Famiglia Oggi.

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n. 2 FEBBRAIO
2002

Sommario

EDITORIALE
La festa esorcizza il dolore e le ansie
La DIREZIONE

SERVIZI
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Riscoprire la gioia corale della festa

di GIUDITTA LO RUSSO

apep00010.gif (1261 byte) Il compleanno è una rinascita
di CORINNA CRISTIANI

apep00010.gif (1261 byte) Godere di arretrati di lusso
di EDGARDA FERRI

apep00010.gif (1261 byte) Dove profano e sacro ben convivono
di
ARISTIDE TRONCONI

apep00010.gif (1261 byte) Generare abitudini solide
di VALERIA BOLDINI

apep00010.gif (1261 byte) "Quest'altr'anno a Gerusalemme"
di
FABIO BALLABIO

apep00010.gif (1261 byte) Quale patriottismo promuovere?
di
GIORGIO CAMPANINI

DOSSIER
Prelibatezze tutte italiane
di MARIA CEPEDA FUENTES

RUBRICHE
INCONTRI
Al di là dei cioccolatini
di ORSOLA VETRI

SOCIETÀ & FAMIGLIA
Per quel che resta della cristianità
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
È San Valentino! Lo dicono gli spot
di ERICA PONTALTI

MATERIALI & APPUNTI
A scuola con la torta di cartone
di ORSOLA VETRI
Come cambia la figura paterna
a cura del CISF

CONSULENZA GENITORIALE
È rischioso festeggiare a oltranza
di EMANUELA CONFALONIERI

POLITICHE FAMILIARI
Pregiudizi ideologici al bando
di FRANCESCO BELLETTI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Una sentenza che crea polemiche
di ORSOLA VETRI

LIBRI E RIVISTE

SOMMARIO
   

RISCOPRIRE LA GIOIA CORALE DELLA FESTA
di Giuditta Lo Russo

Le nuove feste familiari, che celebrano la mamma o il papà, tradiscono in qualche modo l’originaria matrice religiosa (Sacra Famiglia) e riflettono il momento storico nel quale sono sorte. La loro esistenza è dettata dal bisogno di ricordare, almeno per un giorno, l’importanza del ruolo materno e paterno in un tempo di crisi sia dell’autorità paterna che della preminente figura materna. Ma la nascita di queste ricorrenze produce il consumismo e il conseguente declino del vero senso del dono, espressione del bisogno del dare e del ricevere vicendevole in una circolarità relazionale che, nella società arcaica, creava legami.

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IL COMPLEANNO È UNA RINASCITA
di Corinna Cristiani

A partire dall’ambivalenza della nascita, con la tabuizzazione della madre e del neonato, il compleanno, che la ricorda, viene esplorato nelle simbolizzazioni di un gruppo di giovani adulti, futuri psicologi, che concentra l’attenzione sul bambino-re, cui tutto è dovuto, dai familiari prima e dagli amici poi, o sulla riflessione sul passato e sui timori-speranze per il futuro. Il compleanno sembra assumere grande importanza in adolescenza, quando auguri e doni implicano contesti relazionali collegati alla nascita sociale e alla rappresentazione di sé che l’adolescente ha costruito per sé stesso e per gli altri. 

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GODERE DI ARRETRATI DI LUSSO
di Edgarda Ferri

Chi ha vissuto intensamente le festività religiose perché cresciuto in una famiglia praticante, difficilmente riuscirà a seguire le mode e appassionarsi per feste inventate o, peggio, "scopiazzate" da culture lontane. L’esperienza esistenziale dell’autrice è fatta di arretrati di lusso che anche soltanto a pensarli la riempiono ancora di incanto e di commozione.

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DOVE PROFANO E SACRO BEN CONVIVONO
di Aristide Tronconi

L’autore prende in esame gli aspetti psicologici ed educativi legati alla celebrazione di tre sacramenti: battesimo, matrimonio e sacerdozio. Il rito svolge un’azione protettiva sia per il singolo che per la comunità e aiuta a contenere le forti emozioni quali la gioia e il dolore, le ansie e le paure che le persone provano soprattutto durante certe tappe della vita. 

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GENERARE ABITUDINI SOLIDE
di Valeria Boldini

Le festività religiose cristiane sono accompagnate da abitudini e tradizioni antiche e recenti: ciò sembra spesso oscurare il senso delle stesse. Proprio la considerazione del significato della festa cristiana secondo la comprensione che di essa veicolano i testi ecclesiali riconduce le feste alla loro natura di fondazione e proclamazione della fede in Gesù Cristo che ha la sua sede più appropriata nella liturgia. Introdurre al senso delle feste cristiane esige dunque una formazione nella fede e alla fede che chiede abitudini e ritmi appresi grazie alle usanze umane, in primo luogo dal vissuto familiare.

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QUEST’ALTR’ANNO A GERUSALEMME
di Fabio Ballabio

Il mondo degli ebrei si distingue in ortodossi, conservatori e riformati (o liberali). Gli ebrei italiani sono ortodossi, ma di un’ortodossia difficilmente paragonabile a quella americana o israeliana. Molti ebrei italiani si possono definire "ebrei di Kippùr e diPesach": si recano in sinagoga per il giorno dell’espiazione e celebrano in casa la cena pasquale ebraica con tutta la famiglia. La letteratura nasconde le tracce di come le famiglie ebraiche italiane vivono e tramandano feste e tradizioni. Il premio Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini racconta il Séder pasquale. Guido Artom, invece, in un suo romanzo fa dire a Raffaele, ebreo artigiano, come il rito pasquale non sia esotico né episodico, ma permei l’intera vita degli ebrei. Nella narrazione di Giorgio Bassani anche un rito di Kippùr in sinagoga diventa il pretesto per un ritrovo familiare sotto un insolito "tetto" paterno.

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QUALE PATRIOTTISMO PROMUOVERE?
di Giorgio Campanini

Le famiglie dovrebbero vivere l’appartenenza a una cultura e a una storia con piena consapevolezza, senza cedere alla tentazione di ritagliarsi uno spazio di presunta intimità che nessuno può violare. Dietro la famiglia sta sempre una determinata società e meglio varrebbe acquisirne coscienza piuttosto che cercare astratte evasioni. In questo senso conoscere la storia del proprio Paese, entrare in contatto con le sue istituzioni, padroneggiare la sua lingua, riconoscere i suoi simboli non dovrebbe essere un lusso riservato a pochi, ma il banco di prova che vi è ancora spazio per valorizzare le migliori tradizioni di un Paese.








 

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