Famiglia Oggi.

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n. 8/9 AGOSTO - SETTEMBRE
2002

Sommario

EDITORIALE
L'uomo e il suo pianeta: una partita a rischio
La DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) La terra in prestito dai nipoti
di FRANCESCO SAVERIO APRUZZESE

Il Paese più "biologico" dell'Unione
di ALBERTO FERRIGOLO

L'acqua è un bene comune
di RICCARDO PETRELLA

Alla ricerca del cibo "sano"
di
EMANUELE PICCARI

Conciliare in Tv gusti e fasce orarie
di DAVIDE DEMICHELIS

apep00010.gif (1261 byte) Dall'amianto alla raccolta differenziata
a cura di ORSOLA VETRI

DOSSIER
Un territorio bisognoso di cure
di FLORIANO VILLA

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
Giù le mani dal patrimonio artistico
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
La banalizzazione del viaggio
di LUCIANO DEL SETTE
Le correzioni fallite dei Lambert
di ORSOLA VETRI

MATERIALI & APPUNTI
«Senza l'agricoltura non c'è cibo»
di MARICA LATELLA
In prima linea per salvaguardare l'Italia
a cura di ORSOLA VETRI
Come le piazze seducono gli scrittori
di ROBERTO CARNERO

CONSULENZA GENITORIALE
Darsi un codice di etica ambientale
di SERENA CAMMELLI

POLITICHE FAMILIARI
La famiglia non è solo un affare di donne
a cura di PIETRO BOFFI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Italiani, studenti svogliati
di ORSOLA VETRI

LIBRI E RIVISTE

 

MINI GLOSSARIO UTILE

Dall'amianto alla raccolta differenziata

a cura di Orsola Vetri

Da quando l’ecologia è parte importante della nostra realtà, sociale e politica, numerosi nuovi termini sono entrati nel linguaggio quotidiano. "Famiglia oggi" fornisce una descrizione delle parole più usate pur sapendo che non è possibile elencarle tutte.

Agenda 21

Documento prodotto alla Conferenza di Rio (vedi alla voce) che prevede un programma di iniziative per ridurre l’inquinamento sul nostro pianeta e preservarne le risorse naturali a vantaggio delle future generazioni. Per raggiungere lo sviluppo sostenibile (vedi alla voce) l’"Agenda 21" sottolinea con vigore le seguenti necessità: l’integrazione delle considerazioni ambientali in tutte le strutture dei governi centrali e in tutti i livelli di governo per assicurare coerenza tra le politiche settoriali; un sistema di pianificazione, di controllo e gestione per sostenere tale integrazione; l’incoraggiamento della partecipazione pubblica e dei soggetti coinvolti, che richiede una piena possibilità di accesso alle informazioni. Il nostro Governo ha approvato il Piano nazionale per lo sviluppo sostenibile in attuazione dell’"Agenda 21" nel 1993.

Ambiente

Insieme delle condizioni chimico-fisiche e biologiche in cui opera o è soggetto un organismo. Comprende l’aria, l’acqua, il terreno, le risorse naturali, la flora, la fauna, gli esseri umani e le loro interrelazioni. L’espansione crescente delle attività umane, spesso invadenti e distruttive, e il massiccio sviluppo industriale tendono a modificare l’ambiente. Per questo negli anni ’60 sono nati i timori per il futuro della terra e, da allora, è in atto un’ardua "lotta" di salvaguardia fatta di normative che tendono a controllare l’agricoltura, l’industria, la produzione di energia, i trasporti, l’edilizia. Il tutto per contenere l’impatto ambientale (vedi alla voce). Le conferenze, volute dall’Onu, relative a questi problemi sono cominciate nel 1972 e culminate nel 1992 con il Vertice mondiale su Ambiente e Sviluppo tenutosi a Rio de Janeiro (vedi alla voce) dove sono state adottate diverse convenzioni internazionali.

Amianto

Minerale, utilizzato in fibre, mischiato col cemento nelle costruzioni civili e non, per le sue caratteristiche di inerzia chimica di resistenza al calore. Ora fuorilegge, almeno nelle costruzioni civili, per la tossicità della potenziale inalazione delle sue polveri.

Benzene (C6H6)

Composto organico la cui struttura chimica caratterizza gli idrocarburi aromatici e i rispettivi derivati. Ha elevate proprietà cancerogene. Si trova nel catrame e nel petrolio.

Biossido di carbonio (CO2)

Prodotto del riscaldamento e presente nei gas di scarico delle macchine, responsabile dell’effetto serra (vedi alla voce).

Bonifica

Recupero di terreni contaminati per riportarli agli standard di qualità previsti. Attualmente il termine e le normative relative, si riferiscono alla bonifica di siti contaminati principalmente derivanti da attività industriali, estrattive o di deposito di rifiuti (vedi alla voce) tossico-nocivi. La contaminazione è di due tipi principali: da metalli tossici (tipo piombo, cadmio, rame, zinco, cromo) e da composti organici tossici (solventi clorurati, pesticidi, diossine, come nel caso di Seveso nel 1976). In agricoltura riguarda il prosciugamento di terreni paludosi per renderli coltivabili. La bonifica agricola non è un problema attuale, perché le grandi bonifiche agricole in Italia sono state fatte fino agli anni ’30, comportando problemi di modificazione degli habitat naturali (riduzione delle zone umide) ma anche grandi benefici (aumento delle terre coltivabili).

Buco nell’ozono

Espressione con cui si indica la riduzione (scoperta negli anni ’70) dello spessore dello strato di gas ozono (vedi alla voce) nell’atmosfera sopra il Polo Sud e sopra il Polo Nord. Causa principale si ritiene siano le attività umane e in particolare l’immissione nell’atmosfera dei clorofluorocarburi (vedi alla voce). La funzione dello strato di ozono negli strati alti dell’atmosfera, a circa 20.000 metri di altezza (stratosfera), è quella di schermare la superficie terrestre dai raggi ultravioletti provenienti dal sole. Senza questo strato schermante dell’ozono, arriverebbe sulla terra una quantità molto maggiore di radiazioni ultraviolette, che sono dannose per gli organismi viventi perché hanno un effetto mutageno sulle cellule. L’aumento delle radiazioni ultraviolette provocherebbe per l’uomo un aumento dei tumori della pelle, proporzionale all’esposizione ai raggi solari, come già verificato nelle zone maggiormente soggette alla rarefazione dello strato di ozono. Il buco nell’ozono non c’entra con l’aumento della temperatura dell’atmosfera o effetto serra (vedi alla voce) e neanche con l’ozono, come inquinante delle aree urbane, se non per il fatto che si tratta dello stesso composto, che secondo da dove si trova ha effetti diversi: negli strati alti dell’atmosfera ha un effetto positivo di fermare le radiazioni ultraviolette, mentre a livello della superficie terrestre (aree urbane, dove viene prodotto) ha un effetto negativo, in quanto viene direttamente in contatto con gli organismi (l’uomo) ed ha un’attività tossica.

Clorofluorocarburi (CFC)

Composti chimici allo stato gassoso utilizzati principalmente nei frigoriferi e nelle schiume autoespandenti e nelle bombolette spray. Negli anni ’60 e ’70, il loro grande utilizzo ha cominciato a influenzare lo strato di ozono (vedi alla voce) causandone una pericolosa diminuzione. Per questo, a livello internazionale, sono stati sottoscritti accordi per la graduale messa al bando dei CFC e per l’uso di sostituti meno pericolosi per l’ozono. Il protocollo di Montreal del 1989 ha fissato l’eliminazione progressiva dei CFC.

Conferenza di Rio

La Conferenza delle Nazioni unite sull’ambiente e lo sviluppo svoltasi a Rio de Janeiro (Brasile) nel giugno del 1992, voluta dai governi e dai popoli consci del progressivo degrado ambientale causato dalle attività umane, è un momento fondamentale in campo ecologico. Vi sono stati sanciti importanti princìpi riguardanti il benessere, sociale e ambientale, del nostro pianeta: il diritto allo sviluppo deve tener conto anche delle generazioni future; la tutela dell’ambiente deve essere parte integrante delle politiche economiche le quali devono favorire le scelte a minor impatto ambientale; i paesi sviluppati hanno più responsabilità per quanto riguarda il degrado ambientale e di conseguenza devono impegnarsi maggiormente; tutti i cittadini, a diversi livelli, vanno coinvolti nell’impegno ecologico; donne, giovani, bambini, popolazioni indigene od oppresse devono essere protetti e tutelati per favorire lo sviluppo sostenibile. A Rio, infine, è stata adottata l’agenda del XXI secolo, "Agenda 21" (vedi alla voce) un piano di azione da intraprendere per dar vita a uno sviluppo sostenibile (vedi alla voce).

Ecologia

È la scienza che studia il rapporto tra l’ambiente (vedi alla voce) e gli organismi viventi o tra gli organismi viventi stessi. Dalla diffusione dei suoi principi nell’opinione pubblica sono sorti numerosi movimenti che considerano causa principale dell’inquinamento il cattivo uso delle risorse e delle tecnologie.

Ecosistema

È l’unità ecologica fondamentale rappresentata da una comunità di organismi viventi e da fattori ambientali a essa relativi e con i quali le varie specie interagiscono (per esempio, lago, bosco, foresta).

Effetto serra

Fenomeno di innalzamento della temperatura terrestre dovuto all’eccessiva presenza di particolari gas chiamati anche "gas serra" (vedi alla voce) principalmente vapore acqueo, anidride carbonica, metano, alcuni ossidi di azoto e l’ozono che non permettono di disperdere le radiazioni emesse dalla terra. Le molteplici attività umane e in particolare l’utilizzo dei combustibili fossili, generano l’aumento dell’emissione di tali gas molti dei quali, tuttavia, sono prodotti anche da cause naturali.

Emissione

Scarico di qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell’ecosistema, che può produrre direttamente o indirettamente un impatto sull’ambiente.

Fonti di energia alternativa

Tutto ciò che può essere utilizzato in alternativa ai prodotti del petrolio e del carbone per generare energia "più pulita" o in previsione dell’esaurimento delle riserve energetiche tradizionali. Per esempio, energia solare, energia eolica, energia atomica (da noi al bando).

Gas serra

Gas di origine naturale e gas di origine antropica che contribuiscono ad alterazioni climatiche per "effetto serra". In ordine di importanza i gas serra, il cui aumento deriva dalle attività umane sono l’anidride carbonica (CO2), i clorofluorocarburi (CFC) (vedi alla voce), il metano (CH4), gli ossidi di azoto e il vapore acqueo. L’ozono (O3) (vedi alla voce), che in parte minore forma i gas serra, non è considerato tuttavia un prodotto delle attività umane.

Impatto ambientale

Qualunque modifica dell’ambiente e del territorio, negativa o positiva, totale o parziale, che è la conseguenza di opere, di attività, di prodotti o servizi. Per realizzare tutto questo è necessario la Via (Valutazione di impatto ambientale) cioè un giudizio preventivo su eventuali danni all’ambiente.

Inquinamento

Modifica e alterazione dei parametri fisici, chimici e biologici di un ambiente (vedi alla voce) causate dalle attività umane. Può riguardare il suolo, le acque e l’aria. Può presentarsi su scala locale, nella maggiore parte dei casi, e globale come succede nel caso delle emissioni (vedi alla voce) inquinanti che provocano l’effetto serra (vedi alla voce) e il buco nell’ozono (vedi alla voce).

Inquinamento elettromagnetico

Detto anche "elettrosmog", è causato dal diffondersi di tecnologie sempre più nuove e sempre più innovative, nel campo industriale, delle telecomunicazioni, dell’energia elettrica che provocano la presenza di emissioni elettromagnetiche nell’ambiente. Le attuali conoscenze sulle eventuali conseguenze dannose per la salute dovute a esposizione a campi elettromagnetici, risultano sufficientemente consolidate in ambito internazionale per quanto riguarda gli effetti acuti, mentre sono disomogenee per quanto riguarda gli effetti a lungo termine, tra cui quelli cancerogeni, ipotizzati da alcuni autori e riferiti in modo particolare alle basse frequenze.

Ozono (O3)

Gas di colore bluastro e di odore pungente che si forma dall’ossigeno per azione di scariche elettriche (in natura i fulmini) e nell’alta atmosfera per azione dei raggi ultravioletti. Lo strato di ozono blocca i raggi ultravioletti solari nocivi (UV). Si usa anche come disinfettante, deodorante, battericida, sterilizzante soprattutto delle acque.

Piogge acide

Fenomeno di inquinamento ambientale dovuto all’inquinamento atmosferico. Si tratta di precipitazioni atmosferiche contenenti significative quantità di sostanze inquinanti come l’acido solforico H2SO4 e l’acido nitrico HNO3, derivanti dall’emissione nell’atmosfera di ossidi di zolfo (SO2) e di azoto (NO), dipendenti dal crescente consumo di combustibili fossili. Esse costituiscono un problema a livello mondiale: spinte dal vento possono percorrere elevate distanze. Ad esempio, è stato dimostrato che i Paesi scandinavi subivano precipitazioni acide a causa delle emissioni di zolfo provenienti dalle zone industriali dell’Europa centrale e dell’Inghilterra. Quindi le conseguenze non sono limitate al Paese inquinatore. Le zone gravemente colpite sono quelle della cintura industrializzata dell’emisfero settentrionale, per lo più altipiani, zone montuose caratterizzate dalla presenza di corsi d’acqua e laghi.

Polveri

Insieme di microscopiche particelle solide disperse nei fumi di scarico, nel caso di emissioni in atmosfera derivanti da un processo di combustione.

Protocollo di Kyoto

Stilato nel 1997, indica gli obiettivi internazionali necessari per la riduzione di sei gas a effetto serra (vedi alla voce), ritenuti responsabili del surriscaldamento del pianeta che potrebbe portare a gravi modificazioni climatiche. Il Protocollo entra in vigore solo nel momento in cui vi abbiano aderito non meno di 55 Parti responsabili per almeno il 55% delle emissioni di biossido di carbonio (emissioni quantificate in base ai dati relativi al 1990). Si punta a una riduzione media del 5,2% dei livelli di emissione registrati nel 1990, nel periodo 2008-2012. Gli obiettivi variano da paese a paese; per la maggior parte si tratta di riduzioni: -7% per gli Usa, -8%, per l’Ue, ma per alcuni si tratta di limitazioni della crescita, per esempio +10% per l’Islanda. Alcuni Paesi hanno obiettivi minori: la Russia e l’Ucraina, per esempio, devono puntare alla stabilizzazione sui livelli del 1990. Non tutti i Paesi hanno firmato e accettato di applicare il protocollo e tra questi gli Usa.

Raccolta differenziata

Operazione di selezione dei rifiuti urbani e raggruppamento in tipologie omogenee: l’organico umido, il secco, la carta, la plastica, il vetro. Questo tipo di raccolta serve anche a favorire il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero di materie prime.

Rifiuti

Sostanze od oggetti di cui ci si è disfatti o si ha l’obbligo di disfarsi. Rappresentano una delle principali fonti di inquinamento. Possono essere "urbani" (provenienza civile) o "speciali" (provenienza industriale o agricola); "pericolosi" (nocivi) o "non pericolosi". In Italia la produzione annua complessiva di rifiuti è di circa 31 milioni e mezzo di tonnellate; ciò significa che mediamente ogni cittadino italiano (neonati compresi) produce un chilogrammo e mezzo di rifiuti al giorno.

Sviluppo sostenibile

È un concetto che vede la protezione ambientale e lo sviluppo economico come processi interdipendenti, complementari e non antagonisti tra loro. Si prefigge di soddisfare i bisogni attuali senza compromettere quelli delle generazioni future. Crescita economica e sviluppo si devono realizzare e mantenere nel lungo periodo rispettando i limiti del sistema ambiente.

Orsola Vetri
    
  

NOTA

Per redigere questo Glossario sono state consultate e utilizzate le voci presenti nell’Enciclopedia della scienza e della tecnologia (De Agostini, 1997) e la Nuova enciclopedia universale (Garzanti, 1998).

Si ringraziano inoltre la Erm Italia per il materiale fornito, la geofisica Laura Vetri dell’Eni e l’agronomo Paolo Tremolada ricercatore dell’Università degli Studi di Milano per la consulenza.

 

IL PROSSIMO VERTICE

Dal primo summit sulla salute della terra (Stoccolma, 1972) a oggi sono cambiate molte cose in termini di ecologia, popolazione, economia e politica. Il prossimo importante vertice "sullo sviluppo sostenibile" che si terrà a Johannesburg (26 agosto - 4 settembre) avviene in un momento cruciale per l’equlibrio mondiale. Verrano presi in esame gli impegni sottoscritti a Rio nel 1992 constatando che, a vario livello, i problemi sono ancora gli stessi. Si cercherà attraverso la promozione dell’ecotecnologia, una soluzione che metta d’accordo industria, ricerca e ambiente.

 

ALCUNI TITOLI PER APPROFONDIRE

Nell’editoria i saggi che trattano il tema dell’ambiente sono numerosi; segnaliamo le uscite più recenti.

Danovaro Roberto (a cura di), Recupero ambientale. Tecnologie, biorimediation, Utet, 2001, pp. 581, € 35,64. L’opera affronta il tema della gestione sostenibile dell’ambiente offrendo un contributo importante all’approfondimento della conoscenza teorica e tecnico-applicativa del recupero ambientale.

Divisione Popolazione del Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’Onu, Popolazione, ambiente, sviluppo, 21mo Secolo, 2002, pp. 94, € 8,00. La crescita della popolazione, lo sviluppo delle attività umane, la tutela dell’ambiente nei Paesi industrializzati e nelle aree meno sviluppate: questi i temi, di grande attualità, trattati.

Fabrizio Marco, Ficco Paola, Codice dell’ambiente. Disciplina antinquinamento e tutela delle risorse naturali, Il Sole 24 Ore, 2002, pp. 366, € 57,00. Un utile strumento di approfondimento delle discipline che lottano contro l’inquinamento nell’ottica di salvaguardare le risorse.

Gentili Sergio, Ecologia e sinistra un incontro difficile, Editori Riuniti, 2002, pp. 181, € 12,00. Il saggio descrive le questioni teoriche e programmatiche che fanno della sinistra un autonomo soggetto ecologista, consapevole della propria funzione riformatrice.

Gérard Lambert, La febbre della Terra. Inchiesta sulla salute del pianeta, Ed. Dedalo, 2002, pp. 211, € 12,50. Il testo rico-struisce un quadro coerente ed esaustivo dello stato di salute della terra.

Moriani Gianni (a cura di), Amministrare l’ambiente. La gestione di un capitale dinamico, Ed. Marsilio, 2002, pp. 174, € 15,00. Questo libro non è un discorso sull’ecologia, ma sugli strumenti che consentono a un amministratore pubblico di gestire concretamente l’ambiente.

Moriani Gianni, L’aria rubata. Traffico, inquinamento e salute nelle nostre città, Ed. Marsilio, 2000, pp. 140, € 10,33. L’uso selvaggio dell’automobile in città ha peggiorato la qualità della nostra vita. L’autore parla di riappropriarsi delle città ricorrendo a tram, metrò e piste ciclabili.

Nocenzi Mariella, Vivere l’incertezza, Franco Angeli, 2002, pp. 370, € 25,00. Un saggio che introduce il lettore nei processi sociali della quotidianità e, in particolare, nel modo di gestire e sentire il rischio "elettrosmog".

Ramacci Luca, Manuale di autodifesa ambientale, Sistemi editoriali, 2002, pp. 320, € 10,00. Questo libro offre al cittadino-lettore degli strumenti concreti per conoscere e difendere la qualità dell’ambiente giorno dopo giorno e per tutelare tutti i propri diritti in tal senso.

Simonetti Settimio, Rischio ambientale. Il rischio della civiltà industriale, Dario Flaccovio Editore, 2002, pp. 219, € 15,50. Un agile testo che tratta il rischio chimico-industriale, il rischio incendio e quello nucleare. In particolare illustra come e per quali motivi la produzione, la trasformazione, l’uso e il trasporto di sostanze chimiche pericolose, infiammabili o radioattive comportino rischi per l’uomo e l’ambiente.

Spezia Ugo (a cura di), Integralismo ambientale e informazione scientifica, 21mo Secolo, 2002, € 12,91. I mezzi d’informazione evocano sempre più fantasmi che bisogna, però, imparare a combattere.

Vandana Shiva, Terra madre. Sopravvivere allo sviluppo, Utet, 2002, pp. 232, € 18,50. L’autrice, indiana, con le sue ricerche punta a un recupero della dimensione sacrale della natura.

Harma Keen (a cura di)








 

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