Famiglia Oggi.

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n. 5 MAGGIO
2002

Sommario

EDITORIALE
Vigilare sugli esclusivi investimenti emotivi
La DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) I tanti modi di amare
di MARIA TERESA ZATTONI e GILBERTO GILLINI

apep00010.gif (1261 byte) La maschera dell'invisibilità
di MARIA CRISTINA PESCI

apep00010.gif (1261 byte) I semi del genio
di ORNELLA ANDREANI DENTICI

apep00010.gif (1261 byte) Dedicare energie ai figli
di
DONATA FRANCESCATO

apep00010.gif (1261 byte) Il bambino virtuale non esiste
di ORSOLA VETRI

DOSSIER
Il disagio del bambini obesi
di ENRICO MOLINARI e ANGELO COMPARE

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
Una missione impossibile?
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Prestazioni fuori dall'ordinario
di EZIO ALBERIONE
Una storia per ogni piatto
di ORSOLA VETRI

MATERIALI & APPUNTI
Quale modello per la famiglia separata?
di MARINO MAGLIETTA
Progetti per diventare grandi
di EMANUELA DI GESÙ
Costruire un futuro che va oltre l'impresa
di PAOLO SAVAZZI

CONSULENZA GENITORIALE
Dov'è la mia vera casa?
di EMANUELA CONFALONIERI

POLITICHE FAMILIARI
Dove va la giustizia minorile?
di FRANCESCO BELLETTI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Le conseguenze della guerra
di ORSOLA VETRI

LIBRI E RIVISTE

SOMMARIO
   

I TANTI MODI DI AMARE
di Mariateresa Zattoni e Gilberto Gillini

Il figlio invisibile è quello che si è sentito preferito a un fratello o a una sorella e ospita sentimenti di gelosia, invidia, deprivazione e ingiustizia. Qui si vuole mostrare come tali percezioni siano spesso costruzioni adulte, il cui potere mortifero consiste appunto nella stagnazione e nel controllo reciproco. Occorre deporre il compito impossibile che si debbano amare i figli in modo uguale e scegliere un’altra logica, che permette a tutti, genitori e figli, la diversità, ci riscatta dal "dovere" di presentarci cloni gli uni degli altri e ci aiuta a dare meno potere agli errori educativi.

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LA MASCHERA DELL’INVISIBILITÀ
di Maria Cristina Pesci

Invisibile può essere il bambino che vive in un nucleo familiare in cui è presente un congiunto gravemente in difficoltà per cause diverse (disabilità, gravi malattie croniche, disagio sociale), ma che richiedono tutte particolari attenzioni e cure. Bisogna tracciare un percorso riguardante le modalità emotive messe in campo dal minore che affronta questa esperienza quotidiana, sospesa tra il rischio di invisibilità dello stesso e la richiesta di una maturità e di capacità di autonomia spesso troppo precocemente evocata. È possibile, così, delineare alcuni esiti di tale realtà sia sul piano del possibile disagio, sia su quello dell’eventuale riconoscimento e dell’evoluzione maturativa che l’intero nucleo familiare può percorrere.

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I SEMI DEL "GENIO"
di Ornella Andreani Dentici

Un abusato stereotipo vuole che il bambino dotato o superdotato sia un minore problematico. In realtà, un’alta intelligenza generale distribuita su diverse abilità, se ben indirizzata e coltivata, permette, una volta diventati adulti, di affermarsi con successo e con un buon inserimento sociale. Altra cosa è se il soggetto possiede un talento eccezionale in un campo molto specifico e se i familiari spingono a sviluppare e valorizzare la specifica competenza o hanno aspettative tali da contrastare le reali inclinazioni. Ne consegue uno sviluppo squilibrato e disarmonico oltre che psicologicamente problematico.

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DEDICARE ENERGIE AI FIGLI
di Donata Francescato

Tramite i mass media viene veicolato un modello dominante di successo che si basa su un sogno adolescenziale di libertà e autonomia del singolo e che sminuisce l’importanza dei legami familiari e sociali. Nella società dell’intrattenimento, molteplici offerte di svago riempiono il tempo libero che prima veniva dedicato alla coltivazione di rapporti interpersonali, all’associazionismo, ai gruppi politici e di volontariato. Il nuovo mercato del lavoro globalizzato richiede un impegno gravoso che rende molti genitori sfiniti quando rientrano a casa. Vengono, inoltre, svalutate tutte quelle attività che non sono monetizzabili e la cura e l’educazione dei bambini sono quasi esclusivamente in mani femminili a casa e a scuola. Occorre, quindi, sottolineare la connessione tra due problemi vissuti oggi come separati: come distribuire reddito e lavoro e come diventare migliori genitori.

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IL BAMBINO VIRTUALE NON ESISTE
di Orsola Vetri

Prendendo spunto dall’allarme lanciato a un recente convegno, relativo al rapporto troppo stretto e frequente tra i bambini e il loro pc, chiediamo a Massimo Cicogna, psicoanalista e psicoantropologo, il suo parere. Egli ci invita a non demonizzare i media e a non colpevolizzare la famiglia: non sono i soli responsabili del disagio e della solitudine dei minori. Impariamo, piuttosto, ad accettare e a conoscere limiti e virtù delle nuove tecnologie.








 

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