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n. 5
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SOMMARIO I
TANTI MODI DI AMARE Il figlio invisibile è quello che si è sentito preferito a un fratello o a una sorella e ospita sentimenti di gelosia, invidia, deprivazione e ingiustizia. Qui si vuole mostrare come tali percezioni siano spesso costruzioni adulte, il cui potere mortifero consiste appunto nella stagnazione e nel controllo reciproco. Occorre deporre il compito impossibile che si debbano amare i figli in modo uguale e scegliere un’altra logica, che permette a tutti, genitori e figli, la diversità, ci riscatta dal "dovere" di presentarci cloni gli uni degli altri e ci aiuta a dare meno potere agli errori educativi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
LA MASCHERA DELL’INVISIBILITÀ
Invisibile può essere il bambino che vive in un nucleo familiare in cui è presente un congiunto gravemente in difficoltà per cause diverse (disabilità, gravi malattie croniche, disagio sociale), ma che richiedono tutte particolari attenzioni e cure. Bisogna tracciare un percorso riguardante le modalità emotive messe in campo dal minore che affronta questa esperienza quotidiana, sospesa tra il rischio di invisibilità dello stesso e la richiesta di una maturità e di capacità di autonomia spesso troppo precocemente evocata. È possibile, così, delineare alcuni esiti di tale realtà sia sul piano del possibile disagio, sia su quello dell’eventuale riconoscimento e dell’evoluzione maturativa che l’intero nucleo familiare può percorrere. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
I SEMI DEL "GENIO"
Un abusato stereotipo vuole che il bambino dotato o superdotato sia un minore problematico. In realtà, un’alta intelligenza generale distribuita su diverse abilità, se ben indirizzata e coltivata, permette, una volta diventati adulti, di affermarsi con successo e con un buon inserimento sociale. Altra cosa è se il soggetto possiede un talento eccezionale in un campo molto specifico e se i familiari spingono a sviluppare e valorizzare la specifica competenza o hanno aspettative tali da contrastare le reali inclinazioni. Ne consegue uno sviluppo squilibrato e disarmonico oltre che psicologicamente problematico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .DEDICARE
ENERGIE AI FIGLI Tramite i mass media viene veicolato un modello dominante di successo che si basa su un sogno adolescenziale di libertà e autonomia del singolo e che sminuisce l’importanza dei legami familiari e sociali. Nella società dell’intrattenimento, molteplici offerte di svago riempiono il tempo libero che prima veniva dedicato alla coltivazione di rapporti interpersonali, all’associazionismo, ai gruppi politici e di volontariato. Il nuovo mercato del lavoro globalizzato richiede un impegno gravoso che rende molti genitori sfiniti quando rientrano a casa. Vengono, inoltre, svalutate tutte quelle attività che non sono monetizzabili e la cura e l’educazione dei bambini sono quasi esclusivamente in mani femminili a casa e a scuola. Occorre, quindi, sottolineare la connessione tra due problemi vissuti oggi come separati: come distribuire reddito e lavoro e come diventare migliori genitori. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
IL BAMBINO VIRTUALE NON ESISTE
Prendendo spunto dall’allarme lanciato a un recente convegno, relativo al rapporto troppo stretto e frequente tra i bambini e il loro pc, chiediamo a Massimo Cicogna, psicoanalista e psicoantropologo, il suo parere. Egli ci invita a non demonizzare i media e a non colpevolizzare la famiglia: non sono i soli responsabili del disagio e della solitudine dei minori. Impariamo, piuttosto, ad accettare e a conoscere limiti e virtù delle nuove tecnologie. |
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