Famiglia Oggi.

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n. 3 MARZO
2003

Sommario

EDITORIALE
Correre l’avventura della paternità
La DIREZIONE

SERVIZI
apep00010.gif (1261 byte) L’esperienza dell’"attesa" nel padre
di ANGELA MARIA DI VITA e ALUETTE MERENDA

apep00010.gif (1261 byte) Essere genitore, quando...?
di MARTA BLANGIARDO

apep00010.gif (1261 byte) Costruire spazi coerenti
di VITTORIO FILIPPI

apep00010.gif (1261 byte) Padri per forza in fuga
di EMANUELA BITTANTI

apep00010.gif (1261 byte) Portare moglie e figlio nella mente
di GINO SOLDERA e MARA FRARE

apep00010.gif (1261 byte) Non basta nascere per vivere
di FRANCO CHECCHIN

DOSSIER
Per averti ho persino pregato
di GIORGIO CONCONI

RUBRICHE
SOCIETÀ & FAMIGLIA
Un pericolo in agguato
di BEPPE DEL COLLE

MASS MEDIA & FAMIGLIA
Contro la guerra senza se e senza ma
di CRISTINA BEFFA
Lo sguardo disilluso dei bambini
di ORSOLA VETRI

MATERIALI & APPUNTI
La strada è in salita ma percorribile
di MAURIZIO QUILICI
Giovani consapevoli
di CLOTILDE PUNZO
La colomba della pace porta luce
di PIETRO MANCA

CONSULENZA GENITORIALE
La solitudine di Frankenstein
di ARISTIDE TRONCONI

POLITICHE FAMILIARI
L’affidamento condiviso in Parlamento
di MARINO MAGLIETTA

LA FAMIGLIA NEL MONDO
Pochi figli con tanti giocattoli
di ORSOLA VETRI

LIBRI E RIVISTE

 

EDITORIALE

Correre l’avventura della paternità

La Direzione
   

Non mancano anche oggi uomini capaci di accogliere la sfida della procreazione. È determinante per il futuro accogliere le responsabilità della generatività voluta.

Nelle statistiche demografiche l’indice di fecondità di un gruppo umano è calcolato sulla base del numero di figli generati da ogni donna in età feconda, ed è su questa base che il tasso di natalità in Italia è indicato, secondo le ultime statistiche disponibili, in 1,25 figli per donna. Non vogliamo attribuire soverchia importanza a questo approccio statistico della fecondità ma esso appare indicativo del fenomeno della femminilizzazione della procreazione. A lungo, in pressoché tutte le culture, la procreazione è stata in primo luogo un fatto sociale e comunitario, in secondo luogo un "affare del padre" e solo in ultima istanza un fatto legato alla sola sfera della femminilità. Nelle culture contemporanee, invece, il percorso è esattamente l’inverso.

È da qui che occorre ripartire per quel processo di riappropriazione della paternità che appare necessario non tanto per arrestare il declino demografico che l’Occidente sta conoscendo e che rischia di svuotarlo delle sue energie vitali (ma anche delle sue energie spirituali, perché lo "spirito" senza la "carne" rimane silente e inoperoso) quanto e soprattutto per restituire il suo senso pieno all’"avventura" della procreazione.

Dietro il fatto generativo non sta mai soltanto la donna, ma sempre la coppia: necessariamente – salvo che in qualche aberrante sperimentazione di certa disinvolta genetica – dal punto di vista biologico, ma ancor più necessariamente dal punto di vista spirituale e sociale. Dietro la donna, sempre e comunque, sta l’uomo; dietro la madre, dunque – o forse davanti a essa e con essa – sta il padre. L’assenza o il rifiuto della paternità sta spesso alla radice dell’assenza o del rifiuto della maternità.

La "fuga" di fronte al figlio – tanto nella forma della sua esclusione quanto in quella del suo rifiuto, del suo abbandono, dell’indifferenza al suo destino – nasce dalla fuga dalla responsabilità nel suo senso letterale, e profondo, di "capacità di rispondere" dei propri gesti, primo fra tutti del gesto sessuale: è l’espressione, pertanto, di una cultura della separatezza che colloca di qui il mondo degli affetti, dei sentimenti, delle pulsioni sessuali, e di lì il mondo della vita e della cura amorosa del figlio. Ciò che doveva rimanere indissolubilmente unito viene ora scisso e separato.

Certo la cultura contemporanea non è tutta qui. Non mancano gli uomini e le donne capaci di correre l’avventura della paternità e della maternità. Vi è ancora chi accetta la sfida della generazione e la scommessa del prendersi cura di un altro di cui non è possibile predeterminare il volto e tanto meno il destino. È importante che vi siano ancora uomini capaci di emettere questo silenzioso e segreto voto di paternità, assumendo in questo modo sulle loro spalle la responsabilità di continuare la storia.

LA DIREZIONE








 

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