Famiglia Oggi.

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n. 1 GENNAIO
2002

Sommario

EDITORIALE
No all'omologazione delle culture
La DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte)
Il prodotto di molte forze

di RENATA LIVRAGHI

apep00010.gif (1261 byte) Contrastare le politiche inique
di ACHILLE ARDIGÒ

apep00010.gif (1261 byte) Costruire le premesse al futuro
di ENRICO CHIAVACCI

apep00010.gif (1261 byte) L'irrinunciabile costruzione di sé
di
DOMENICO BARILLÀ

apep00010.gif (1261 byte) Una nuova dimensione planetaria
di LUCIANO PEIRONE

apep00010.gif (1261 byte) Fra globale e locale il caso del cibo
di
DOMENICO SECONDULFO

Il glossario utile per capire
a cura di CRISTINA BEFFA

DOSSIER
Dal mercato globale alla giustizia universale
di CLAUDIO RAGAINI

RUBRICHE
INCONTRI
Un campo di gioco per il denaro
Diritti in contrasto col mercato occidentale
di PAOLO PERAZZOLO e ORSOLA VETRI

SOCIETÀ & FAMIGLIA
Aprire la porta a chi bussa carico di fede
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Navigare vicino alle coste
di ENRICO BERTOLINO

MATERIALI & APPUNTI
Quali diritti e quali doveri?
di CINZIA BOSCHIERO
Nuovi criteri di ospitalità
a cura della REDAZIONE
Condividere l'esperienza
di CRISTINA BASILICO

CONSULENZA GENITORIALE
Al servizio degli affetti
di GIANNI CAMBIASO

POLITICHE FAMILIARI
Rispondere ai bisogni della famiglia
di GIANLUCA BORGHI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
L'era dei divorzi "on line"
di ORSOLA VETRI

LIBRI E RIVISTE

 

MASS MEDIA & FAMIGLIA - INTERNET E VITA QUOTIDIANA: UNA RIFLESSIONE DI BERTOLINO

Navigare vicino alle coste

di Enrico Bertolino
(attore comico)

Di fronte alle molteplici opportunità che offre il web è facile confondersi e perdersi. Solo il buon senso ci permette di difenderci da offerte insolite e accattivanti. Resta un po’ di malinconia per il passato in cui l’unico indirizzo da imparare era quello di casa.

Quando mesi fa casualmente ho letto su una rivista specializzata che Internet festeggiava il suo 30° compleanno, quasi non ci volevo credere! Trent’anni fa era il 1970, e vuol dire che mentre io ancora stavo giocando a figurine con i miei amichetti all’oratorio, qualcuno stava già scambiandosi messaggi via computer! Che poi, a dire il vero, il primo sistema più che Internet era un Intranet, che detto così sembra il nome di un’iniezione antidolorifica, e invece è un sistema evoluto di posta elettronica criptata che opera all’interno di un’organizzazione (nella fattispecie l’esercito americano e il Pentagono), comunque resta il fatto che negli anni ’80 io avevo già abbandonato le figurine e gli amichetti dell’oratorio (un po’ a malincuore!), ma mi davo da fare per imparare a usare le macchine a schede perforate che usavano nella banca dove lavoravo, il sistema era già stato perfezionato, e qualcuno si apprestava a lanciarlo in tutto il mondo come lo strumento di comunicazione multimediale più evoluto e rivoluzionario. Ricordo perfettamente i commenti divertiti dei colleghi più anziani, quando dalla nostra sede in Inghilterra giungevano i primi velati inviti a lasciar perdere i fax e le telescriventi, per concentrarsi sui corsi dedicati all’utilizzo massiccio dei personal computer per scrivere e comunicare con le altre filiali nel mondo.

«Ma tu figurati se io, dopo 30 anni che lavoro, debbo tornare a scuola per imparare a usare quelle macchinette infernali, vedrai che fine faranno tra poco...», oppure: «Pensa che mio figlio mi ha chiesto di comprargli una scatola con un gioco da attaccare alla Tv, il Commodore Vic 20..., dice che si può giocare e imparare un nuovo sistema per fare giocare, ma anche per fare i conti e chissà che altro... Che fantasia che hanno questi ragazzi... eh!?».

Eh sì, quei miei colleghi già allora hanno dimostrato che i figli spesso sono più avanti dei genitori, semplicemente perché alla loro età cambiare è uno stimolo divertente, e non una fonte di paure e ansie. Quei colleghi/genitori sono stati costretti ad accettare il computer, a comprare poi il PC e la Playstation ai loro ragazzi che a loro volta l’hanno comprata sempre più aggiornata ai loro ragazzi per poi giocarci solo loro e arrabbiarsi quando perdono!

I colleghi che resistevano al cambiamento sono stati messi da parte o spazzati via con furia dall’uragano informatico, in ogni professione: oggi anche un liutaio o un tappezziere, se vuole uscire dalla dimensione puramente artigianale, deve avere il suo sito Internet, aderire a un portale o come minimo avere un indirizzo di posta elettronica.

L’indirizzo, quando giocavo a figurine io, era solo il numero civico della via, e a chi si ricordava il cap davano del secchione, che tanto le cartoline arrivano lo stesso. Tre anni fa in Australia, c’erano dei ragazzini inglesi, in giro col sacco a pelo, che spedivano cartoline illustrate via posta elettronica da un Internet Caffè (chissà che si possa avere finalmente l’espresso vero anche all’estero in tempo reale?!) a un indirizzo e-mail granfathers@com..., ovvero l’indirizzo dei nonni nel Galles!

Io, nel frattempo, spedivo le mie, comprandole come al solito l’ultimo giorno, e attaccando i francobolli con la lingua che poi sapeva di colla per tre ore, e scrivevo sempre i soliti messaggi originali e pieni di fantasia: «Bacioni. Tuo nipote», oppure: «Qui fa caldo e il mare è splendido lì?», come se chi riceveva la cartolina potesse rispondermi: «Anche qui fa caldo e grazie al cielo il mare è ancora lontano, dato che siamo a Milano!».

Il comico Enrico Bertolino.
Il comico Enrico Bertolino.

Limiti da stabilire

Bando alle malinconie, oggi Internet è parte della nostra vita quotidiana, come lo sono la Tv, Bruno Vespa e le tasse... (e tutti e tre non si riescono a evitare anche volendo... Forse le tasse sì... ma Vespa e la Tv sono ormai tutt’uno!).

Via Internet si compra, via Internet si vende e purtroppo, ahimè, ci si compra e ci si vende... (non va nascosto a nessuno che i siti pornografici e le Chat line hot sono le colonne portanti del traffico, c’è chi dice più del 50% del Bsns Indotto). Se cerchi un giornale brasiliano a Milano, te lo puoi leggere su Internet, se hai bisogno di consultare un testo in sanscrito da una biblioteca di Gerusalemme, puoi cercarlo via Internet, sempre che il sanscrito sia traducibile con caratteri leggibili sul tuo PC; se vuoi leggere l’estratto conto della tua banca puoi farlo via Internet, anche se spesso è meno leggibile del libro in sanscrito!!!

Insomma, via Internet si naviga oltre le Colonne d’Ercole della conoscenza, senza accorgersi quando le superi, ma accorgendoti presto grazie alla bolletta, da quando e di quanto le hai superate. La parola navigare porta la mente alle fantasie più epiche: i conquistatori che affrontavano il mare per scoprire nuovi tesori, i pirati che poi li intercettavano e glieli fregavano, i navigatori solitari che cercavano, e cercano tutt’ora, di superare i limiti della resistenza umana e di sfidare la natura e gli elementi pur rispettandoli, le tempeste e gli uragani che ristabilivano immediatamente i limiti per conto della natura, senza però rispettare troppo i navigatori solitari!

Tutti questi elementi direi quasi salgariani (ecco che mi butto nelle citazioni..., ci mancava anche Sandokan!) resistono ancora oggi nel magico mondo di Internet; i conquistatori mandati a caccia di tesori dai fondatori della Net/New Economy, insaziabili tiranni che, grazie alla loro arte divinatoria, per qualche tempo sono riusciti a far apparire le loro aziende, fondate sul nulla telematico, più solide e ricche della Fiat, mentre i pirati (gli Hacker) saccheggiavano i loro sistemi rendendo pericolosa la navigazione delle carte di credito e delle informazioni riservate.

Tutto ciò mentre una marea, scusate il gioco di parole ma è l’unico termine che può definire una moltitudine ondivaga e schiumante, dicevo, una marea di navigatori solitari prendeva il mare inconsapevole dei rischi connessi a una navigazione a vista in un mare più grande di tutti gli oceani messi insieme!

I navigatori meno temerari (come il sottoscritto) navigano sempre sotto costa, tenendosi un porto dove riparare a poca distanza. Si perdono molte cose navigando così e spesso si risulta ridicoli, come quando si cerca di scaricare la suoneria di un telefonino, o si vuole ordinare una mozzarella a un caseificio a Battipaglia, quando la stessa suoneria te la caricherebbe quasi gratis il "punto drin" del tuo quartiere e la stessa marca di mozzarella arriva fresca da Battipaglia ogni mattina al super sotto casa!

Ma comunque a navigare vicino alle coste si è sicuri, si è sicuri cioè che non ci si avventurerà mai in mare aperto alla ricerca di una casa in affitto in Sud Africa, o di un link con un sito di meditazione trascendentale ajurvedica di Bombay per imparare a meditare di più e superare lo stress generato dal lavoro, che, guarda caso, è quello di stare incollato al terminale tutto il santo giorno!

Stando sotto costa e usando Internet solo per spiare il Grande Fratello (che se poi a quello vero gli girano i cinque minuti rischiamo di venir nominati di nuovo tutti come quella volta del diluvio universale), non si rischia comunque altro che un po’ di atrofia mentale, e di occhiaie mattutine dovute, si spera, a un eccessivo e prolungato smanettamento alla tastiera... e non altrove, mentre per chi affronta i marosi, allontanandosi dalle quiete insenature delle password e della e-mail, c’è il pericolo di perdere la rotta e abbandonare la stella polare del buon senso venendo investiti da sempre più frequenti e violente tempeste di virus, verms, trojans e ogni altro tipo di contaminazione informatica che, spesso, i costruttori di antivirus stessi propagano subdolamente per far comprare i loro prodotti! (C’è solo da sperare che nel farmaceutico nessuno decida di applicare la stessa tattica per vendere più medicine, piuttosto mi dicano quali farmaci vendono poco che glieli compero lo stesso e li tengo lì fino alla scadenza!).

Ma lungi da me l’intenzione di denigrare solamente questa grande scoperta, anche perché se il PC su cui sto scrivendo si accorge che sto parlando male del suo fratellino minore, che, con la sua nascita e crescita, ha fatto vendere milioni di macchine, palmari, cellulari in tutto il mondo, ebbene se solo si accorge che ne parlo male..., poi non mi salva l’articolo finché non lo scrivo come vuole lui (correttore ortografico contenutistico) e non me lo lascia spedire via e-mail all’editore per la stampa (blocco invio dispettoso), ebbene allora celebriamo anche l’utilità di Internet nella vita quotidiana, dove permette al sapere di viaggiare più velocemente e in luoghi dove prima non sarebbe potuto mai arrivare..., consente alle persone di continuare a studiare (ci sono corsi per l’utilizzo di Internet per ragazzini alle elementari, dove io facevo le astine sui quaderni oppure sulle figurine, ma anche per la Terza età e la Quarta età); grazie a Internet possiamo dialogare senza essere visti, superare la timidezza e aprire una porta sul mondo facendo attenzione che poi il mondo non ce la sbatta in faccia quando ne vogliamo aprire troppe senza neanche aver bussato prima!!!

Più sicuro della Posta

E, recentemente, Internet si è persino rivelato più sicuro della Posta quando dopo l’11 settembre le buste all’antrace e i plichi al carbonchio hanno fatto apparire una ridicola bazzecola il virus che ti può cancellare tutto l’hard disk e il lavoro di anni ivi contenuto. Ci voleva questa tragedia per farci capire che con l’hard disk rotto e il PC contaminato puoi comunque respirare e vivere lo stesso!

L’unica avvertenza, a mio parere, per far sì che i lati negativi di Internet non cancellino i benefici, è quella, come al solito, di applicare il vecchio, non multimediale ma immediato, buon senso che ci deve portare a pensare a questo grande dispensatore di immagini, suoni, contatti e contanti che è Internet come uno strumento che ci può migliorare la vita. Non un prodotto la cui crescita scriteriata, con conseguenti vendite assatanate di servizi, ci porti alla ricchezza scellerata. I vantaggi per le future generazioni saranno quelli di non dover più frequentare la scuola e l’università perché si potranno diplomare e laureare su Internet, di non dover più cercare un lavoro fuori perché lavoreranno da casa su Internet, di non dover più scendere nemmeno a mangiare la pizza o il gelato perché potranno ordinarlo direttamente su Internet, pronta consegna, ma il rischio più grande e la cosa più triste sarebbero quelli di non potersi più scambiare le figurine a mano e poter completare l’album, che poi va a finire nell’ultimo cassetto o in soffitta perché, credetemi, una "bisvalida" di Facchetti o la "valida" di Gigi Riva oggi le troveresti ciccando sul sito figurine.it in tempo reale. Ma vuoi mettere aspettarle realmente un casino di tempo e dopo 35 pacchetti e sei settimane trovarne due e scambiare il doppione con lo scudetto dorato del Bari e la foto del Toro!!!

Enrico Bertolino
   

PER GESTIRE TEMPO PREZIOSO

Shopping on line, richiesta di certificati presso il proprio comune, prenotazione di biglietti aerei e ferroviari o di camere d’albergo, prenotazione e acquisto di biglietti di cinema e teatro, banca telematica, polizze assicurative... Per non parlare della possibilità di chiedere consigli a medici specialisti, al "tribunale digitale" (risolvionline.it), che permette a consumatori e a imprese di gestire controversie commerciali al fisco (agenziaentrate.it), o di fare la dichiarazione dei redditti (unicoonline.finanze.it): servizio che ha registrato quest’anno ben 404.000 dichiarazioni telematiche. Sono concrete e molteplici le possibilità che il web offre a chi entra nel suo mondo virtuale. Anche se, a volte, "navigando" in Internet si rischia di perdere tempo prezioso; per chi ne intuisce il reale valore, può rivelarsi un mezzo per guadagnarlo quando ve ne è la necessità.

Attualmente, secondo i dati di Eurocommerce, la percentuale di prodotti venduti via Internet rispetto al totale è il 4% e si prevede che nel 2004 sarà il 12%. Certo, la spesa on line non deve diventare un’abitudine perché, comunque, il contatto fisico con le cose e le persone viene prima di ogni altra cosa. Tuttavia con Internet si può gestire più agevolmente il proprio tempo ed evitare file agli sportelli, alle casse, attese al telefono negli orari d’ufficio. Si possono risolvere, insomma, alcune incombenze comodamente a casa propria, magari, dopo aver giocato con i bambini e averli messi a letto.

o.v.

 

LA DOPPIA VITA DI ENRICO

Nato a Milano, classe 1960, frequenta all’università Bocconi un corso di aggiornamento e qualificazione in discipline turistiche, Enrico Bertolino ha iniziato la sua attività nel settore bancario. Partner e azionista del Gruppo Nova (Innovazione nel management) insieme a un gruppo di professionisti, si occupa prevalentemente, ma non solo, della formazione sulla comunicazione e della spettacolarizzazione di eventi formativi e conventions aziendali. È anche autore di saggi come L’arte della negoziazione, e Saper parlare in pubblico..., entrambi pubblicati da De Vecchi. Numerosi dipendenti di grandi aziende hanno avuto il piacere di partecipare ai suoi seminari e di godere dei suoi consigli da manager navigato.

Ma assai più consistente è il numero di coloro che conoscono il "muratore bergamasco" o il "geometra Mereghetti", per citare due dei personaggi meglio riusciti in quella che si può definire l’altra faccia della sua carriera, che comprende, infatti, anche l’attività di comico e cabarettista. Una carriera iniziata nel 1996 quando comincia a lavorare in radio e in televisione, partecipando a numerosi programmi ("Quelli che la radio", "Maurizio Costanzo show", "Mai dire gol", "Target", "Facciamo Cabaret", "Comici", "Festa di classe", "Convenscion" e "Superconvenscion 2001") e scrivendo personalmente anche i testi per suoi spettacoli teatrali. La sua è una satira, impegnata, pungente, autoironica; sempre legata all’attualità, prende in giro, ricorrendo anche al dialetto, la politica del Paese, la Milano dei lavoratori stressati e i luoghi comuni della quotidianità.

o.v.








 

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