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n. 10 OTTOBRE
2002

Sommario

EDITORIALE
Impegni e riposo ma con misura
La DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) Corse, salti e capriole
di ANNA OLIVERIO FERRARIS

apep00010.gif (1261 byte) La trappola del troppo sapere
di MARIATERESA ZATTONI e GILBERTO GILLINI

apep00010.gif (1261 byte) Progettare azioni concordi
di ERMANNO RIPAMONTI

apep00010.gif (1261 byte) Le ragioni del cantare insieme
di
CATERINA CANGIÀ

apep00010.gif (1261 byte) I "pomeriggi" dei bambini immigrati
di DAVIDE DEMICHELIS

apep00010.gif (1261 byte) Il bello della ricreazione
di FEDERICO NICCOLI

DOSSIER
La città dei ragazzi
di LUIGINA MORTARI

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
Il permissivismo inopportuno
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Dare vita alle parole
di LODOVICA CIMA
Perché rileggere Pinocchio?
di FRANCA PANSINI
Nella fredda Norvegia
di ORSOLA VETRI

MATERIALI & APPUNTI
Sperimentare ozio e noia
di ROBERTO CARNERO
La casa delle Storie
di ROSANNA VEGETTI
Le reti di famiglie aperte
a cura della
REDAZIONE CNCA

CONSULENZA GENITORIALE
Una palestra severa: la vela
di GIANNI CAMBIASO

POLITICHE FAMILIARI
I costi del lavoro protetto
a cura di PIETRO BOFFI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Violenze all'infanzia in Danimarca
di ORSOLA VETRI

LIBRI E RIVISTE

 

L’EDUCAZIONE MUSICALE

Le ragioni del cantare insieme

di Caterina Cangià
(esperta di linguaggi multimediali)

Il perché e il come insegnare musica e apprenderla è facilmente intuibile. Ma un approccio precoce potrebbe sollevare qualche perplessità, che però svaniscono quando se ne comprendono i segreti che nasconde.
  

Utile per la socializzazione e l’acquisizione di sicurezza, l’armonia delle note e del bel canto è un dono all’umanità da non sottovalutare. Anche perché aiuta a superare l’individualismo a favore della comunicazione di tutto il gruppo.

Non ci si pensa a sufficienza, ma la musica, soprattutto se viene utilizzata con esercizi che coinvolgono il corpo e se presenta ritmi chiari, può fornirci diagnosi eccellenti circa i riflessi, le percezioni, la capacità di attenzione, la capacità di analisi e di sintesi. La musica, proprio per il ritmo, sua caratteristica più evidente, esalta il movimento rendendo il corpo sensibile e attento e socialmente più dialogante. Dal punto di vista psico-pedagogico la musica può attivare l’attenzione e la concentrazione; può motivare l’espressione, abituare ai processi di analisi e sintesi, alla lettura del simbolo e di una struttura.

La musica può essere utile per la socializzazione, intesa non solo come "star bene" nel momento in cui viene praticata o fruita, ma nelle situazioni sociali in generale. Fa acquisire una sicurezza tale che si riversa poi nel vivere meglio le varie occasioni quotidiane. Inoltre, l’esperienza socializzante nel far musica può essere utile per accrescere il gusto del vivere in gruppo, per stimolare la creatività, per accettare le regole collaborando a progetti complessi e portando a termine le proprie responsabilità. Aiuta a superare l’individualismo, a riconoscere le proprie capacità, i propri limiti, ad appropriarsi di tecniche strumentali che amplino gli orizzonti della comunicazione e della collaborazione potenziando, in generale, la sicurezza.

La musica, straordinario dono dell’umanità, nella sua strutturazione ritmico-timbrico-melodico-armonica crea particolari sensazioni ed emozioni suscitando, a livello emotivo-fantastico, risonanze profonde di piacere e di disagio. La musica, il corpo e gli strumenti musicali possono essere "oggetti intermediari" che sciolgono parte delle tensioni che la vita fa accumulare a grandi e piccoli.

L’interesse per la musica nasce dal fatto che è un linguaggio non verbale particolarmente gratificante, che offre una ricchezza straordinaria di stimolazioni di solito incanalate nel " cantare insieme" e nel "far musica" insieme.

Gli effetti della musica sulla persona sono stati studiati dal punto di vista fisiologico, psicologico e psico-pedagogico.

Dal punto di vista fisiologico la musica ha notevoli influssi sui ritmi cardiaci e respiratori, sulla pressione arteriosa, sulla digestione, sul sistema muscolare. Basti un esempio: nella registrazione di un elettroencefalogramma, il passaggio dal pianissimo al fortissimo, dal "solo" al "tutti", comporta una desincronizzazione delle onde alfa.

Molto altro ci sarebbe da dire, in particolare in riferimento al consumo massiccio di musica da discoteca, con le conseguenze penosamente negative che si trascina dietro.

Dal punto di vista psicologico ci si colloca nel fiume delle stimolazioni sensoriali e motorie. La musica, per le sue capacità dinamiche, ha accesso all’inconscio. Il vissuto musicale riguarda sia l’Es nel senso della regressione e della liberazione dalle tensioni angosciose, sia l’Io in quanto principio che domina le emozioni. In effetti, le tecniche psicomusicali possono favorire l’individuazione dei problemi personali e delle strutturazioni psico-patologiche perché permettono di esplorare i rapporti che uniscono la vita interiore alla realtà esterna, i desideri e le paure, le insicurezze e le insoddisfazioni.

Dal punto di vista psicopedagogico, tutto si concentra sulle linee metodologiche delle quali offro subito una esemplificazione concreta.

La ricchezza peculiare della musica che permette un’esperienza umana e sociale vista come incontro-confronto-trasformazione di risorse, desideri e identità. Il bambino è homo musicus, che manifesta la propria musicalità in ogni momento: se questa venisse adeguatamente coltivata, strariperebbe in creatività.

Lo scenario musicale è essere polifonico nel senso pieno del termine, perché fare musica è vivere un’esperienza esteticamente gratificante.

L’apprendimento della musica è una conseguenza dell’animazione musicale, a mio parere propedeutica a ogni apprendimento musicale. La sensibilizzazione al sonoro, l’improvvisazione e la composizione collettiva con elementi che non sono ancora strumenti musicali, la narrazione autobiografica, l’espressione corporea e il teatro sono tutte attività che preparano ottimamente il terreno alla vera e propria educazione musicale.

Un veicolo primario

Un’eccellente sintesi delle ragioni a favore dell’educazione musicale ci viene offerta da Carlo Delfrati del cui scritto (vedi in Internet: http://www.siem-online.it/docu/muscrif/delfra2.htm) opero una sintesi.

L’esperienza sonora è uno dei veicoli primari nella costruzione del mondo intellettivo e affettivo della persona. Il mondo acquista gradatamente forma e significati, per il bambino, anche attraverso l’opera costruttrice dei precedenti sonori. La musica è dotazione fondante di ogni persona, non proprietà di individui privilegiati. L’educazione ha il compito di permettere alla persona il massimo spiegamento di questa primaria risorsa. Inoltre, fin dalla primissima infanzia l’esperienza sonora si salda strettamente con la motricità.

Il suonare e il cantare mettono in campo sempre più raffinate abilità propriocettive, cinestetiche e ideomotorie; favoriscono l’acquisizione del coordinamento motorio. In un ambiente sempre più esposto all’inquinamento acustico la persona ha imparato a difendersi escludendolo dal campo attenzionale. Abituandosi a non ascoltare, essa finisce col diventare incapace di ascoltare.

La capacità di ascoltare gli eventi sonori e musicali è fondamentale per apprendere ad ascoltare sé stessi e gli altri. Oltre all’ascolto, l’educazione al controllo della voce parlante. Infatti, all’educazione musicale spetta il compito di educare una forma di comunicazione cruciale nella vita di relazione: quello che fa capo al parlare. Il controllo della voce parlante passa attraverso il controllo percettivo, intellettivo, fisiologico, di eventi vocali tipicamente musicali.

Con queste premesse sembra indispensabile ora accennare a "come" in concreto operare nella scuola dell’infanzia e in famiglia. Esemplifico trattando dell’educazione al canto finalizzata anche all’acquisizione di una lingua straniera.

Linee metodologiche

"Come" operare un’educazione musicale precoce? Cantare, oltre a essere un gran divertimento, è uno strumento didattico ed educativo efficacissimo. Numeri, lettere, colori, strutture linguistiche si imparano in musica. Cantare favorisce l’acquisizione di una pronuncia fluida e corretta per quanto riguarda gli accenti e i gruppi fonetici, stimola la comprensione del testo attraverso la focalizzazione sulle parole-chiave, il mimo e la gestualità; contribuisce alla capacità di memorizzazione e imbandisce un vero festino per l’emisfero destro del cervello.

Nella classe di canto i bambini si familiarizzano con la melodia ascoltandola mentre svolgono altre attività quali colorare, disegnare o ritagliare. Prima di cantare praticano esercizi di riscaldamento operando un intuitivo parallelo con la vita dell’albero. L’insegnamento vero e proprio del canto inizia dopo, quando tutti chiudono gli occhi e scandiscono la melodia cantando a bocca chiusa (vedi box, dove esemplifico i passi che seguo).

Le tappe iniziali

Dopo questa pratica propedeutica è tempo di cantare davvero. Si procede con tappe identificate che vanno dall’ascolto della canzone mentre si svolgono altre attività, al cantare la melodia a bocca chiusa, fino a battere il tempo, aggiungere le parole e concentrarsi infine sul significato.

Presento alcune esperienze ancora in corso che potrebbero invitare alla partecipazione o ispirare iniziative simili. Mostre interattive con musica, scene, opere e oggetti ispirati a movimenti e artisti contemporanei costellano quasi ogni città d’Europa. L’interattività, nelle manifestazioni, è ai livelli di gioco, di animazione, di manipolazione, di creazione di suoni, variazioni di luci, forme e ombre. Mostre ricche di stupori e suggestioni, basate sulla musica e sull’espressione artistica in genere.

Ne presento poche ma invito il lettore e l’operatore a cercarne altre.

Lucciolebatticuore è una novità in anteprima di Antonio Catalano(1) che nel suo mondo di "universi sensibili" propone un palpitante percorso interattivo realizzato con la presenza di 15 sculture in legno che appariranno nel buio solo a condizione che il pubblico ne faccia palpitare il cuore. Viene chiesto pertanto ai bambini di ascoltare il proprio battito cardiaco e per un attimo "trasferirlo" alla lucciola-scultura che solo in questo modo "vivrà", e se il bambino farà attenzione ne ascolterà anche il "ronzio", il " canto", la "voce".

Disegnare storie: uno strumento per la salute. Maria Pia Borgnini pittrice e scultrice, è nel Consiglio federale svizzero per l’educazione artistica di ragazzi e giovani e fa parte dell’Istituto di ricerche di gruppo di Lugano diretto da Ferruccio Marcoli(2); l’esperienza che ci propone ha come aspetto centrale l’utilizzo della voce e della musica abbinate a storie, disegni, forme e colori nel lavoro con ragazzi con disagi fisici e psichici.

Il gesto e l’impronta. L’argilla è la materia che ha accolto segni lasciati millenni or sono: il piede di una donna, le dita di decine di mani di bambini, la sagoma del mammut; il laboratorio proposto da Brunella Bonfanti e Cristina Crippa è l’occasione per lasciare segni su una superficie: con gesti semplici, con oggetti diversi per caratteristiche, frequenza o profondità di pressione, secondo ritmi che cambiano nel ripetersi del gesto.

I segni del canto degli uccelli. Un laboratorio di segno-disegno-musica, dello Studio Zelig di Senigallia ( Ancona). Alessandro Giuliani è un giovane down "chiocciolatore", cioè un esperto in canti di uccelli e propone questi canti come stimolo guida in un laboratorio di pittura e disegno.

Una mostra e una performance con lo studio di Roberto Stucchi di via Umberto I, Arcore (Milano); il gruppo di artisti propone alcune realizzazioni sul tema "musica, arte e gesto".

Una fondazione per promuovere l’ascolto della lettura è la Fondazione "Il battello a vapore". Insiste sull’attività di raccoglimento e ascolto, mentre Chris Channing (Gran Bretagna) ballerino al Royal Ballet e attore shakespeariano, insegna ai piccoli a interpretare quadri famosi con l’aiuto della musica.

Gian Franco Grisi (Italia) ex pianista e direttore di coro ha perfezionato l’arte settecentesca di suonare con bicchieri di cristallo tramite sfregamento al punto di ottenere contemporaneamente accordi di 4 note; ha un repertorio straordinario che va da Bach sino alla musica da film.

Caterina Cangià
   

COME UN ALBERO IMPONENTE CHE RIDE

Riscaldatevi! Piedi ben piantati a terra. Prendete energia dalle vostre radici!

La posizione dà ai bambini la possibilità di sentire il loro diaframma.

Cercate il vostro diaframma. Per trovarlo, provate ad abbaiare come un cagnolino. Lo sentite? Immagazzinate l’energia delle radici nel vostro diaframma.

Usare in maniera corretta il diaframma riduce il rischio di crampi e crea un canto più forte e meglio controllato. Se le spalle dei bambini si sollevano quando inspirano questo significa che non stanno utilizzando il diaframma.

Ora immaginate di essere un albero alto e imponente. Respirate con tutti i vostri pori. Sentite l’aria sul vostro volto. Mmmm! Com’è piacevole!

Viene introdotta l’idea che l’aria e la voce entrano ed escono con facilità.

Inspirate partendo dalle vostre radici e dal vostro volto. Contate adagio: u-no, du-e, tre-e, quat-tro, cin-que.

Si tratta qui di un ulteriore esercizio di controllo. Incoraggia l’espirazione profonda e lenta.

Espirate con tutto il corpo! Contate adagio: u-no, du-e, tre-e, quat-tro, cin-que.

Si tratta qui di un esercizio di controllo. Incoraggia l’inspirazione profonda e lenta.

Ora siate l’albero che ride. Ha! Ha! Ha! Uccelli e animaletti di ogni tipo svolazzano attorno a voi e vi fanno il solletico.

Un altro esercizio di scoperta o di riscaldamento. Chiedete ai bambini di mettere una mano sul proprio diaframma per " sentirlo" mentre si muove durante la risata.

Ora siate l’albero che canta a bocca chiusa (humming tree). Inspirate e fate uscire una nota "addormentata" mentre espirate.

Questo esercizio introduce la pratica con la voce mentre continua il riscaldamento del diaframma.

Ora siate l’albero chiacchierone. Gli alberi usano i loro rami per fare la "voce". Iniziamo con la lettera Aaaaaaa.

Le braccia sono sollevate per garantire l’uso del diaframma e il suono delle vocali riscalda le corde vocali. Gli occhi chiusi aiutano la concentrazione.

Ora tocca alla lettera Eeeeee... il più a lungo possibile.

Le braccia sono allargate.

Ora tocca alla lettera Iiiiiii.

Le braccia sono distese lungo il corpo.

Una Oooooo bella rotonda.

Le braccia sono dietro alla schiena.

Finite con la Uuuuuuu.

Le braccia sono allungate di fronte ai bambini.

Okay! Tutti voi, bambini-alberi, metteteviin cerchio e cantate a occhi chiusi.

I bambini stanno in cerchio con le braccia attorno alle spalle gli uni degli altri. Il sentire con il tatto l’altro è molto importante soprattutto per i bambini che hanno problemi di intonazione o di ritmo. Poco a poco questi bambini imparano a essere intonati se non attraverso l’udito, almeno attraverso le vibrazioni che percepiscono. Questo è un altro motivo per esercitarsi nel canto chiudendo gli occhi.

 

BIBLIOGRAFIA

  • Anceschi A., Flauto dolce, formazione musicale attraverso un’esperienza strumentale, serie "Fare musica", Ut Orpheus Edizioni, Bologna 2000.

  • Bonardi G., Ascolto e faccio musica - Handicap e musicoterapia, con Cd allegato, Ed. La Scuola, Brescia 2000.

  • Bottero E., Padovani A., Pedagogia della musica, orientamenti e proposte didattiche per la formazione, Guerini Studio, Milano 2000.

  • Branchesi L., Destro M. A. (a cura di), Formazione al suono e alla musica in ambienti multimediali. Valutazione dell’innovazione (Progetto Muse), Franco Angeli, Milano 1999.

  • Diambrini P., Il paese dei 7 suoni. Idee e progetti per le attività sonoro-musicali nella scuola materna (con cassetta), Ed. La Scuola, Brescia 1999.

  • Diambrini P., Scarabocchi sonori-attività di laboratorio per la scuola dell’infanzia, (con Cd), Ed. La Scuola, Brescia 2001.

  • Gaggiolo A., Suono, Musica, Voce, Ed. Irrsae, Genova 1999.

  • Giacometti A., Linguaggi e forme per inventare, Rugginenti, Milano 1999.

  • Lovegrove Graziano S., Oggi si canta!, (con Cd), Ricordi, Milano 1999.

  • Minoia D., In Teoria? Tutto è semplice!, Libro + Cd audio, Edizioni Sinfonica, Brugherio (MI) 2000.

  • Minutoli L., Papale I., Ritmo... in mix - Pratiche ritmiche di lettura, ascolto, musica d’insieme, Ed. Carisch, Milano 1999.

  • Molella, De David, Orlandi, Trottolandia, Armando, Roma 1999.

  • Seritti E., Astam Blan, introduzione allalettura ritmica, serie "Fare musica", Ut Orpheus Edizioni, Bologna 2000.

  • Spaccazocchi M., Musica umana esperienza, Edizioni Quattro Venti Srl, Urbino 2000.

  • Spaggiari G., Fare musica insieme N. 1, musica per strumentario Orff, serie "Fare musica", Ut Orpheus Edizioni, Bologna 2000.








 

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