Famiglia Oggi.

Logo San Paolo.
Sommario.

Numeri precedenti.        

Cerca nel sito.       

n. 10 OTTOBRE
2002

Sommario

EDITORIALE
Impegni e riposo ma con misura
La DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) Corse, salti e capriole
di ANNA OLIVERIO FERRARIS

apep00010.gif (1261 byte) La trappola del troppo sapere
di MARIATERESA ZATTONI e GILBERTO GILLINI

apep00010.gif (1261 byte) Progettare azioni concordi
di ERMANNO RIPAMONTI

apep00010.gif (1261 byte) Le ragioni del cantare insieme
di
CATERINA CANGIÀ

apep00010.gif (1261 byte) I "pomeriggi" dei bambini immigrati
di DAVIDE DEMICHELIS

apep00010.gif (1261 byte) Il bello della ricreazione
di FEDERICO NICCOLI

DOSSIER
La città dei ragazzi
di LUIGINA MORTARI

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
Il permissivismo inopportuno
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Dare vita alle parole
di LODOVICA CIMA
Perché rileggere Pinocchio?
di FRANCA PANSINI
Nella fredda Norvegia
di ORSOLA VETRI

MATERIALI & APPUNTI
Sperimentare ozio e noia
di ROBERTO CARNERO
La casa delle Storie
di ROSANNA VEGETTI
Le reti di famiglie aperte
a cura della
REDAZIONE CNCA

CONSULENZA GENITORIALE
Una palestra severa: la vela
di GIANNI CAMBIASO

POLITICHE FAMILIARI
I costi del lavoro protetto
a cura di PIETRO BOFFI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Violenze all'infanzia in Danimarca
di ORSOLA VETRI

LIBRI E RIVISTE

 

MASS MEDIA & FAMIGLIA 

Perché rileggere Pinocchio?

di Franca Pansini

Per rileggere Pinocchio esistono almeno tre buoni motivi. Il primo è l’imminente uscita del film di Roberto Benigni che impersona il burattino. Non ha certo bisogno di questa pubblicità, ci sta già pensando, e ci penserà ancora di più, la casa distributrice con i molti mezzi a disposizione che non ha risparmiato per la campagna promozionale del film La vita è bella, ottimo mix di surreale e ironia favolistica.

Vi è poi il ritornato apprezzamento per le favole. Pare di sentire un mormorio di disapprovazione e di noia, ma non è di tutti, lo ha dimostrato, l’inverno passato, Il favoloso mondo di Amélie: il film del regista J.P. Jeunet che ha riscosso molto successo nel pubblico giovane e meno giovane, aldilà delle critiche degli addetti ai lavori. Un segnale che dimostra il bisogno di sognare nel mondo infantile.

Terzo e ultimo motivo è che la favola di Pinocchio, eccetto alcune parti, soprattutto quelle finali che risentono del vieto e dell’ovvio, è una spontanea ed efficace metafora della vita, buona anche per noi, oggi, che ci sentiamo tanto diversi da allora. Inimitabile perché sottile, ma allo stesso tempo comprensibile a una lettura più matura e attenta di quella di un bambino.

Quando abbiamo letto Pinocchio da ragazzi, se lo abbiamo letto, perché per un certo tempo è stato classificato vecchio e "fuori moda" da alcuni sconsiderati insegnanti, non ci siamo accorti di quanto alcune semplici descrizioni, qua e là, fossero profonde considerazioni sulla natura umana, oppure descrivessero ingiustizie sociali ancora oggi brucianti. Si tratta di leggere fra le righe, di fermarsi alle descrizioni antropomorfiche dei vari animali che rifanno il verso agli uomini e ai loro comportamenti. Poche parole non di più, ma molto più efficaci di certi "pistolotti" colti e supponenti che ben conosciamo.

Una frecciatina Collodi la riserva ai medici: «Non se ne abbiano a male – direbbe lo scrittore – ce n’è per tutti».

Arrivarono tre medici, al capezzale di Pinocchio mezzo morto, il Corvo, la Civetta e il Grillo-parlante in eterno contrasto fra di loro circa la diagnosi ma con fair-play, senza troppo contraddire « l’illustre amico e collega» però ostinatamente avversari.

Ingiustizia e solidarietà

Quanto alla giustizia, ingenuamente personificata nel carabiniere, anche allora non doveva proprio essere una bilancia con i piatti in equilibrio.

L’opinione della gente accorsa alle resistenze di Pinocchio che non voleva tornare a casa e le maldicenze e i giudizi diffamatori sul conto del povero falegname, spingono il carabiniere a rimettere in libertà il burattino che aveva acciuffato e a condurre in prigione «quel pover’uomo di Geppetto». Così Pinocchio nel raccontare le avventure passate a suo padre, ritrovato per miracolo nel ventre del Pescecane, dice: «Il Giudice quando seppe che ero stato derubato mi fece subito mettere in prigione per dare una soddisfazion ai ladri».

E ancora Pinocchio al carceriere: «Domando scusa, sono un malandrino anch’io». «In questo caso, disse il carceriere, levandosi rispettosamente il berretto e salutandolo, avete ragione» e aprì le porte della prigione e lo lasciò scappare.

Non mancano gli aspetti positivi messi in risalto, quali la solidarietà e l’amicizia, in particolare quando Pinocchio aiuta il compagno gravemente ferito non per colpa sua e incappa nei carabinieri che vogliono addebitargli la responsabilità del fatto oppure quando viene messo in evidenza il valore dell’assistenza agli anziani soprattutto se si tratta della Fata turchina, una vicemamma che finisce in ospedale e di Geppetto, suo padre putativo, che ha urgente bisogno di cure e di medicine.

È giusto ricordare che anche oggi esistono questi valori e ne abbiamo recenti testimonianze. Nel mese di agosto, appena trascorso, un giovane ha salvato tre persone che stavano annegando nelle acque di un fiume mentre lui non è riuscito a risalire; così il pilota del piccolo aereo che non si è lanciato con il paracadute, come gli altri compagni, per evitare che il velivolo si schiantasse sulla spiaggia affollata di bagnanti.

C’è, poi, un’originalità curiosa nella favola, forse inconsapevole per Collodi, che nella seconda metà del secolo scorso, abbia immaginato Pinocchio, che alla fine diventa un ragazzino, senza il contorno di una famiglia tradizionale: mamma, papà e nonni al seguito.

L’affetto di Geppetto, che lo ha creato con le sue mani, e il calore e l’interessamento della Fata turchina non danno al lettore la sensazione di una mancanza fondamentale, per quei tempi perfino audace. C’è un vuoto che non si avverte perché egregiamente riempito da una circolazione di sentimenti positivi rivolti al burattino dagli adulti interessati alla sua crescita. 

Franca Pansini
    

*Le illustrazioni provengono dal catalogo della 19° Mostra internazionale d’illustrazione per l’infanzia: Le Immagini della Fantasia (Sàrmede 2001).








 

Your browser doesn't support java1.1 or java is not enabled!

 

Famiglia Oggi n. 10 ottobre 2002 - Home Page