Famiglia Oggi.

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n. 1 GENNAIO
2002

Sommario

EDITORIALE
No all'omologazione delle culture
La DIREZIONE

SERVIZI
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Il prodotto di molte forze

di RENATA LIVRAGHI

apep00010.gif (1261 byte) Contrastare le politiche inique
di ACHILLE ARDIGÒ

apep00010.gif (1261 byte) Costruire le premesse al futuro
di ENRICO CHIAVACCI

apep00010.gif (1261 byte) L'irrinunciabile costruzione di sé
di
DOMENICO BARILLÀ

apep00010.gif (1261 byte) Una nuova dimensione planetaria
di LUCIANO PEIRONE

apep00010.gif (1261 byte) Fra globale e locale il caso del cibo
di
DOMENICO SECONDULFO

Il glossario utile per capire
a cura di CRISTINA BEFFA

DOSSIER
Dal mercato globale alla giustizia universale
di CLAUDIO RAGAINI

RUBRICHE
INCONTRI
Un campo di gioco per il denaro
Diritti in contrasto col mercato occidentale
di PAOLO PERAZZOLO e ORSOLA VETRI

SOCIETÀ & FAMIGLIA
Aprire la porta a chi bussa carico di fede
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Navigare vicino alle coste
di ENRICO BERTOLINO

MATERIALI & APPUNTI
Quali diritti e quali doveri?
di CINZIA BOSCHIERO
Nuovi criteri di ospitalità
a cura della REDAZIONE
Condividere l'esperienza
di CRISTINA BASILICO

CONSULENZA GENITORIALE
Al servizio degli affetti
di GIANNI CAMBIASO

POLITICHE FAMILIARI
Rispondere ai bisogni della famiglia
di GIANLUCA BORGHI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
L'era dei divorzi "on line"
di ORSOLA VETRI

LIBRI E RIVISTE

 

INCONTRI - RISPONDE LO SCRITTORE ALESSANDRO BARICCO

Un campo di gioco per il denaro

di Paolo Perazzolo

È difficile definire il fenomeno della globalizzazione. Bisognerebbe avere una coscienza critica in grado di andare oltre i fanatismi per comprendere quali siano i reali effetti del nuovo mercato e quale futuro ci aspetta.

Siamo tutti così immersi nel fenomeno "globalizzazione", così bombardati da notizie che ci parlano di "globalizzazione", che ormai la consideriamo un fatto scontato, un concetto ovvio. Stanno davvero in questo modo le cose? Alessandro Baricco ha provato a fare quello che, forse, tutti noi dovremmo fare. Ha posto a sé stesso e ai propri amici alcune, elementari domande, del tipo: che cos’è la globalizzazione? È qualcosa di reale o un’invenzione? Ci ha cambiato la vita? Se sì, come? Le risposte non sono affatto banali e riservano non poche sorprese a chi ha accettato la globalizzazione come una delle tante mode della nostra epoca.

  • Allora, Baricco, che cos’è questa "globalizzazione"?

«È impossibile dare una risposta univoca. Direi così: è uno scenario ipotetico nel quale gran parte del pianeta è diventato un unico grande Paese, un’unica struttura di potere con un’unica cultura e un’unica economia. Per molti è uno scenario lontano, per altri è già vicino e reale. E il fatto che molti credano che tutto ciò sia vero, fa sì che la globalizzazione esista».

  • Significa che la globalizzazione è un atto di fede?

«È evidente a tutti che oggi stiamo assistendo all’annullamento di molte barriere, alla contrazione dei tempi e degli spazi, alla formazione di un nuovo concetto di distanza. Ciò è chiaro a chiunque produca qualcosa: sa che il mercato di destinazione è, potenzialmente, illimitato. Io stesso, quando scrivo, ho la consapevolezza che il mio pubblico può includere i giapponesi come i brasiliani. Ma sono tutti fenomeni definibili con categorie già note, come l’internazionalizzazione, la mondializzazione e così via. Perciò sostengo che la globalizzazione designa uno scenario fantastico: esiste prima di tutto nella nostra fantasia».

  • Forse perché qualcuno ha interesse a farci credere che siamo realmente immersi nella globalizzazione...

«Esatto. Se analizziamo la questione con coraggio, siamo costretti ad ammettere che la globalizzazione è una faccenda di soldi, è un movimento del denaro che cerca un campo di gioco più vasto. Ecco, se devo definire la globalizzazione direi che è un paesaggio ipotetico fondato sull’idea di dare al denaro il terreno di gioco più ampio possibile. Chi ha inventato quel paesaggio, chi lo sostiene ogni giorno? Il denaro, ovvero l’industria che punta al profitto e che ha bisogno di noi, in numero sempre maggiore, per vendere».

  • Vista da questa prospettiva la globalizzazione sembra un colossale inganno ai danni degli uomini, trattati alla stregua di consumatori...

«La possibilità che in un tempo non lontano il mondo si strutturi come un’unica entità è positiva, perché assicura la pace, favorisce lo scambio di idee e la circolazione delle persone. Questo è un futuro al quale siamo fortunatamente destinati. Il problema è che tale destino è gestito da uomini del business. Per questo spesso assume contorni inumani: perché è appannaggio dei manager, di uomini che profetizzano il primato del profitto. Quindi la direzione verso cui si muove la globalizzazione è giusta, ma si pone il problema di come entrare nella cabina di regia».

  • Che cosa si può fare per rendere più umano e democratico questo processo storico?

«Mediare tra le esigenze dei mercanti e quelle dei popoli dovrebbe essere il compito della politica. Purtroppo oggi i leader politici sono espressione delle aziende più che dei popoli. Il caso degli Stati Uniti è esemplare: i cittadini che vanno a votare per eleggere il presidente sono pochi, mentre le aziende investono ingenti risorse per imporre il loro candidato. La politica, quindi, ha abdicato al suo ruolo originario. Spetta alla gente riprendersi il proprio destino».

  • Che cosa può fare il singolo cittadino?

«Anzitutto formarsi una coscienza critica, anche contro il fanatismo antiglobalizzazione. Il merito del movimento dei "no global" è stato proprio quello di aver destato la coscienza del mondo. La globalizzazione da questo punto di vista è estremamente insidiosa, perché tende a gratificare distribuendo denaro. L’effetto è la paralisi del pensiero».

  • Come ci si può difendere dagli inganni della globalizzazione?

«Bisognerebbe avere il coraggio di andare a vedere che cosa sta effettivamente accadendo. Un esempio: si dice che uno degli effetti della globalizzazione è lo sfruttamento della manodopera del Terzo mondo. Ora, di questo si parla molto, ma in realtà si sa davvero poco. E poi ci vorrebbe un po’ di fantasia per mettere qualche bastone tra le ruote del grande ingranaggio».

  • In quali forme?

«È molto semplice: se migliaia di persone si accordassero per non acquistare un certo prodotto. Negli ultimi 20 anni la capacità di spesa delle famiglie è aumentata, il che significa che è aumentato il loro potere d’acquisto, ma anche la loro responsabilità».

Paolo Perazzolo
   

BARICCO: LIBRI, TV E GIORNALI

Alessandro Baricco.Alessandro Baricco è uno fra i maggiori scrittori italiani dell’ultima generazione. Tra i suoi romanzi ricordiamo Castelli di rabbia, Oceano mare, Novecento e City, pubblicati da Rizzoli. Ha fondato a Torino la scuola di scrittura Holden e realizzato per la Tv programmi culturali di grande successo. Per il quotidiano La Repubblica ha scritto quattro articoli sul tema della globalizzazione, pubblicati il 20, 23, 26 e 30 ottobre 2001.








 

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