Famiglia Oggi.

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n. 3 MARZO
2002

Sommario

EDITORIALE
Fare del paziente il vero padrone di sé
La DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) Curare il "sistema" famiglia
di PAOLO BERTRANDO

apep00010.gif (1261 byte) Ritrovare il flusso evolutivo
di MASSIMO AMMANITI

apep00010.gif (1261 byte) Perché i mostri non esistono
di EMANUELA BITTANTI

apep00010.gif (1261 byte) Alla conquista dell'adattamento creativo
di
ARISTIDE TRONCONI

apep00010.gif (1261 byte) Dallo psicologo per stare meglio
di ALESSANDRO MANENTI

apep00010.gif (1261 byte) Un dialogo non ancora iniziato
di
CARLO BRESCIANI

apep00010.gif (1261 byte) Usare le vele o il motore ausiliario
di
NIELS PETER NIELSEN

DOSSIER
Alle radici della terapia della famiglia
di DARIO TOFFANETTI e PAOLO BERTRANDO

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
Depressi e due volte vittime
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
L'avversione per lo "strizzacervelli"
di ENZO NATTA
Il perché di una nuova rubrica
di ORSOLA VETRI

MATERIALI & APPUNTI
La strada giusta da percorrere
di CLOTILDE PUNZO

CONSULENZA GENITORIALE
Superare i pregiudizi per affrontare la vita
di ENZA CORRENTE SUTERA

POLITICHE FAMILIARI
Modelli di sostegno a confronto
di LUIGI VACCARI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Lo scandalo del dolore
di ORSOLA VETRI

LIBRI E RIVISTE

SOMMARIO
   

CURARE IL "SISTEMA" FAMIGLIA
di Paolo Betrando

Chiedersi dove si stia dirigendo la terapia sistemica richiede un piccolo sforzo storico, per ricostruire di dove venga, e con quali promesse sia venuta, questa terapia così poco ovvia. Non è naturale, dopo tutto, occuparsi di famiglie invece che di individui, specie quando si lavora su patologie appannaggio di interventi e teorie strettamente individuali, siano esse quelle della psichiatria biologica oppure quelle della psicoanalisi. Eppure, proprio da simili premesse la terapia della famiglia era nata, verso la metà del secolo scorso.

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RITROVARE IL FLUSSO EVOLUTIVO
di Massimo Ammaniti

Partendo dal caso clinico di Dora, descritto da Freud agli inizi di questo secolo, si passano in rassegna gli indirizzi di psicoterapia in adolescenza, da quelli più incentrati sul modello pulsionale a quelli basati sulla dimensione del sé e dell’identità. Dopo questa revisione vengono affrontati i punti problematici della valutazione clinica in adolescenza e delle strategie dell’intervento terapeutico.

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PERCHÉ I MOSTRI NON ESISTONO
di Emanuela Bittanti

La psicoterapia infantile rappresenta un tipo di cura psicologica relativamente poco diffusa e poco accessibile, sia per carenza di risorse e di competenze, ma anche perché il riconoscimento della sofferenza mentale, soprattutto nell’infanzia, ancora si scontra con timori e pregiudizi. Tuttavia, non solo la psicoterapia in senso stretto, ma anche una consultazione psicologica di breve durata, nei casi meno complessi, può contribuire a rimettere in moto il processo della crescita attraverso la scoperta e la valorizzazione di risorse personali dimenticate.

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ALLA CONQUISTA DELL’ADATTAMENTO CREATIVO
di Aristide Tronconi

Le finalità delle psicoterapie individuali non appaiono diverse da quelle delle altre forme di psicoterapia (familiari e di coppia). L’autore ne analizza le caratteristiche più conosciute e le raggruppa per similarità. Così sotto la definizione di psicoterapia psicoanalitica vengono compresi tutti quegli orientamenti che si ispirano al concetto di inconscio e di transfert, mentre nelle psicoterapie cognitivo-comportamentali confluiscono quegli orientamenti che prendono in esame il comportamento e le convinzioni mentali che lo determinano.

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DALLO PSICOLOGO PER STARE MEGLIO
di Alessandro Manenti

Dietro a domande tecniche si celano domande di vita. La richiesta manifesta di aiuto per gestire con efficienza la cronaca è anche richiesta tacita di aiuto per restare con competenza aperti alle sfide della vita. Nei significati di cronaca si celano significati di vita. Capire ciò permette di rivolgersi al terapeuta continuando a mantenere la signoria sulla propria vita senza delegarla al responso di altri. La risposta terapeutica anziché banalizzare dovrebbe amplificare l’esperienza del vivere rispettandone l’intrinseca e affascinante ricchezza di polarità positive e negative. Occorre perciò essere consapevoli di ciò che si chiede e a chi ci si rivolge, per evitare domande irrealistiche e ricevere risposte banalizzanti.

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UN DIALOGO NON ANCORA INIZIATO
di Carlo Bresciani

Il rapporto tra pastorale e psicoterapia non è mai stato facile a causa di incomprensioni, scarsa conoscenza reciproca e, talora, di approcci psicoterapeutici al matrimonio obiettivamente incompatibili con la fede cristiana. Il pastore, poco preparato dal punto di vista psicologico, tende o a delegare le crisi matrimoniali allo psicoterapeuta o a rifiutare qualsiasi suo intervento, ritenendo che basti fare appello alla fede e a una forte volontà di aderire ai principi e ai valori morali. Perché si instauri una collaborazione proficua, è necessaria una più adeguata chiarificazione, da una parte, della base antropologica della psicoterapia, dall’altra, del ruolo proprio della fede. È urgente che, per il bene dei coniugi, tra le due discipline inizi un dialogo serio e rispettoso delle reciproche competenze.

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USARE LE VELE O IL MOTORE AUSILIARIO
di Niels Peter Nielsen

Il dilemma "pillole o parole" e la tenace conflittualità a esso sottesa vengono affrontate da una angolazione che, invece di soffermarsi sulle più note antinomie, cerca di valorizzare alcune più trascurate affinità. Dalla contrapposizione psicoterapia-farmacoterapia la riflessione viene spostata sulle dinamiche e sulle modalità di impiego delle parole portatrici di risonanza emotiva e sui farmaci latori di messaggi. L’interrogativo si trasforma e la domanda diviene allora: «Per chi si decide di prescrivere o meno un farmaco o si decide di iniziare un percorso psicoterapeutico?».

 








 

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