Famiglia Oggi.

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n. 1 GENNAIO
2003

Sommario

EDITORIALE
Esplorare le varie facce del problema
La DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) Verso una crisi esistenziale
di HARALD EGE

apep00010.gif (1261 byte) I molti spettatori coinvolti
di ALFREDO BODEO

apep00010.gif (1261 byte) Mobbing come patologia relazionale
di GIOACCHINO LAVANCO e DANIELA TERRANOVA

apep00010.gif (1261 byte) Chiedere aiuto per tempo
di
ANNAPAOLA JERI

apep00010.gif (1261 byte) Il diritto alla serenità lavorativa
di MATTEO CAVALLINI

apep00010.gif (1261 byte) Garantire, comunque, il sostegno
di MASSIMO SANTINELLO e ALESSIO VIENO

apep00010.gif (1261 byte) Sintesi perfetta dei vizi capitali
di ENRICO BERTOLINO

DOSSIER
Storie di ordinaria prepotenza
di DANIELA ROTA, MARINA FINARDI, GIANLUCA GAZZO

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
«C’è del metodo in questa pazzia»
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
La prima fu Cenerentola
di EZIO ALBERIONE
Un insolito punto di vista
di ORSOLA VETRI

MATERIALI & APPUNTI
Disagi non sempre evitabili a scuola 80
di EMANUELA BITTANTI
Costruire spazi per il cambiamento
di EMANUELA DI GESÙ

CONSULENZA GENITORIALE
A chi onestamente dare la colpa?
di ARISTIDE TRONCONI

POLITICHE FAMILIARI
Welfare, prove di riforma
di PIETRO BOFFI

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Approfittarsi delle povertà
di ORSOLA VETRI

LIBRI E RIVISTE

 

EDITORIALE

Esplorare le varie facce del problema

La Direzione
   

Ormai di uso corrente, la parola Mobbing non stupisce più, ma trascina con sé tutte le confusioni che nascono dalle cose nuove. Contribuire al chiarimento è un dovere.

Anche se il fenomeno denominato Mobbing ha acquisito in questi ultimi anni una crescente visibilità, si può supporre che la sua esistenza sia databile molto prima nel tempo, quando cioè gli esseri umani si sono trovati a dover lavorare presso altri per poter vivere e mantenere sé e la propria famiglia. Poiché specifico del Mobbing è una relazione di lavoro che procuri sofferenza, presumibilmente si può ipotizzare che nelle aziende, nelle fabbriche, nelle botteghe ci fossero capi che prendessero di mira alcuni dei loro dipendenti.

Quello che è cambiato oggi è forse il modo: tattiche per evitare il saluto, tecniche di sfinimento e di svalutazione attivate in forme subdole, a volte persino con eleganza. Ma non tutto, ovviamente, è Mobbing. A volte si tratta di burnout, altre di progetti inconsci di rivendicazione che possono indurre qualche lavoratore ad additare il proprio capo come un mobber, anche se, alla prova dei fatti, egli risulta del tutto innocente.

Noi abbiamo voluto esplorare le varie facce del problema, con particolare riguardo a quanto succede in Italia. Anzitutto la parola Mobbing e, successivamente, il luogo. La parola deriva dall’inglese to mob che vuol dire assalire, molestare. Usato inizialmente dagli etologi per definire il comportamento di espulsione di un animale dal branco, è passato poi in uso corrente per gli esseri umani.

Questa volta non è stata l’America a evidenziarne per prima il fenomeno, ma i Paesi scandinavi che, per tradizione, sono sempre stati i più sensibili ai diritti umani. Di Mobbing ora si parla certe volte a sproposito e un po’ dovunque, in particolare negli Stati civilizzati e socialmente avanzati, dove la frenesia del lavoro, l’ambizione carrieristica, la voglia di successo, il bisogno di primeggiare non cessano mai di occupare e, spesso, di tormentare, sia le menti degli adulti che quella dei giovani.

LA DIREZIONE








 

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