.

È cambiato proprio l’orizzonte dell’occupazione, i suoi doveri e i suoi diritti, i suoi metodi e i suoi traguardi. Alcuni mestieri sembrano destinati ad andare in soffitta, altri nascono e scompaiono nel giro di pochi anni, altri ancora si impongono garantendo a tutti coloro che ne usufruiscono non pochi benefici. Basti pensare al settore dei servizi.

Certi allarmismi che sono stati lanciati forse sono ingiustificati. Noi non stiamo né con gli apocalittici né con gli esaltati. Pacatamente osserviamo, infatti, che il lavoro c’è, i giovani sono partecipativi più di quanto si voglia far credere. E sono creativi.
È di antica data l’assioma secondo cui <<il lavoro nobilita l’uomo>>. Con l’elettronica sopraggiunta questo sembra diventato tanto più vero, più generalizzato, più desiderato come miraggio. Quando lavorare costava fatica fisica il lavoro poteva anche abbrutire il lavoratore. Adesso lavorare comporta sforzo intellettuale, applicazione della mente per molti più lavoratori di ieri. Ma quanti di essi sono più "umani" che in passato? E quali altri obiettivi si pongono oltre l’elementare mantenimento di sé e della famiglia?

Cambieranno gli scenari, il reddito, le esigenze esistenziali, ma chi si avvicinerà al mondo occupazionale dovrà comunque e sempre avere una buona dose di adattabilità. Adattarsi alla flessibilità, alla mobilità, all’orario, al metodo di lavoro. Una qualità, quella del sapersi adattare, che del resto non disdice a nessun impiego, nessuna carriera, nessun ambiente creativo.

LA DIREZIONE

 








 

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